Pırıl si presenta sulla porta, il quartiere seppellisce Yeliz — La forza di una donna, anticipazioni 8 novembre

Una donna in cucina che abbassa lo sguardo mentre un uomo le parla alle spalle

Due case, una accanto all'altra nello stesso giorno: in una si apparecchia per cinque e si salta su un tappeto elastico, nell'altra si strappano i sigilli e si lava il pavimento. Ceyda regge il lutto da sola, Bahar regge la moglie di Sarp in cucina. E il nome di Arif comincia a bruciare.

Pırıl entra nella casa rifugio con i gemelli e si presenta a Bahar sulla porta. Bahar la saluta, la ringrazia, dice ai suoi figli che quei bambini sono loro fratelli, poi esce con la scusa di aver perso qualcosa e crolla in giardino. Nello stesso giorno, dall'altra parte della città, Ceyda strappa i sigilli e si mette in ginocchio a lavare il sangue di Yeliz.

La moglie sulla porta

Sarp chiede a Bahar di parlarle in disparte, ma in quel momento arriva Pırıl e si presenta. Bahar esita, poi vede Nisan e Doruk turbati e sceglie la strada più difficile: saluta con affetto, ringrazia, incontra i gemelli Ali e Ömer e spiega ai suoi figli che sono loro fratelli. Solo dopo esce di corsa. In giardino Sarp giura di non sapere nulla di quell'arrivo: si sono dovuti spostare perché Nezir aveva scoperto dove si trovavano. Bahar risponde che la persona di troppo, lì, è lei. Poi lo schiaffeggia. Lui la abbraccia con gli occhi lucidi, lei lo respinge. Dalla finestra, Pırıl guarda.

Il sangue sul pavimento

Ceyda torna nel palazzo, toglie i sigilli dalla porta di Bahar ed entra. Le macchie sul pavimento riportano le urla di quella notte: gli uomini che irrompono chiedendo di Bahar e dei bambini, Hatice che prova a fermarli, la colluttazione, il colpo di pistola. Ceyda prende secchio e sapone e lava tutto, casa e pianerottolo. Poi rientra da sé, ritrova accanto al letto di Yeliz le buste dell'amica e in una c'è un vestitino da bambina. Scappa al bar di Arif e gli confessa di sentire ancora l'odore di Yeliz. Mentre sono lì telefona Kamil, l'ex datore di lavoro, e dà della «truffatrice» alla morta per un anticipo. Arif gli urla in faccia che Yeliz non c'è più.

Un nome dal passato

Al caffè arriva Idil, cugina di Emre: licenziata, chiede di essere riassunta o ospitata, e si sente dire due volte di no. Emre le parla della nuova dipendente, Bahar, che non si è presentata perché la sua vicina è stata uccisa la notte prima, e dell'anemia aplastica che la ragazza si è lasciata alle spalle. Poi va nel quartiere. Al bar riconosce Ceyda, la chiama per nome, ammette di averla cercata per anni; lei si irrigidisce, dice di avere un funerale e se ne va. Ad Arif resta il dettaglio che conta: Emre sa che il marito di Bahar è morto perché gliel'ha detto lei. Poco dopo Bahar ottiene il telefono per pochi minuti, comincia a chiamare Enver, ci ripensa e chiama Arif. Lui, come concordato, le mente: nel quartiere stanno tutti bene.

Chi dorme dove

Bahar cucina e rifiuta l'aiuto di Pırıl e della tata Leyla. A Sarp che la vuole meno stanca ricorda cinque anni passati a lavorare, crescere i bambini e curarsi da sola: «Non mi stanco grattugiando due carote, non preoccuparti». L'unica cosa che può fare per lei, aggiunge, è occuparsi di Nisan e Doruk. La sera la domanda arriva dalla bambina: dove dorme suo padre, dorme con Pırıl. Pırıl dice che Sarp deve dormire con sua moglie e chiede a Bahar se è d'accordo. Bahar acconsente e propone di restare al piano di sotto; è Pırıl a offrire che Doruk dorma con loro. Sarp le lancia uno sguardo gelido. Di sopra, la tata ha già ricevuto le istruzioni: hanno lasciato l'hotel in fretta perché spaventati, e davanti a tutti Sarp si chiama Alp.

La scala antincendio

A letto Nisan dà dello «stupido» al fratello, andato a dormire dal padre. Bahar la corregge: Doruk sente la mancanza di Sarp e non deve sentirsi in colpa. Poi la bambina chiede la storia del primo incontro con Yeliz. Bahar racconta della scala antincendio della sartoria e della «ragazza nuova» che le si sedette accanto, notò che avevano entrambe figli e nessun marito e le chiese se le sembrava che la sua vita fosse finita. Bahar rise di no; Yeliz le disse che sarebbero diventate ottime amiche. Nella stessa notte, al club, Ceyda si trucca piangendo e bevendo, ripetendosi i consigli dell'amica sui capelli. Mentre canta vede entrare Arif e per un istante crede di vedere anche Yeliz, Bahar, Enver e Hatice. Poi restano una bara e una sedia vuota. Crolla a terra, e Arif la raccoglie.

Non sono una donna stupida

La mattina Nisan si rifiuta di mettere i vestiti nuovi: li ha comprati Pırıl, dice, e Pırıl ha preso anche il loro padre. Bahar le spiega che nessuno può portarle via il padre e che Pırıl, Ali e Ömer non c'entrano nulla; avere fratelli, aggiunge, è la cosa più bella del mondo, e per lei Yeliz e Ceyda sono state sorelle. In cucina, però, quando Pırıl la ringrazia per come si comporta, Bahar batte la mano sul bancone. Le ricorda di averla vista davanti alla scuola dei bambini, elegante, mentre chiedeva a che ora uscissero, e di averle restituito il cappello caduto. La accusa di aver sempre saputo della loro esistenza e di aver organizzato la fuga dall'hotel. Pırıl nega. Bahar chiude così: «Io non sono una donna stupida. Sappilo, e bada a come ti muovi».

La bara e il tappeto elastico

Al funerale di Yeliz il quartiere si presenta in massa. Tuğçe e Aslı corrono incontro a Ceyda e la stringono, lei non stacca gli occhi dalla bara. Enver ha vietato categoricamente a Şirin di andare. Sulle immagini della sepoltura si sovrappongono quelle del giardino, dove Sarp ha trovato un grosso tappeto elastico e ci salta sopra con Bahar e i bambini, tutti per mano. In macchina, al ritorno, Ceyda dice che l'amica è rimasta lì al freddo mentre loro tornano nelle case calde, ed Enver si commuove. A casa arriva la dottoressa Jale, con le braccia piene.

Nel pomeriggio, mentre sistemano la legna, Doruk racconta al padre che Arif ha un'auto, che ci sono saliti anche con la mamma e che a volte li accompagna a scuola. In cucina Sarp chiede a Bahar chi sia quell'uomo. Lei risponde che è il loro padrone di casa e che non sono affari suoi. Lui insiste, alza la voce. Bahar la alza a sua volta: non gli ha mai chiesto come sono nati i gemelli, perché non la riguarda, e Arif non riguarda lui. Sarp batte la mano sul tavolo ed esce.

La settimana precedente: il colpo che porta via Yeliz. La settimana successiva: la voce che Bahar non dimentica. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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Serie: La forza di una donna

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