Ela apre gli occhi, İlker torna libero — Innocence, anticipazioni 26 e 27 luglio

Dopo ventuno giorni di coma Ela si risveglia e la sua testimonianza diventa l'unica cosa che conta. İrem, intanto, ha già sposato İlker in carcere contro la volontà di suo padre. In aula la difesa capovolge la storia e trasforma la vittima in imputata.
Dopo ventuno giorni di coma Ela apre gli occhi, e la notizia rimbalza dal telegiornale al carcere. Nel frattempo İrem ha sposato İlker dietro le sbarre, di nascosto da suo padre. E quando si apre il processo, l'arringa della difesa capovolge i ruoli.
Le nozze in carcere
İrem, provata, si confida con Hale: la suocera le ripete che la scelta è solo sua, restare accanto a İlker o lasciarlo, e non nasconde di credere all'innocenza del figlio. Quando arriva Harun il tono cambia. Il padre di İrem lamenta la distanza della famiglia, poi chiarisce: non sono consuoceri, come amico ci sarà sempre, ma finché İlker non verrà scagionato penserà solo al bene di sua figlia. Le organizza perfino una crociera per strapparla a quell'incubo. Poco dopo, però, İrem in abito bianco si dirige verso il carcere. Hale l'attende in macchina e osserva compiaciuta le foto: il matrimonio è stato celebrato in prigione.
Harun vuole annullare il matrimonio
Harun si presenta a casa Ilgaz e accusa la famiglia di aver disonorato il nome di sua figlia pur di salvare quello del figlio. İsmail promette che, se İlker verrà condannato, lo rinnegherà, ma non basta: Harun annuncia che troverà il modo di far annullare quelle nozze. İrem arriva e conferma la sua decisione senza esitare: è maggiorenne, andrà a vivere a casa del marito. Più tardi confessa a Hale che suo padre non la perdonerà mai. La risposta della suocera è netta: non c'è nulla da perdonare.
Bahar sola contro tutti
Bahar è in preda a una crisi di nervi. Si maledice per non aver protetto sua figlia e si sfoga con l'amica Yelda, che le ricorda di avere anche Mert. Timur sente le urla, si affaccia e resta impassibile, poi si allontana senza una parola. In casa la suocera commenta con figlie e nipoti che İrem non avrebbe mai sposato un colpevole: per lei c'è dell'altro sotto, e la colpa della confusione è di Bahar, che ha rifiutato la grossa somma offerta dalla signora Ilgaz. Bahar ascolta tutto ed esce di casa senza replicare; una cognata la raggiunge e si offre di badare a Mert.
Ela apre gli occhi
In ospedale gli occhi di Ela si aprono davanti alla madre sconvolta. Il telegiornale annuncia il risveglio dopo ventuno giorni di coma e l'attesa per la sua testimonianza; Hale, İrem e İsmail ascoltano in silenzio. In carcere il legale avverte İlker che ora tutto può cambiare e pretende la verità intera; lui sembra preoccupato più per la salute della ragazza che per il processo. Poi arriva İrem, che lo schiaffeggia con forza e gli chiede: «Sei un principe o un mostro?». Lui le prende il viso tra le mani, «Chi vedi?», e i due si baciano. Intanto il medico rassicura i genitori: Ela avrà bisogno di sostegno e degli affetti più cari. Mert entra, le bacia la mano e le lascia un pupazzetto di plastica per proteggerla.
Il braccialetto con la farfalla
I ricordi riportano Ela nell'ufficio dove aiutò İrem a scegliere i dolci per il matrimonio, fra frecciatine che lasciavano intendere come non fosse solo una stagista. İrem le notò al polso un braccialetto con una farfalla. Nella casa a Riva, poi, İlker negava ogni cosa e definiva İrem pazza, pur ammettendo di temere i doppi giochi di Ela. Quando l'auto di İrem arrivò a sorpresa le chiese di nascondersi: le promise di chiudere prima delle nozze, mentre lei piangeva in uno stanzino. Sul pavimento İrem trovò quel braccialetto e capì tutto. Nel presente è Bahar a tenerlo in mano e a chiedere alla figlia se può rimetterglielo al polso: Ela non parla, ma le stringe la mano.
Il secondo telefono e le dimissioni
Alcuni agenti portano Bahar in commissariato e le mostrano foto e messaggi attribuiti a Ela, nei quali però non compaiono riferimenti diretti a İlker Ilgaz: la polizia ipotizza un secondo telefono. Bahar scopre così che sua figlia conduceva una doppia vita. Fuori prova a chiamare il marito, che non risponde perché è con Banu: la donna la accusa di aver rifiutato quei soldi e sollevato un polverone su un uomo la cui colpevolezza non è provata. Prima di uscire, Timur firma le dimissioni dall'azienda Ilgaz. A casa Ilgaz Hale capisce che dietro quella mossa c'è la mano del marito: per İsmail il figlio ha disonorato il nome dell'azienda, e l'azienda non verrà sacrificata un'altra volta.
Il processo capovolge i ruoli
İrem pubblica un contenuto social per ribadire il sostegno al marito: spesso le cose non sono come sembrano. In tribunale la difesa apre l'udienza quasi con le stesse parole, «Oggi vi racconterò la vera storia di Ela. Perché spesso, non tutto è come sembra», e descrive Ela come un'erotomane ossessionata dall'imputato, autrice di ventuno profili falsi creati per provocare İrem e di foto in abiti succinti. Insinua perfino che si sia fatta picchiare per vendicarsi di un rifiuto. Bahar urla e viene allontanata dall'aula; in un talk show uno psicologo liquida Ela come un caso clinico e lei promette querele a chiunque. Timur ammette che forse avrebbero dovuto accettare i soldi e andarsene, mentre il loro legale riconosce che Ela è stata condannata al posto di İlker. Poi la notizia che fa crollare ogni speranza: İlker viene rilasciato.
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Serie: Innocence
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