Lo scambio in culla — La forza di una donna, anticipazioni 2-7 marzo

Una donna stringe tra le braccia un bambino piccolo sulla porta di casa

Una busta di laboratorio arriva a inizio settimana e sposta il pavimento sotto i piedi di Ceyda. Nel vecchio bar, intanto, si accende una macchina da cucire, e nella stanza accanto un quaderno da disegno si riempie di rabbia. Fuori dal quartiere, due pentoloni di cibo portano Bahar in un posto che non le piace.

Il referto arriva in una busta e ribalta due volte la stessa famiglia: Arda non è figlio di Emre, e non è nemmeno figlio di Ceyda. In ospedale, alla nascita, qualcuno ha scambiato i neonati. Ceyda stringe il bambino e decide che nessuno dovrà saperlo.

Due verità nello stesso referto

La dottoressa Jale porta a Ceyda l'esito del test del DNA di Arda: il bambino non è figlio di Emre. Ceyda reagisce con rabbia, accusa la dottoressa di mentire, perde il controllo. È allora che Jale la ferma con la parte più dura del referto: Arda non è nemmeno figlio suo. L'unica spiegazione possibile è uno scambio di neonati in ospedale. Ceyda rifiuta di crederci: ripete che è lei ad aver cresciuto quel bambino e che è suo a tutti gli effetti. Poi lo stringe forte e scoppia in lacrime.

Il silenzio di Ceyda

A casa, davanti a Bahar, la decisione è netta: non dire nulla a nessuno. Arda resta suo figlio, e la paura è che qualcuno arrivi a portarglielo via. Quando si chiede come Jale possa essersi sbagliata anche su di lei, Bahar confessa: è stata lei a chiedere di ricontrollare tutto, perché non accettava il primo risultato. Ceyda si alza furiosa, si sente tradita, poi ascolta: da qualche parte c'è un bambino che è davvero suo e che potrebbe avere bisogno di lei. Resta irremovibile, e Bahar la abbraccia. Il giorno dopo, a casa di Fazilet, le scivola di mano una teiera di valore: raccolgono insieme i frammenti.

La sartoria nel vecchio bar

Arif ferma Enver sulla porta e insiste per mostrargli una cosa: ha ristrutturato in segreto il vecchio bar e lo ha trasformato in un laboratorio da sarto, con una macchina da cucire nuova. Enver è felice come un bambino, ma la festa dura poco. Nisan rifiuta ogni contatto con Arif, prende per mano Şirin e se ne va; resta Doruk, che più tardi gli confida di volergli bene e gli chiede se ne vuole anche a Nisan. Alla terza domanda, se ne voglia anche a Bahar, Arif non riesce a rispondere. La prima cliente è Fazilet, con cinquanta lire e un bottone da riattaccare; quando Enver si volta vede Hatice ferma a guardarlo, e l'immagine della moglie lo rimprovera per quella confidenza, gelosa pur negando di esserlo.

Il ritratto nel quaderno

Chiusa in camera, Şirin sfoga la propria ossessione sul quaderno dei disegni. Nasconde il foglio quando entra Enver, lo abbraccia e, appena resta sola, guarda soddisfatta il ritratto finito: è Arif. Al bar gli porta un caffè e gli chiede scusa; lui accetta la tregua, chiedendo solo che Nisan e Doruk non gli restino ostili per sempre. Ma continua a lavorare la nipote: ripete che Arif è un assassino, che ha ucciso due persone ed è stato in prigione. Bahar le ordina di smetterla, lei risponde che i bambini hanno il diritto di sapere e le ricorda la promessa di occuparsi di lei. La sera, al buio, chiede proprio ad Arif di accompagnarla a casa.

Lo zaino di Nisan

La mattina Doruk porta l'avviso di una gita: centoquaranta lire entro il giorno dopo. Nisan, invece, non vuole uscire di casa. Si vergogna del suo zaino, quello della prima elementare, dopo che un compagno l'ha derisa davanti alla classe, e torna da scuola in lacrime perché è l'unica a non capire l'inglese. Bahar la consola e le promette che studieranno insieme. Alla scena assiste Fazilet, in visita: conosce i tre bambini e li invita da sé per delle storie e una torta, con Enver. La risposta di Bahar sono zaini nuovi per i figli e un regalo anche per Arda: sono «tutti e tre figli nostri». Ceyda la ringrazia e si abbracciano.

Le pentole di Berşan

Berşan si presenta con pentole, ricette e un indirizzo: il suo datore di lavoro ha accettato l'accordo per i pasti, un incarico ben pagato. Raccomanda cura per le pentole, avverte che i soldi della spesa sono nascosti dentro una di esse e, uscita dal palazzo, sorride in modo ambiguo. Bahar cucina e consegna in una elegante galleria di auto d'epoca, dove il proprietario, il signor Sami, assaggia, si dichiara soddisfatto e le lascia in mano una busta con metà del compenso. La seconda consegna conferma i sospetti: ad aprire è un uomo dall'aspetto losco che si guarda intorno prima di farla entrare, e all'uscita qualcuno la fotografa da lontano. Bahar teme affari illegali e vuole tirarsene fuori; Ceyda insiste per altre due volte, il tempo di ripagare il debito con Yusuf.

Una telefonata a Kismet

Con Emre, Ceyda si ferma a metà: gli dice soltanto che Arda non è suo figlio e lo lascia andare via ferito, senza raccontargli dello scambio. Poi la verità le sfugge davanti a Enver e ad Arif, e Şirin, che arriva in quel momento, l'accusa di aver voluto far credere a Emre di essere il padre. La sera Ceyda chiama Arif e, dopo avergli fatto promettere il silenzio, gli confida il resto: vuole sapere dove sia il suo vero figlio, se stia bene, se abbia dei genitori che lo amano. Gli chiede se Kismet possa aiutarla. Arif telefona subito alla sorella, che Şirin ha appena visto uscire dal bar mano nella mano con Emre. Kismet riattacca e resta a fissare l'uomo in cucina, senza una parola.

La settimana precedente: una candela accesa e la casa non c'è più. La settimana successiva: le pentole tornano bruciate e Cem minaccia tutte. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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Serie: La forza di una donna

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