Alya dà fuoco ai cancelli della villa — Far Away, anticipazioni 4 settembre

Composizione: una donna con la giacca chiara spara un colpo in aria davanti a un portone ad arco avvolto dalle fiamme; sulla destra una donna anziana con il velo scuro ha una lacrima sul viso

Una tanica di benzina, una pistola trovata nel cruscotto e un portone che brucia. Nella puntata di Far Away in onda venerdì 4 settembre alle 14:45 su Canale 5 Sadakat caccia Alya dalla villa accusandola della morte di…

Una tanica di benzina, una pistola trovata nel cruscotto e un portone che brucia. Nella puntata di Far Away in onda venerdì 4 settembre alle 14:45 su Canale 5 Sadakat caccia Alya dalla villa accusandola della morte di Boran, e lei torna indietro per dare fuoco ai cancelli, mentre Cihan entra in carcere nella cella di Halis.

Il magazzino in fiamme e le manette

Quella sera Cihan raggiunge il magazzino di Halis e ordina alla guardia presente di avvertire la polizia. Entra nell'edificio, sparge del combustibile e appicca deliberatamente il fuoco; poi resta sul posto ad aspettare gli agenti, deciso a farsi arrestare.

Quando Sadakat scopre l'accaduto raggiunge il commissariato insieme ad Alya e pretende spiegazioni da Kaya. Lui le rivela che Cihan ha organizzato volontariamente il proprio arresto per entrare in prigione. Sadakat pensa subito che voglia raggiungere Ecmel, ma Kaya chiarisce che il vero obiettivo è Halis: hanno scoperto che conosceva il luogo esatto in cui Boran si nascondeva in Canada, e quell'informazione potrebbe aver contribuito alla sua morte. Alla madre che vuole sapere come ci siano arrivati, Kaya risponde di non conoscere tutti i dettagli e che soltanto Cihan possiede l'intero quadro. Sadakat si infuria perché i figli le hanno nuovamente nascosto qualcosa, ma lui le chiede di non fare scenate davanti al commissariato.

Proprio allora Cihan viene portato fuori in manette. Vedendo Alya le domanda perché sia venuta e le ricorda che avrebbe dovuto restare alla villa; gli agenti lo fanno salire sull'auto della polizia per accompagnarlo in tribunale, dove il procuratore ha richiesto la custodia cautelare. In quel momento Alya riceve una telefonata dall'ospedale: Fikriye vuole lasciare la struttura nonostante le sue condizioni. Lei dice che arriverà subito, mentre Mine continua a sorvegliare la stanza della donna su ordine di Sadakat.

La fotografia che diventa una prova

Tornata alla villa, Sadakat continua a pensare alla morte di Boran e vuole scoprire chi abbia detto a Halis che si trovava in Canada. Comincia a sospettare di Alya e Fikriye, e decide di perquisire la loro stanza.

Intanto Alya raggiunge la madre in ospedale e le ordina di non pensare nemmeno di andarsene. Fikriye risponde che non sarà tranquilla finché Halis resterà vivo: si sente responsabile, perché è stata lei a mostrargli la fotografia di Alya, Boran e Deniz, permettendogli di ottenere informazioni sulla loro vita in Canada. Fuori dalla stanza Mine ascolta di nascosto e comprende il collegamento fra Fikriye e Halis. Alya riesce infine a convincere la madre a tornare a letto.

Alla villa, nel frattempo, Sadakat trova la fotografia che ritrae Fikriye abbracciata a Halis e i suoi sospetti diventano certezza. Nare prova a calmarla, ma è troppo sconvolta. Proprio allora Mine telefona e conferma quello che ha scoperto: Fikriye aveva mostrato a Halis la fotografia di Alya con Boran, e attraverso quell'immagine lui era riuscito a risalire alla loro posizione. Sadakat perde completamente il controllo e conclude che sia la madre sia la figlia abbiano avuto un ruolo nella morte di suo figlio.

«Questa non è casa tua»

Mentre Cihan viene trasferito in carcere dopo l'udienza, accompagnato fino all'ingresso da Kaya, Kadir e Muzaffer, Alya rientra alla villa e trova la propria camera completamente sottosopra, con Sadakat e Nare ancora presenti. Sadakat le mostra subito la fotografia di Fikriye insieme a Halis e pretende spiegazioni; Alya prova a parlare, ma lei non glielo permette e la accusa direttamente di aver contribuito con la madre alla morte di Boran. Nonostante le chieda di poter spiegare la verità, Sadakat le ordina di lasciare immediatamente la villa.

Alya esce sulla terrazza mentre l'altra continua a insultarla e chiama le guardie perché la caccino. La implora almeno di non urlare per non spaventare Deniz, ma il bambino sente tutto e corre fuori: Ümmü e Pakize cercano di fermarlo, mentre Alya ordina alle guardie di non toccarla e chiede al figlio di restare dentro. Sadakat insiste perché venga accompagnata fuori e impedisce a Nare di intervenire.

