Alpay rinuncia, poi lo sparo — Melek, anticipazioni 10 agosto

In un parco Melek urla con le mani alzate e il viso stravolto; accanto a lei un giovane incappucciato punta una pistola, mentre Defne, con un cerotto sulla fronte e la giacca bianca, resta immobile e atterrita

Alpay si alza in aula e lascia i figli a Melek, che vince senza mostrare il referto. Ma dopo la festa un messaggio anonimo porta Defne al parco, davanti ad Adnan.

Alpay si alza in aula prima che i figli testimonino e dice al giudice che devono restare con la madre. Melek ottiene l'affidamento senza che il suo referto arrivi mai sul tavolo. La sera la casa si riempie di parenti; il giorno dopo un numero sconosciuto riporta Defne dentro l'incubo.

Il referto che Kenan tiene nascosto

In corridoio Kerem ferma la sorella e le rinfaccia di aver parlato con il padre prima dell'udienza: teme che una parola di troppo indebolisca la madre. İhsan li richiama alla calma, perché adesso ogni frase conterà. Poco più in là l'avvocato di Alpay spiega a Kenan che la malattia di Melek potrebbe far vincere la causa: il giudice ha garantito riservatezza, ma se quel documento finisse in aula l'esito cambierebbe. Kenan gli ordina di non parlarne. Alpay non deve sapere.

Alpay si alza in aula

İhsan comunica al giudice che i documenti sono depositati e che i ragazzi sono pronti a testimoniare. Prima che accada, Alpay si alza e dice che le sue parole cambieranno l'udienza: dichiara davanti a tutti di volere che i figli restino con la madre. Defne capisce subito che il padre ha ascoltato quello che gli aveva detto lei poco prima. Melek ottiene l'affidamento, anche del piccolo Seyit Ali, e il suo segreto resta dov'era.

Il grazie davanti al tribunale

Melek abbraccia Defne e le dice di non averle mai portato rancore per i suoi errori. Fuori, si avvicina ad Alpay e lo ringrazia: potrà vedere i figli anche da un'altra città, purché non li disturbi e non faccia scenate. Si congratula perfino per il matrimonio con Funda. Kerem evita lo sguardo del padre, Defne si ferma a ringraziarlo. Più tardi, solo in un ristorante, Alpay crolla e confessa a Kenan di aver fallito come padre: i figli sono la sua metà, e ora se ne andranno.

La cena in casa di Melek

All'officina Halil e Mirza hanno una buona notizia: hanno trovato uno spazio ad Adana per aprirvi un punto del laboratorio. Melek si emoziona e telefona a Nefise, perché quella sera vuole tutti a tavola. Alla villa il nonno Seyit Ali resta in disparte e la sorella gli dice che può scegliere fra la cena e il suo rancore; il piccolo Seyit Ali, che non capisce, risponde che allora resterà con lui a «mangiare odio». Nefise gli augura di non scoprirne mai il sapore.

A tavola si festeggia due volte: Kadriye e Mahmut hanno appena ascoltato all'ecografia il battito del loro bambino. Kerem gioca con il fratellino, la casa è piena di voci. Alla villa, intanto, il nonno resta solo a guardare il giocattolo che aveva costruito per il nipote.

L'atmosfera cambia quando arriva Seyran con la figlia: Nefise, Kadriye e Ünzile si irrigidiscono e poco dopo se ne vanno tutti. Il giorno seguente Mithat, stanco di vederla trattata così, sceglie un anello con Zeynel e comincia a pensare a una proposta vera.

Zümrüt e il piano di Ömer

In ospedale Zümrüt è convinta che Melek e Defne stiano tramando qualcosa e teme che Ömer, appena dimesso, segua la ragazza ad Adana. Vildan le risponde che ormai sta dalla parte dell'amore vero: «Spezzare un cuore è facile, guarirlo molto meno». A casa Zümrüt minaccia Cumali: se il figlio parte, lei torna al villaggio di suo padre. Ma Ömer ha già deciso — finita la scuola andrà a studiare ad Adana e la madre lo seguirà. Nefise, saputolo, va da Zümrüt e le chiede di lasciare in pace Melek.

Alpay riporta le cose dei ragazzi

La mattina dopo Alpay si presenta a colazione. In cucina ricorda a Melek le colazioni della Germania e le spiega perché ha ceduto: con lei i figli stanno meglio. Poi la supplica di non partire e dice di voler diventare il padre che meritano. Prima di uscire restituisce a Defne il foulard e annuncia a Kerem di aver annullato il contratto con Adana: l'allenatore è pronto a riprenderlo in squadra. «Ormai è troppo tardi», risponde il ragazzo. Il piccolo Seyit Ali, però, non vuole andarsene, e Melek chiede tempo: finché Adnan è libero, non si parte comunque.

Lo sparo al parco

In officina Melek riceve un messaggio da un numero sconosciuto: le foto dei luoghi che la famiglia frequenta e una minaccia. Se Defne non risponderà alla prossima chiamata e non andrà dove le sarà detto, Ömer non uscirà vivo dall'ospedale. È Adnan, rientrato in città dopo giorni di fuga fra travestimenti e alberghi pagati in contanti. Murat propone di usare la ragazza come esca: localizzatore, auricolare, agenti in borghese. Melek si oppone, Defne accetta.

Al parco Defne cammina seguendo le istruzioni. Adnan la chiama, le chiede se le è mancato, poi capisce che è una trappola perché Kenan, che vuole arrivare prima della polizia, riesce ad avvisarlo. Le dice che stavolta se ne pentirà ed estrae una pistola. Melek scappa dal furgone, Halil e Kerem la inseguono. Defne chiude gli occhi. Si sente uno sparo, i palloncini di un venditore volano in aria e Melek urla, convinta che la figlia sia stata colpita. In ospedale Ömer piange chiamando il suo nome.

La puntata precedente: Defne scopre la malattia della madre. La prossima: Kenan giura sulla tomba del figlio. Tutto sulla serie in Melek - Il coraggio di una madre, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Melek - Il coraggio di una madre

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