Orhan esce libero — Io sono Farah, anticipazioni dal 25 al 27 febbraio

Ilyas cade nella trappola dei due fratelli e finisce in manette, ma Orhan rientra in commissariato e ne esce libero. E Kerimsah si consegna a Behnam per salvare la nonna.
Le pistole puntate nel capannone erano caricate a salve. Tahir e Mehmet recitano per giorni la parte dei nemici solo per far parlare İlyas, e il poliziotto corrotto finisce in manette. Poi Orhan rientra in commissariato con la calma di chi sa già come andrà a finire.
Il giuramento di Bekir
Gönül chiede a Bekir di guardarla negli occhi e di giurare che ha chiuso davvero con la malavita. Lui giura: da quando l'ha conosciuta non vuole più sporcarsi le mani. Lei promette allora di andare contro la sua stessa famiglia. Poco lontano İlyas li fotografa. Più tardi Perihan pretende che la figlia lo lasci lì, davanti a lei. Gönül si rifiuta.
Le pistole caricate a salve
İlyas porta Tahir in un edificio abbandonato, dove Mehmet gli punta contro un'arma fingendo di volerla finire con lui. Quando gliela passa, İlyas scopre le carte: vuole eliminare tutti e due. Rinfaccia al commissario il giorno in cui Orhan gli sparò alla testa. Ma appena Tahir chiama Mehmet «fratello», İlyas capisce di essere finito lui dentro la trappola. Spara lo stesso, e i colpi sono a salve. Gli agenti entrano e lo dichiarano in arresto. Mehmet, che sospetta un accordo tra İlyas e Behnam, viene reintegrato e riprende il tesserino. Dura poco: un collega corrotto libera İlyas e i due fuggono lasciando un agente a terra. Tahir intuisce la strada e bloccano l'auto sparando alle gomme. Non avrebbe mai immaginato di arrestare qualcuno, ammette: per una volta gli è piaciuto stare «dall'altra parte della barricata».
Mehmet ammanetta il fratello
La soddisfazione dura il tempo di rientrare in commissariato. Il comandante fa arrestare Tahir con l'accusa di avere messo in pericolo il console iraniano Akbar, e Mehmet, suo malgrado, deve mettergli le manette. Mentre lo accompagna in cella, Tahir gli rivela che la madre di Farah è viva e prigioniera: se non la salvano quel giorno, la perdono per sempre. A tirarlo fuori è Bade, che convince il procuratore a rilasciarlo senza custodia cautelare. Mehmet scopre che i due si conoscono bene e che c'è una cena in sospeso: quella cena, dice, non si farà.
La voglia a forma di cuore
In ospedale Kerimşah piange perché ha mentito al padre, e Farah gli confessa la verità: il midollo non arriva da Behnam ma dalla nonna Gülsima, tenuta prigioniera per anni. Il bambino non le crede. Poi vede passare una donna in sedia a rotelle, riconosce la voglia a forma di cuore sulla mano e la nasconde nella propria stanza. Per salvarla si consegna a Behnam: «Ti ho mentito perché sei un cattivo papà», gli dice in corridoio. Farah riabbraccia finalmente sua madre e nello stesso istante scopre che suo figlio è salito in macchina con Behnam. Tahir giura che lo ucciderà.
La scatola che si apre con l'impronta
Un corriere consegna un pacco che solo l'impronta di Tahir può aprire. Dentro ci sono vecchie fotografie: i suoi genitori, Mustafa e Sevilla, e lui appena nato. C'è anche un biglietto indirizzato a Orhan Koşaner e uno firmato da lui per «il figlio del mio caro amico». Tahir capisce che Orhan è vivo. Intanto Behnam telefona a Mehmet e gli racconta della prigioniera iraniana nascosta e del contrabbando d'oro al confine. Tahir non nega niente: da quel momento, per lui, Mehmet sarà soltanto il commissario.
Orhan torna, e nessuno riesce a tenerlo
Orhan si presenta in commissariato e chiede del commissario. Mehmet lo ammanetta senza pensarci due volte e lo porta in sala interrogatori sotto gli occhi sconvolti di Perihan. Gli elenca tutto: i genitori uccisi, il fratello portato via, il colpo alla testa. Orhan resta di ghiaccio: dice di volere giustizia. Poi annuncia con precisione quello che succederà: il procuratore si scuserà per un malinteso e lo rilascerà. Va esattamente così. Sull'arma risultano solo le impronte di İlyas, che in interrogatorio ne difende la reputazione perché in carcere è stato ricattato proprio da lui. Orhan esce libero, con un incarico di prestigio e la certezza che il comandante in carica avrà presto un problema di salute. Mehmet resta senza parole.
Il ballo davanti ai mirini
Gülsima, tornata a casa, ferma Tahir sulla porta e lo chiama «figlio mio»; lui le bacia la mano, lei lo stringe forte e prima che riparta gli mette addosso un cappotto pesante. La posizione di Kerimşah arriva da Akbar, costretto a collaborare da Farah, che tiene in ostaggio Merjan da quando un maglione sporco di sangue ha rivelato chi ha davvero accoltellato lo zio. Ma è una trappola: Behnam ha radunato in casa tutti i nemici di Tahir e offre una fortuna a chi gli porterà la sua testa. Sotto una pioggia di proiettili, con Farah nascosta nel bagagliaio, Tahir semina gli inseguitori. Alla villa lo aiuta un vecchio alleato che per mesi ha finto di essergli nemico, e lo stallo finisce nel modo più imprevedibile: la radio accesa e tutti che ballano, perché il bambino scambi i puntini rossi dei mirini per le luci di una festa. Kerimşah abbraccia Tahir e rinnega Behnam davanti a tutti: il suo vero papà è lui.
La serata precedente: Farah si fa arrestare. La prossima: Il vetro con le impronte di Farah. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah