Una candela accesa e la casa non c'è più — La forza di una donna, anticipazioni 23 febbraio

Tavola apparecchiata con candele accese in un soggiorno buio

Enver apparecchia per due, accende le candele e si addormenta convinto di avere Hatice accanto. Basta un tovagliolo perché di quella casa non resti nulla. E mentre lui perde i ricordi di una vita, Şirin sceglie la notte per avvelenare Doruk e Nisan contro Arif.

Enver cucina, apparecchia per due, accende le candele e mette la musica. Indossa l'abito buono e la cravatta. Dall'altra parte del tavolo non c'è nessuno. Poche ore dopo, un tovagliolo appoggiato troppo vicino a una fiamma cancella la casa, i mobili e i ricordi di una vita intera.

La cena per una sedia vuota

Bahar lo invita a cena, lui rifiuta con gentilezza: dice di avere già il pigiama addosso. La verità è un'altra. Vuole restare solo con Hatice, che continua a vedere e con cui continua a parlare. Si versa il vino, la aspetta, e nella sua mente lei compare davvero. Poi si addormenta sul divano, convinto di appoggiare la testa sulle sue gambe. Accanto a lui una candela resta accesa vicino a un tovagliolo. In pochi secondi il fuoco divora il soggiorno. Enver si sveglia tra il fumo, ma invece di scappare corre di stanza in stanza chiamando la moglie, finché crolla a terra. Lo tirano fuori i vigili del fuoco. Alla domanda se dentro ci sia qualcun altro risponde di sì, e fa il nome di Hatice. Quando glielo chiedono una seconda volta, si corregge: non c'è nessuno.

I vestiti buttati dalla finestra

Della casa non resta niente. Enver trova rifugio da Bahar, che gli propone l'appartamento di Sarp, arredato e con l'affitto già pagato per tre mesi. Şirin, spaventata, accusa il padre di aver appiccato il fuoco di proposito; lui, con la vergogna addosso, confessa che tutto è partito dalla candela di quella cena immaginaria. Poi la ragazza getta dalla finestra gli abiti bruciati del padre, e lui per ripicca fa lo stesso con i suoi, dentro cui era rimasto il primo stipendio. Enver finisce per girare con vestiti improbabili, anche femminili, tra le risate di Doruk e Nisan. Tra le macerie cercano almeno un oggetto di Hatice: non trovano che cenere. Sarà un calzolaio a restituire a Enver un paio di scarpe che la moglie aveva lasciato in riparazione prima dell'incidente.

Quello che Şirin dice ai bambini

Con il primo stipendio Şirin compra una torta e va a cena dalla sorella. Recita la parte della zia affettuosa, offre soldi, e quando Bahar difende Arif ricordando che l'incidente è successo mentre la stava portando in ospedale, lei risponde con una frase gelata: «Tanto arriverà anche il tuo turno». Poi va a dormire con i nipoti e, al buio, racconta la sua verità: Arif non era in vacanza, era in prigione, è un assassino, ed è per colpa sua se Sarp e la nonna Hatice non ci sono più. Li obbliga a promettere il silenzio, minacciandoli di non poterli più vedere. Il giorno dopo Nisan chiude la porta in faccia ad Arif e si rifugia tra le braccia della zia. Doruk resta combattuto, e a Bahar nessuno racconta niente.

Il capello preso dalla giacca

Ceyda scopre che sua madre ha avuto un malore e corre da Emre per chiedere aiuto. Lui la accoglie con un foglio in mano: il test del DNA dice che Arda non è suo figlio. Ceyda se ne va in lacrime, giurando di non avere dubbi sulla paternità. Bahar le crede e decide di rifare il test: raggiunge Emre al bar con la scusa di un saluto e gli sfila di nascosto un capello dalla giacca. Il campione parte, e la dottoressa Jale promette di consegnare l'esito di persona. Quando Ceyda legge il risultato, resta senza parole.

Il reggiseno sotto il letto

Mentre sistema l'appartamento di Sarp per il trasloco, Şirin trova un reggiseno rosa sotto il letto. Lo mostra al padre, poi lo mostra a Bahar, che davanti alle scarpe del marito sulla soglia non riesce nemmeno a entrare. Enver le fa notare che sta seminando dubbi inutili; rimasta sola, Şirin ride soddisfatta. A spegnere tutto è Ceyda: quell'appartamento Yusuf lo affittava di nascosto a giornata e perfino a ore. Bahar corre ad affrontarlo, e Arif chiude la lite rivelandole che con quei soldi è stato saldato il debito dell'affitto di casa sua. Bahar finisce per ringraziare.

Il manoscritto di Fazilet

Con Ceyda a letto con la febbre, Bahar la sostituisce a casa di Fazilet. Davanti a un tè si lascia andare e racconta la sua vita, la perdita del marito, il pianto che non riesce a trattenere. La padrona di casa le dice che condividere le ferite aiuta a guarire. Quando Bahar le chiede perché abbia smesso di scrivere, Fazilet risponde che forse ha smesso proprio perché non vuole guarire. Raif, il figlio dai modi bruschi, ascolta infastidito e la rimette al lavoro. Ma la sera, ripensando a quella conversazione, Fazilet tira fuori un vecchio manoscritto abbandonato anni prima e lo sfoglia lentamente.

Le due persone perfette

Berşan ricompare da Ceyda irriconoscibile: elegante, sicura di sé, apparentemente ricca grazie a un nuovo giro di cibo a domicilio. Propone a lei e a Bahar di entrare nell'affare, e Ceyda accetta subito. Poi scende in strada, si accorge che Arif la osserva da lontano, sale in macchina e chiama qualcuno al telefono: dice di aver trovato «due persone perfette» per il loro scopo.

La settimana precedente: sarp muore, Bahar lo perde una seconda volta. La settimana successiva: lo scambio in culla. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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Serie: La forza di una donna

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