Farah si fa arrestare — Io sono Farah, anticipazioni dal 23 al 24 febbraio

Mahmud esce dall'ospedale dichiarato morto e finisce in un rifugio. Farah gioca d'anticipo, si fa arrestare insieme a Behnam e poi lascia quella casa con Kerimşah e Tahir.
Un uomo esce dall'ospedale dichiarato morto, dentro un'ambulanza con la targa cambiata. Farah e Tahir portano via Mahmud poche ore prima che Behnam gli inietti nella flebo una sostanza letale. Nelle puntate dal 23 al 24 febbraio quella mossa si rovescia in un arresto cercato, e Farah lascia quella casa tenendo per mano Kerimşah.
Il finto decesso di Mahmud
Al telefono Farah chiede a Kerimşah di fingersi male per distrarre il padre. Intanto Rahşan prova a comprare Bekir, che rifiuta e registra di nascosto la telefonata in cui Akbar racconta le intenzioni di Behnam. L'audio arriva a Tahir: Behnam vuole uccidere Mahmud.
L'arresto di Adil e Haydar per porto abusivo d'armi lascia campo libero. Behnam si procura la sostanza per la flebo, ma Tahir lo trattiene in una lite. Alle loro spalle Bekir, travestito da operatore sanitario, simula un'emorragia: Mahmud viene dichiarato in pericolo di vita e portato verso una sala operatoria che non esiste. Farah, che si spaccia per medico legale, corrompe una guardia, e l'ambulanza parte. Quando Behnam capisce, lo zio è già fuori con documenti falsi che lo dichiarano deceduto; poi le telecamere gli mostrano il volto di Farah.
Il calzino bordeaux
Al rifugio Farah stabilizza il battito di Mahmud: quell'uomo deve vivere, è l'unico che può scagionarla. Poi Mehmet e Tahir si abbracciano chiamandosi «fratello», e Bekir scopre così che i due sono fratelli di sangue.
La sera finisce con un barbecue, dove Mehmet definisce Farah la «Venere» di suo fratello. Rimasti soli, i due parlano della madre che non hanno avuto: Mehmet ne ricorda gli occhi neri, la voce e un calzino bordeaux. Tahir mostra i suoi, dello stesso colore.
L'addio di Vera
Vera lascia a Perihan una borsa di marca piena di banconote e parte per l'America, non prima di aver consigliato a Gönül di stare lontana da Bekir.
I guanti neri sepolti in giardino
Behnam accusa Farah davanti ai giornalisti di aver tentato di uccidere lo zio e di averlo poi rapito, e minaccia di consegnare alle autorità un video che proverebbe un altro omicidio. Poi ordina a İlyas di localizzarne il telefono entro l'alba.
Al rifugio Mahmud si risveglia: ricorda solo di essersi sentito stordito e di aver visto un paio di guanti neri, ma è certo che non sia stata Farah. Sono gli stessi guanti che Behnam mostra a Merjan, che li cercava nella terra del giardino. Un flashback svela il sonnifero nel caffè dello zio e la coltellata alle spalle. Behnam la avverte: se Farah dimostrerà la propria innocenza, per lei non ci sarà il carcere ma le leggi dell'Iran.
L'arresto che Farah aveva preparato
Behnam raggiunge il nascondiglio e Farah gli apre: è sola, ha mandato via tutti. Entra e dice quello che vuole davvero, uccidere Mahmud per non avere più nessuno sopra di sé. Poi arriva la polizia, che lei ha chiamato la sera prima d'accordo con Tahir. In custodia Farah sorride, orgogliosa di aver fatto arrestare «l'uomo più potente di tutto l'Iran»; poco dopo Bade annuncia che Mahmud li ha scagionati entrambi.
Rimesso in piedi, Mahmud riunisce la famiglia, appoggia una pistola sul tavolino e chiede il nome di chi lo ha accoltellato. Behnam mostra i guanti neri, allontana la madre e uccide davanti a tutti l'uomo di fiducia dello zio, accusandolo di tradimento; Farah corre in giardino e gli dà dell'assassino. Mahmud fa portare via il corpo, annuncia che tornerà in Iran e impone ai due di collaborare: Behnam e Tahir si stringono la mano. Poi, in disparte, raccomanda al nipote pazienza, perché quando avranno i contatti di Tahir lo elimineranno.
Behnam ci riprova con il ricatto del video sull'omicidio di Ali Galip, ma Farah gli mostra la registrazione della confessione fatta in ospedale. Poi annuncia che se ne andrà con Kerimşah per vivere con Tahir, suo vero marito: il padre potrà vedere il bambino, ma solo a casa loro.
La fragola sulle gengive
La nuova casa ha regole semplici, dettate da Tahir: solo allegria, niente pianti, e ai fornelli ci va lui. Al mattino Farah si perde nel ricordo dei giorni in cui la tenevano drogata e segregata, e lui la richiama chiamandola «leonessa».
Poi comincia l'operazione per salvare la nonna. Farah strofina una fragola sulle gengive del figlio, sapendo che gli provocherà una reazione allergica, e lo fa ricoverare; Bekir, fingendosi ispettore sanitario, distrae il laboratorio mentre lei e Tahir inseriscono a sistema i vecchi valori pre-trapianto. Il medico prescrive un nuovo trapianto di midollo. Behnam pretende di portare il bambino in Iran, ma Farah lo sfida a far arrivare qui il chirurgo iraniano: lui ordina il trasferimento in Turchia del medico e della madre di Farah, che piange di gioia.
La trappola per i due fratelli
Mehmet confida a İlyas di avere un fratello di sangue e che Behnam pretende la morte di Tahir in cambio dell'incontro. İlyas lo incoraggia, poi porta a Behnam la sua versione: uccidere Tahir con la pistola di Mehmet e Mehmet con quella di Tahir, come una resa dei conti fra i due. All'alba Behnam consegna a Merjan la camicia insanguinata dell'uomo che ha ucciso per salvarle la vita e le ordina di tenere Farah lontana dall'ospedale.
La serata precedente: Il braccialetto d'oro. La prossima: Orhan esce libero. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah