L'ora del decesso è le 12:37 — La forza di una donna, anticipazioni 2-4 febbraio

Corsia d'ospedale deserta illuminata dalla luce fredda dei neon

Tre puntate che chiudono il capitolo più doloroso della serie: un intervento riuscito, un secondo arresto cardiaco, una famiglia che scopre il lutto una persona alla volta. E una confessione che arriva troppo tardi per essere una liberazione.

Un medico guarda l'orologio e pronuncia l'ora del decesso: le 12:37. In tre puntate la serie chiude il suo capitolo più doloroso, e la notizia attraversa l'ospedale una persona alla volta, con tutti che mentono a tutti per guadagnare qualche ora. Nella stanza accanto, intanto, Şirin si inginocchia davanti al letto di Bahar e comincia a confessare.

Il sogno sotto anestesia

L'operazione di Hatice prosegue mentre lei, sotto anestesia, sogna Şirin che si getta nel vuoto da un dirupo. Il cuore rallenta fino quasi a fermarsi e i medici lottano per rianimarla. Nella sua stanza Enver si sveglia di soprassalto con una mano sul petto e dice ad Arif che sua moglie non sta bene: ogni volta che sente quella fitta, a lei succede qualcosa. L'intervento però riesce, e la dottoressa Jale porta la buona notizia in corsia.

Il campo di girasoli

Nella notte l'autista del furgone si sbarazza di Arda: lo fa scendere su una strada buia, gli indica delle luci in lontananza e gli dice che la mamma lo aspetta lì. Il bambino cammina tra i girasoli finché la stanchezza lo ferma e si addormenta per terra, mentre all'alba una mietitrebbia avanza nella sua direzione. Davanti al commissariato Ceyda aspetta in macchina con Emre; arriva Gültan, sua madre, che le urla addosso di non essere capace di proteggere un bambino e le nega perfino il diritto di farsi chiamare madre. Emre si prende la colpa: è stato lui a perderlo di vista. Poi Arda viene ritrovato all'ultimo momento, perché l'uomo alla guida della mietitrebbia lo vede tra i fiori e ferma il mezzo. Ceyda corre a stringerlo ripetendo «il mio bambino, il mio bambino», poi lo lascia alla nonna; quando prova ad avvicinarsi di nuovo, Gültan le fa segno di fermarsi.

Il latte al gattino

Şirin resta con i nipoti solo perché teme che Enver possa avere un altro infarto se li lascia soli, ma la sua fragilità riaffiora in fretta: di notte spaventa Doruk con racconti di mostri nascosti nel buio che bevono il sangue delle persone. Nisan lo rassicura, e il bambino si vendica chiamando la zia «peggio di un broccolo» per via dei capelli ricci. La mattina, usciti con un brick di latte da dividere, i due ne versano un po' a un gattino: sono convinti che ogni piccola bontà possa arrivare fino alla madre. Quando Enver telefona per dire che Bahar ha ripreso conoscenza, non hanno dubbi sul perché.

Quello che non dicono a Bahar

Bahar si sveglia convinta di aver avuto un semplice svenimento ed è terrorizzata dall'idea che la malattia sia tornata. Enver mente per proteggerla: le racconta che è caduta, ha colpito un organo e per questo l'hanno operata. Quando lei chiede di Hatice, lui si porta le mani al viso ed esce dalla stanza in lacrime. Prima di far entrare i bambini, Şirin ripete loro l'ordine ricevuto: non una parola su Sarp e sulla nonna, anche loro ricoverati. Nisan e Doruk raccontano la scuola, si definiscono «colleghi» e fanno ridere la madre, che insiste di sentirsi «meglio che mai».

L'ora del decesso

Sarp viene svegliato, confuso, e chiede di Bahar: gli sembra tutto un sogno. Vede Hatice nel letto accanto e la sente pronunciare il suo nome, ma subito dopo le condizioni della donna peggiorano e i medici accorrono. In un attimo di lucidità, poco prima, Hatice aveva confidato a Enver la sensazione di non uscire più dall'ospedale e gli aveva fatto promettere di occuparsi di Şirin, che chiama «debole», sicura che Bahar la forza per andare avanti ce l'abbia già. L'ora del decesso viene registrata alle 12:37.

La confessione in ginocchio

Şirin intuisce che è successo qualcosa e corre nella stanza di Bahar, convinta che confessare i propri peccati possa ancora salvare la madre. Si inginocchia accanto al letto e ammette tutto: di aver perseguitato Sarp anche dopo che lui le aveva detto di amare soltanto sua moglie, di avergli mentito raccontandogli che Bahar e i bambini erano morti, e che le fotografie della loro presunta relazione erano un montaggio costruito per distruggerla. Dice che la gelosia l'ha resa malvagia. Bahar non coglie ancora tutto, ma la guarda negli occhi e le dice che la perdona.

«L'abbiamo persa»

Entra Enver, prova a calmare la figlia e capisce di non poter più rimandare: racconta a Bahar dell'incidente, ripetendo che stanno tutti bene. Poi la dottoressa Jale compare sulla porta con il volto sconvolto e dice «L'abbiamo persa». Nel corridoio Şirin irrompe nella stanza di Arif, lo chiama «assassino» e gli chiede perché non sia morto lui; lui fa cenno a Ceyda di lasciarla sfogare. Doruk ripete che le mamme non muoiono mai, Nisan guarda Ceyda e le dice che sta mentendo. Enver, distrutto, vede Hatice al proprio fianco: gli chiede di dire a Şirin di non preoccuparsi.

Un salto in avanti mostra Bahar elegante davanti a un pubblico, mentre ringrazia una persona speciale per averle dato il coraggio di raccontarsi. Ricorda la morte del padre quando aveva dodici anni e la rabbia covata a lungo, capita solo col tempo come il volto del dolore. La sua voce accompagna la scena finale: le madri non scompaiono, si concedono un lungo riposo nel cuore di chi lasciano, e il gesto più nobile è avere compassione per chi ti odia. In ospedale Şirin si sdraia accanto alla sorella stringendo il cuscino, e Bahar la tiene stretta a sé.

La settimana precedente: il camion all'incrocio. La settimana successiva: arif vuole costituirsi, Sarp si sveglia chiamando Bahar. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

Il video della settimana

Serie: La forza di una donna

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