İlker torna libero, Ela non ricorda nulla — Innocence, anticipazioni 2 e 3 agosto

Giovane donna in un'aula di tribunale, sguardo basso e occhi lucidi

La prima udienza ribalta il racconto: per la difesa, Ela ha costruito nella sua mente una relazione mai esistita. Bahar viene allontanata dall'aula e İlker torna libero. In ospedale, la ragazza urla per la prima volta di non ricordare nulla.

Le puntate del 2 e 3 agosto si aprono con İlker Ilgaz in manette e con un'arringa che rovescia il processo: per la difesa è Ela Yüksel ad aver inventato tutto. Bahar viene allontanata dall'aula, İlker esce libero, e in ospedale la ragazza ammette di avere un vuoto dentro.

L'arringa della difesa

Davanti al tribunale la folla acclama Ela. Lei e İlker si scambiano uno sguardo intenso, poi l'udienza ha inizio. L'avvocato del giovane prende la parola: «Oggi vi racconterò la vera storia di Ela. Perché spesso, non tutto è come sembra». Descrive la ragazza come un'erotomane, ossessionata dal suo capo e convinta di una relazione mai esistita. Avrebbe perseguitato l'erede dell'azienda Ilgaz, e la madre le ha creduto in buona fede.

In aula compaiono ventuno profili falsi che Ela avrebbe creato per provocare İrem Orhun, poi le foto inviate a İlker, in abiti succinti e con sguardi provocanti; dopo i primi messaggi, dice il legale, lui aveva bloccato quel numero. L'accusa arriva al punto più duro: Ela avrebbe orchestrato tutto per vendicarsi di un rifiuto, fino a farsi picchiare per attirare l'attenzione. Bahar si alza e urla: sua figlia è stata sul punto di morire e ha subito cinque interventi. Il giudice la fa portare fuori dall'aula.

Il paese punta il dito

In un talk show uno psicologo definisce Ela «un caso clinico». Bahar perde il controllo, accusa l'esperto di essere pazzo e promette causa a chiunque diffami sua figlia. Timur Yüksel, che ha trovato le stesse foto sui social, le fa notare che a Internet non si può fare causa; amareggiato, ammette che forse avrebbero dovuto accettare quei soldi e lasciare il paese. Poi la notizia che spegne ogni speranza: İlker viene rilasciato. Ela la sente al telegiornale e non dice una parola.

Il ritorno a casa Ilgaz

Gli avvocati hanno imposto il silenzio e nemmeno İlker rilascia dichiarazioni. A casa lo accoglie con entusiasmo Hale, mentre İrem resta gelida e si rasserena solo all'arrivo di suo padre. La discussione fra i due è immediata: İrem vuole sapere se Ela sia davvero un'erotomane. İsmail ricorda al figlio che non sarà pulito finché non arriverà l'assoluzione. Harun Orhun prova invece a portare via la figlia da quella casa: anche se Ela fosse instabile, restano i video di sorveglianza e il sangue sulla maglia di İlker.

La camicia da notte

İsmail elenca a voce alta i tradimenti del figlio ai danni della moglie. İrem sente tutto e crolla. Hale la raggiunge e, invece di consolarla, le dice di smetterla di piagnucolare: dopo sei anni di fatica è riuscita a sposare İlker e ora deve festeggiare la sua vittoria. Le regala una camicia da notte e la invita a indossarla mentre lui è sotto la doccia. «Così si comportano le vere donne». İrem obbedisce e lo aspetta sul letto, ma İlker entra, non la guarda e si mette a dormire. Tornano le parole del padre: «İlker è un uomo che pensa solo a se stesso».

Il vuoto nella memoria

In ospedale l'avvocato incalza Ela perché dica qualcosa. Lei scrive di non ricordare nulla. Il legale le ricorda l'accusa di falsa testimonianza e le chiede almeno un frammento capace di cambiare le sorti del processo. Per la prima volta dopo tanto tempo la ragazza urla: non sa niente, ha un vuoto che non riesce a colmare. I medici spiegano poi a Bahar e Timur che ha rimosso gran parte dell'accaduto e che la memoria è ancora traumatizzata, ma restano fiduciosi.

La collana e la testimonianza di Banu

Il racconto torna al primo processo. Banu ha testimoniato a favore della famiglia Ilgaz. Prima dell'udienza aveva incontrato Bahar, che le chiedeva solo di allontanare İlker da sua figlia, e le aveva promesso di provarci; in aula, invece, nega l'incontro e la fa passare per bugiarda. Bahar la accusa di mentire e il giudice la fa uscire. Nel corridoio Harun la chiama per nome: i due si erano già visti nell'ufficio di İlker, dove Bahar era arrivata a intimargli di stare lontano da Ela lanciando sulla scrivania una collana preziosa. Quella collana torna in tribunale: le telecamere mostrano che l'aveva comprata Ela stessa, ed era contraffatta. In ascensore Harun le porge il suo biglietto da visita e le offre sostegno, da genitore a genitore.

Hande e la valanga sui social

Con la psicologa, Ela ricorda di aver comprato lei stessa la collana falsa, ma non ricorda perché. Confessa la paura più grande: scoprire di essere davvero malata, che nulla sia mai esistito. Umut Demirci sembra l'unico a crederle, mentre Burçak non riesce a spiegarsi quel regalo mai ricevuto. In casa la cugina Hande Hancı sfoga sui social un rancore antico: si è sempre sentita al secondo posto. Poi finge una telefonata mentre Ela sta rientrando in reparto. Il piano funziona: le mostra il telefono, centinaia di messaggi con insulti e auguri di morte. «Prima si fidavano di te, ora nessuno più lo fa», insiste. Ela perde il controllo, rompe un bicchiere e ne raccoglie un pezzo. Bahar entra e la abbraccia: le dice di aver sempre creduto in lei, anche quando le mentiva. Ela, tra le lacrime, ammette di non sapere più a cosa credere. Non si fida nemmeno di se stessa.

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Serie: Innocence

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