Il caffè vuoto e il sangue sul pavimento — La forza di una donna, anticipazioni 6-11 ottobre

Un uomo con il volto tumefatto cammina all'alba lungo una strada di campagna

Il caffè di Arif resta aperto, con il tè sul fuoco e le chiavi sul bancone. Lui non c'è, e sul pavimento ci sono tracce di sangue. Bahar passa la notte alla finestra, mentre a casa di Enver una busta di denaro apre la strada a una confessione.

Lunedì Bahar mette in fila madre, padre e amiche e dice che non si fida più di nessuno. Sabato all'alba guarda dalla finestra un uomo che risale la strada coperto di sangue: è Arif, tornato a piedi dopo una notte nel bosco. Fra i due momenti c'è una settimana in cui il pericolo che segue Sarp arriva sotto casa.

La porta che Bahar chiude

Bahar pretende da Hatice, Enver, Yeliz e Ceyda tutto quello che le hanno taciuto su Sarp. Enver si difende citando il parere della dottoressa Jale: durante la terapia, uno shock simile poteva esserle fatale. Ma Bahar non risponde per sé, risponde per i figli: Nisan e Doruk hanno portato da soli un segreto troppo pesante. In lacrime dice di non potersi più fidare e li esclude dalla propria vita. Yeliz spiega di aver voluto parlare subito e di essere stata costretta a giurare. Hatice spera che il tempo aggiusti tutto; Yeliz è convinta che non saranno mai perdonati.

Le foto che tengono Sarp lontano

Sarp chiede a Munir di trovare una casa per Bahar e i bambini: non è questione di denaro, dice, ma di lealtà verso Pırıl, che non sa nulla. Si prende la responsabilità degli errori: aver creduto a Şirin, non aver verificato che la sua famiglia fosse viva. Quando Pırıl gli chiede se vuole tornare da Bahar, risponde che lo vorrebbe più di ogni altra cosa e che non può: Şirin conserva foto compromettenti, scattate quando lui sperava ancora nel trapianto, e Bahar non gli crederebbe.

L'uomo che beve il tè

Arif nota uno dei nuovi inquilini saliti sopra la bottega, lo invita a un tè e gli chiede da quanto è in zona, dove abita, che lavoro fa. L'uomo risponde a monosillabi, guarda l'insegna della sartoria di Enver e dice di occuparsi di tessile. Arif lo segue fuori: quello è il suo quartiere, i nuovi arrivati si tengono d'occhio. Nello stesso giorno pretende dal padre Yusuf gli affitti presi a Enver, senza sapere che per restituirli l'uomo ha venduto l'anello della madre a un orefice; Arif lo riscatta pagandolo il doppio. La sera Orhan riferisce che a Tarlabaşı è tutto tranquillo, tranne uno che fa troppe domande. L'ordine che riceve è di tenerlo d'occhio e, se continua, di farlo tacere.

Guardia al parco

Bahar porta Nisan e Doruk al parco «come ai vecchi tempi», perché con Ceyda non vuole parlare. Arif li raggiunge, chiede scusa a Doruk per aver dubitato di quello che il bambino aveva visto in ospedale, poi avverte la madre di non voltarsi: quelli che li seguono sono i nuovi inquilini. Resta di guardia al cancello finché non rientrano. A casa, dalla finestra, Bahar incrocia lo sguardo di uno di quegli uomini e chiude subito le tende. Nisan capisce che qualcosa non va e le ricorda la «regola del ballo»: ballano insieme, ma Bahar continua a chiedersi che cosa stia succedendo.

Il sangue nel caffè

Di ritorno da Yeliz, Enver passa dal locale di Arif e lo trova aperto e vuoto: il tè sul fuoco, le chiavi dell'auto, la giacca, il telefono e tracce di sangue in giro. Chiama Hatice, poi corrono da Yusuf, che apre solo quando sente parlare del sangue. Il trambusto richiama il quartiere. È Ceyda a indicare una pista: i nuovi inquilini sopra il market, quelli che sorvegliano la casa di Bahar e uno dei quali aveva riconosciuto in ospedale. Peyami raduna i suoi uomini e sfonda la porta dell'appartamento, ma dentro non c'è nessuno.

La notte alla finestra

Mentre il quartiere cerca, Arif viene interrogato e picchiato: gli rinfacciano la curiosità e le troppe domande. Poi lo abbandonano in strada, sotto la pioggia. Cammina lungo una strada nel bosco fino all'alba, quando un camionista lo raccoglie e lo lascia vicino a casa. Bahar, che ha atteso tutta la notte alla finestra, lo vede coperto di lividi e vuole portarlo in ospedale; lui rifiuta. Rimasto solo con Enver, Arif conferma il sospetto: il rapimento è legato a Sarp, non sa se ai suoi uomini o ai suoi nemici. Enver allora racconta finalmente a Bahar il resto — gli uomini armati, l'infarto, il tentativo di soffocamento in ospedale — e le dice che ora il suo dovere è proteggere i figli.

Il peluche nella borsa

Ceyda comincia a fare da babysitter a Bora a casa della dottoressa Jale, e con il bambino il legame nasce subito. Ma Bora ha promesso a Doruk di restituirgli il peluche Tombo, regalo del padre, e per mantenere la parola lo nasconde nella borsa di Ceyda. Quando Jale lo trova, non chiede spiegazioni: accusa Ceyda di furto e la licenzia su due piedi. Lei se ne va in silenzio e la sera si siede a piangere su una panchina davanti al mare. Solo più tardi il figlio le racconterà come sono andate le cose.

Il ricatto detto ad alta voce

Sarp si presenta a casa di Enver e Hatice ed entra con la forza, con una busta di denaro per Bahar e i bambini: non sopporta di saperli in miseria. Enver rifiuta e gli restituisce la busta, intimandogli di consegnarla di persona e di smettere di usarli come intermediari. Poi Sarp ordina a Şirin di cancellare le foto, e scopre da Enver che Pırıl è già passata di lì e che quelle immagini non esistono più. È a quel punto che, fuori di sé, dice tutto ad alta voce: Şirin aveva legato la donazione del midollo per la sorella alla sua disponibilità a farsi fotografare. Hatice ed Enver restano senza parole.

La settimana precedente: tre colpi alla porta. La settimana successiva: «L'ha portata Sarp». Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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Serie: La forza di una donna

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