Bahar sfrattata con due bambini, e sua madre le nega l'aiuto — La forza di una donna, anticipazioni 3-6 giugno

Locandina de La forza di una donna: Bahar in piedi con i due figli, sullo sfondo il volto di Sarp di profilo

Comincia con una canzone su un molo e finisce con due bambini seduti sui bagagli in strada. Nelle prime quattro puntate conosciamo Bahar, vedova con due figli piccoli, e la ragazza che disegna ossessivamente il volto di suo marito.

La serie si apre con un traghetto e una canzone. Quattro puntate dopo, la stessa donna è in strada con due bambini e i mobili sul marciapiede — e noi sappiamo già chi custodisce il segreto che le ha rovinato la vita.

Il traghetto, la canzone, e quattro anni dopo

Una donna aspetta il traghetto canticchiando a mezza voce. Poco distante un uomo la ascolta, e per farsi dare il numero comincia a cantare la stessa canzone. È così che Bahar ha conosciuto Sarp, e lo sta raccontando ai suoi figli — Nisan, la maggiore, e il piccolo Doruk.

Nel racconto c'è tutto: l'amore, la passione di Sarp per l'alpinismo che a lei faceva paura, la famiglia costruita insieme. E c'è la fine: Sarp è morto in mare quattro anni prima, poco prima che Doruk nascesse. Il bambino non l'ha mai conosciuto.

Bahar tiene viva quella memoria ogni sera, poi mette a letto i figli e piange davanti alle fotografie, promettendo al marito che i bambini non la vedranno mai così.

Nello stesso momento, in un'altra casa, una ragazza chiusa in camera disegna sempre lo stesso volto: è quello di Sarp. Si chiama Şirin, e chi sia lui per lei non è ancora chiaro.

La vita che non basta

Le giornate di Bahar sono una corsa: autobus, due scuole vicine per comodità, il turno in lavanderia, i rimproveri della responsabile per i ritardi. In lavanderia conosce Yeliz, anche lei madre sola, anche lei con un ex marito che ha smesso di aiutarla: diventano amiche in un pomeriggio.

Poi il colpo. Rientrando a casa, Bahar trova le sue cose fuori dal portone: il padrone ha alzato l'affitto e, non avendo ricevuto i soldi, ha sfrattato tutti. Una vicina le indica Yusuf, che affitta appartamenti in una zona poco raccomandabile della città. Quella sera stessa ottiene un alloggio in pessime condizioni, con una dirimpettaia dall'aria appariscente.

Il giorno dopo pulisce e riordina insieme ai bambini, trasformando tutto in un gioco perché non sentano il peso di dove sono finiti. Poi guarda la foto di Sarp e tira il fiato.

Il gioco dell'invisibilità

Un flashback svela il dettaglio che cambia la prospettiva: la notte in cui Sarp è annegato, Şirin era con lui sul traghetto. Lo ha visto accerchiato, aggredito, cadere in acqua. Nel presente piange abbracciata alla sua fotografia.

Bahar, intanto, porta i figli al luna park con la cena preparata in casa e inventa il gioco dell'invisibilità: non farsi vedere, non comprare niente, altrimenti si perde. Funziona finché Nisan lo spiega a una bambina vestita da principessa, che le risponde candidamente che ormai le ha viste. Sarà la madre di quella bambina a salvare la situazione, regalando a tutti delle mele caramellate e promettendo di non dire a nessuno che li ha visti.

Al ritorno, un altro avviso sulla porta: anche qui l'affitto aumenta. Bahar chiede di poter fare le pulizie ad Arif, il figlio di Yusuf che gestisce il bar sotto casa, e si sente rispondere con diffidenza e con un'insinuazione sulla sua moralità. Per pagare, finisce per vendere i libri di alpinismo di Sarp, e accetta un secondo lavoro come cameriera — di sera, il che significa lasciare i bambini soli.

«Hai ucciso mio marito»

Al governatorato distrettuale Bahar chiede un sussidio. Non ci sono fondi, ci sono famiglie messe peggio; ma quando ammette che chiederebbe l'elemosina pur di dare un futuro ai figli e gli tende la mano, il funzionario le dà del denaro di tasca propria. Lei glielo riporterà indietro pochi giorni dopo, scusandosi.

Poi arriva la telefonata che spiega tutto: il sussidio non si può dare, perché sua madre Hatice ha dichiarato di poterla aiutare.

Bahar va a cercarla in una piccola sartoria e viene accolta da Enver, un uomo gentile che le chiede subito notizie di Sarp — e da lì scopre una cosa che non sapeva: suo marito andava spesso a trovarli. Un giorno Hatice gli aveva chiesto di portare a Bahar delle pere Deveci, ed è per quelle pere che Sarp prese il traghetto da cui non è tornato.

Quando Hatice rientra e vede la figlia, il gelo è immediato. Bahar le chiede solo di dire al governatorato la verità, rifiuta i suoi risparmi e le lascia addosso una frase sola: «Sarp è morto quattro anni fa. Era lì per le pere che gli avevi dato tu. Hai ucciso mio marito.»

Se ne va lasciandola in lacrime. E in quella casa, poco dopo, entra Şirin — la ragazza che disegna Sarp, e che Hatice chiama figlia.

Il vestito celeste

Nisan si innamora di un vestito da principessa in vetrina e Bahar deve dirle che non possono comprarlo; la bambina risponde che tanto non le piaceva così tanto, per non farla sentire in colpa. La sera la madre lo racconta alla fotografia del marito.

Poi apre la scatola dove custodisce l'abito celeste che Sarp le aveva regalato — quello della sera in cui le chiese di sposarlo con un anello di carta — e quando Nisan le chiede di provarlo, dentro c'è un vestito celeste su misura per lei. Bahar ha sacrificato il proprio.

La pace dura poco: sul pianerottolo urla Hikmet, marito violento della vicina Ceyda, che cerca la moglie. Bahar racconta ai bambini che stanno girando un film, e si prende la minaccia in faccia: se la sta coprendo, se la vedrà con lui.

E c'è un ultimo pezzo, che torna indietro alla sera delle pulizie in casa di Arif: dietro quella porta chiusa a chiave c'era Yusuf con Ceyda. Quando Bahar comincia a gridare, l'uomo le tappa la bocca, le dice che non le farà niente — e le fa capire, in cambio del silenzio, che lavoro faccia davvero la moglie di Hikmet.

Serie: La forza di una donna

Continua a leggere