Trascinata nel cortile, Alya continua a chiedere di poter spiegare e ribadisce di non aver mai voluto fare del male a Boran. Dichiara che non se ne andrà senza Deniz, ma Sadakat la ignora. Allora riesce a liberarsi dalla presa delle guardie e ricorda a tutti di essere la moglie di Cihan Albora, la madre di Deniz e parte di quella famiglia; la suocera le risponde che non è affatto la padrona della villa. Alya rifiuta di essere trascinata e decide di uscire da sola, avvertendo Sadakat che un giorno si pentirà di averla trattata in quel modo.

I cancelli si chiudono alle sue spalle, mentre Deniz corre verso l'ingresso gridando di voler raggiungere sua madre. Sadakat ordina a Ümmü e Pakize di fermarlo e dichiara che non permetterà al bambino di lasciare la villa. Dall'altra parte del cancello Alya sente le urla del figlio e chiede che nessuno gli faccia del male; lui la supplica di non andarsene e lei gli promette che non lo abbandonerà e che tornerà presto. Poi ripete quanto gli vuole bene, chiede a Ümmü e Pakize di prendersi cura di lui e, quando una guardia le ordina di allontanarsi, reagisce duramente e gli intima di non rivolgersi più a lei. Infine sale sull'auto di Kadir e lascia la villa, decisa a reagire.

Şahin davanti al carcere

Erol esce intanto dal penitenziario e comunica a Kaya che Cihan verrà sistemato nella stessa cella di Halis ed Ecmel. Proprio allora arriva Şahin, agitato, dopo aver saputo che Cihan si trova nello stesso carcere di suo padre: teme che si sia fatto arrestare per eliminare Ecmel e pretende spiegazioni. Kaya non può rivelargli il vero piano e gli dice soltanto di non intromettersi, ma Şahin nota che non sta neppure negando che Ecmel possa essere in pericolo e lo afferra, finché le guardie non intervengono. Prima di andarsene avverte che la conversazione non è finita.

La prima notte di Cihan in cella

Cihan completa nel frattempo le procedure di ingresso e viene condotto nella cella di Halis ed Ecmel. Quest'ultimo lo provoca, sostenendo che sia arrivato lì per cercarlo e ricordandogli che in carcere non si trova nel proprio territorio; Cihan gli ordina di non minacciarlo e, quando prova a toccargli il volto, gli blocca immediatamente il braccio. Ecmel chiama i propri uomini, ma scopre che molti detenuti sono pronti a schierarsi dalla parte di Cihan: i suoi sostenitori vengono sopraffatti e, quando tenta di chiamare le guardie, Cihan gli ordina di tacere e fa portare lui e Halis nelle docce.

Rimasti soli, Cihan affronta Halis e gli domanda direttamente se abbia ucciso Boran. L'uomo prova a reagire ma viene bloccato, mentre Ecmel, sentendo nominare Boran, appare sinceramente sorpreso e non capisce perché venga accusato proprio Halis. Lui nega di averlo ucciso; allora Cihan gli mostra la fotografia della famiglia del fratello e gli chiede se sia stato quello scatto a permettergli di scoprire dove si trovasse. Halis ammette di aver rivelato il luogo in cui Boran si nascondeva, ma sostiene di non aver partecipato direttamente all'omicidio.

Cihan pretende allora di sapere chi abbia ordinato la morte del fratello e domanda se il mandante sia Ecmel. Quello reagisce indignato: non ha mai saputo dove si trovasse Boran e non avrebbe mai voluto fare del male a un membro della propria famiglia. Cihan ipotizza che possa averlo eliminato per vendetta o per interesse, ma continua a ricevere smentite; esasperato, colpisce nuovamente Halis e grida di non sapere più a chi credere. Proprio allora uno dei suoi uomini lo avverte che le guardie stanno per effettuare una perquisizione. Costretto a interrompere l'interrogatorio, prima di andarsene avverte entrambi che non avrà pace finché non scoprirà chi ha ordinato l'omicidio.

La benzina sui cancelli

Alya si ferma intanto a una stazione di servizio e compra una tanica di benzina; rovistando nell'auto trova anche una pistola nel vano portaoggetti. Torna così davanti alla villa e cosparge rapidamente i cancelli. Quando le guardie tentano di avvicinarsi estrae l'arma, ordina loro di restare lontane e spara un colpo in aria per dimostrare che fa sul serio.

Sadakat sente lo sparo e, saputo che Alya è tornata, ordina di non aprire i cancelli. Arrivano anche Kaya, Kadir e Muzaffer, mentre lei continua a tenere tutti a distanza e grida che non se ne andrà finché Deniz resterà dentro quella casa. Dalla terrazza Sadakat le risponde che nessuno la farà entrare; Alya le ricorda di essere già riuscita in passato ad abbattere quei cancelli e annuncia che questa volta li brucerà. Subito dopo dà fuoco all'ingresso cosparso di benzina.

Le fiamme si propagano rapidamente. Kaya riesce ad avvicinarsi e a toglierle la pistola, mentre Kadir, Muzaffer e le guardie cercano di spegnere l'incendio con gli estintori, ma i cancelli vengono quasi completamente distrutti. Sadakat raggiunge il cortile e accusa Alya di essere una traditrice che ha aiutato chi ha ucciso Boran; le due si fissano attraverso ciò che resta dell'ingresso, poi Alya lo attraversa e rientra nella proprietà, seguita da Kaya, Muzaffer e Kadir che non la fermano.

Sadakat si infuria anche con loro. Alya ribadisce che quella villa appartiene anche a lei e che ha diritto di viverci; proprio in quel momento ciò che resta dei cancelli crolla alle sue spalle. Le dice allora che, se non sopporta la sua presenza, può essere lei ad andarsene, visto che ormai non esistono più cancelli a trattenerla. Sadakat minaccia di aggredirla, ma Nare, Kadir, Muzaffer e Kaya si frappongono fra le due, e Kaya ribadisce che Alya non ha alcuna responsabilità nella morte di Boran.

«Papà è dovuto partire»

Alya corre immediatamente da Deniz, mentre Sadakat accusa Kaya di aver saputo tutto e di aver comunque permesso alla cognata di rientrare. Poi si chiude nella propria stanza e sfoga la rabbia mettendo tutto sottosopra. Una volta più calma telefona a Mine e le chiede se conosca già il sesso del bambino: lei spiega che è ancora presto, ma che presto potranno scoprirlo. Terminata la chiamata, Sadakat si convince che sarà un maschio e immagina che la nascita dell'erede di Cihan costringerà finalmente Alya ad andarsene.

Alya entra intanto nella camera di Deniz e lo trova addormentato. Lo stringe forte e, quando il bambino apre gli occhi, gli ricorda di aver promesso che sarebbe tornata; lui la supplica di non lasciarlo più e lei gli assicura che non lo abbandonerà per nessuna ragione. Poi Deniz domanda dove sia Cihan: Alya evita di dirgli che è in carcere e gli racconta che il papà è dovuto partire fuori città per alcune questioni importanti e tornerà presto.

Dopo averlo rimesso a dormire esce sulla terrazza e trova Nare e Kaya. Si scusa con la cognata perché, appena tornata da un intervento tanto grave, ha dovuto assistere all'ennesimo scontro familiare: ammette di aver creato il caos, ma ribadisce di non avere responsabilità nella morte di Boran. Nare la rassicura, perché Kaya le ha già raccontato tutto e sa che è innocente; quando Alya chiede come potranno convincere Sadakat, però, le risponde che sarà difficile, perché la madre cambia raramente idea una volta che si è convinta di qualcosa. Kaya alleggerisce la tensione dicendole che ormai si comporta come una vera Albora, visto il modo in cui è riuscita a rientrare nella villa. Poi spiega che Cihan è stato sistemato proprio nella cella di Halis ed Ecmel, perché non vedeva altro modo per arrivare alla verità. Nare teme che Şahin possa credere che sia entrato in prigione per fare del male a suo padre, e Kaya conferma che quel sospetto ce l'ha già avuto: è arrivato al carcere a chiedere spiegazioni, ma lui non gli ha rivelato nulla per non compromettere il piano. Resta il dubbio che il vero responsabile possa essere proprio Ecmel e che, non sapendo di essere il padre di Boran, possa aver ordinato inconsapevolmente la morte del proprio figlio.

Halis fa un nome

La mattina seguente Cihan torna a interrogare Halis ed Ecmel e pretende di sapere chi sia realmente coinvolto. Mette il primo alle strette e gli ordina di fare il nome del mandante oppure di ammettere di aver organizzato personalmente l'omicidio. Halis racconta di aver sì rivelato che Boran si trovava in Canada, ma senza rendersi conto delle conseguenze: una sera era ubriaco in un locale e l'informazione gli era sfuggita durante una conversazione.

Cihan pretende di sapere chi fosse presente. Halis risponde che al tavolo c'era Nadim e, indicando Ecmel, sostiene che anche lui fosse lì: entrambi avevano sentito chiaramente che Boran si trovava a Toronto. Ecmel lo accusa immediatamente di mentire e a sua volta afferma che è stato Halis a commissionare direttamente l'omicidio; i due iniziano a scaricarsi la responsabilità a vicenda e arrivano quasi ad aggredirsi, finché Cihan non interviene a separarli.

Ecmel suggerisce allora di interrogare l'uomo siriano che aveva organizzato l'incidente nel quale Boran è morto, ma Cihan comunica che è già stato liberato, e sia lui sia Halis sembrano sinceramente sorpresi. Proprio allora le guardie chiamano i detenuti per la passeggiata. Prima di uscire Cihan avverte entrambi che non avranno pace finché non gli diranno chi ha ordinato la morte del fratello; Ecmel ribatte che penserà personalmente a Halis, che considera il vero responsabile, e quello gli risponde minacciosamente che sarà ancora da vedere chi dei due avrà la meglio. Cihan ordina infine a uno dei propri uomini di sorvegliarli attentamente.

La puntata precedente: Sadakat scopre che Mine è incinta. Tutto sulla serie in Far Away, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Far Away

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