Il camion all'incrocio — La forza di una donna, anticipazioni 26-31 gennaio

Bastano poche ore perché tutto crolli: un telefono che si riempie di immagini, una villa in cui si spara tre volte, un'auto ferma in mezzo a un incrocio. Quando arrivano le sirene, metà della famiglia è su una barella e un bambino di sei anni è sparito.
Le foto arrivano sul telefono di Emre mentre lei è scesa un minuto dall'auto: bastano quelle immagini a far salire Şirin su un taxi senza più niente. Poche ore dopo un'altra macchina resta ferma in mezzo a un incrocio con quattro persone dentro, e quello che sopraggiunge è un camion.
Le foto sul telefono di Emre
In auto verso Yalova, Şirin piange e racconta a Emre di non capire perché la sua famiglia la odi. Lui le prende la mano e le promette una nuova famiglia. Poi lei scende un momento vicino a un negozio e sul telefono di Emre arrivano le immagini mandate da Pırıl: Şirin accanto al cognato che ha sempre indicato come il suo aggressore, vicini, complici, sorridenti. Al ritorno lei parla di fotomontaggi. Emre la ferma e dice che «il cuore è come una mosca: può posarsi sullo zucchero o sulla spazzatura». La valigia resterà in un bar, lei tornerà in città in taxi, a casa sua non deve più mettere piede. Quando Emre risale in macchina, si accorge che Arda non è più sul sedile dietro.
Tre colpi nella villa
Convocati da Nezir, Suat e Munir arrivano alla villa. Nezir rinfaccia a Suat di essersi arricchito sulle spalle di due bambini invece di restituire quei soldi a chi ne aveva diritto, poi ordina ad Azim di sparargli. Suat cade mentre sul suo cellulare compare una chiamata di Şirin. Nezir chiede allora ad Azim di uccidere anche il fratello. Azim punta l'arma su Munir, lo guarda a lungo, gli dice di perdonarlo — e spara al petto di Nezir, che si accascia pensando un'ultima volta a Mert. Subito dopo rivolge la pistola contro se stesso.
L'incrocio
A casa Bahar ha un colorito che spaventa Hatice e Ceyda, e accetta di farsi accompagnare in ospedale. In strada incrocia Sarp che torna da scuola con Nisan e Doruk: fa in tempo a rispondere al loro sorriso, poi impallidisce e sviene sull'asfalto. Arif si mette al volante, Sarp dietro tiene Bahar distesa sulle gambe e le ripete che l'ha amata e continua ad amarla. Arif si gira un istante per dirgli di tenerla sveglia e l'auto va a sbattere contro un'altra macchina all'incrocio. Sono tutti coscienti, storditi, fermi in mezzo alla strada. Il tempo di alzare lo sguardo e un camion enorme li travolge. I passanti chiamano i soccorsi e parlano di morti intrappolati nel veicolo.
La donna sul palco
La settimana riparte da un palco. Bahar, elegante e composta, dice alla platea di essere lì per raccontare la storia di una donna che ogni volta che viene travolta trova la forza di rialzarsi. Mentre la sua voce continua, scorrono le immagini dello schianto: la vettura distrutta, i vigili del fuoco fra le lamiere, le ambulanze ferme nel traffico. Ripercorre la ferita d'origine, la madre andata via quando lei aveva otto anni e il padre consumato da quel dolore. Non si sente un'eroina, dice, ma una donna comune. Su Enver, l'uomo che per anni ha odiato, arriva la frase più netta: è diventato davvero suo padre.
Il bambino nel cassone
Ceyda avrebbe dovuto badare ai figli di Bahar, ma la telefonata di Emre la travolge: Arda è sparito. Corre dalla polizia e, quando un agente chiede una foto del bambino, scopre che Emre non ne ha nemmeno una. Mostra l'ultima scattata quel giorno, poi esplode: sospetta un rapimento e fa il nome di Şirin. Intanto Arda è rannicchiato sul retro di un camion carico di scatoloni che si mette in marcia. A fine settimana il camionista lo trova: dice al telefono che il piccolo non parla e, per paura di essere accusato di rapimento, decide di non chiamare la polizia.
Quarantotto ore
Il quadro più critico è quello di Hatice, operata d'urgenza e poi sedata. Enver sviene in laboratorio quando riceve la notizia, arriva in sedia a rotelle e la dottoressa Jale è costretta a sedarlo: un'altra emozione forte potrebbe essergli fatale. Nel corridoio Şirin si getta su Arif e lo colpisce fino a farlo cadere. Enver, appena può, chiede che venga spostato nel letto accanto al suo: ora hanno bisogno di sostenersi. Arif ammette di essere stato lui alla guida e vuole dire la verità; Kismet punta invece a pagare i due testimoni, approfittando delle telecamere fuori uso. Jale non promette nulla: servono almeno 48 ore. Alla guida dell'altra auto c'era Fazilet Aşçıoğlu, scrittrice molto nota, in condizioni stabili: Enver va a trovarla per scusarsi, ma lei preferisce restare sola.
Il pane sul davanzale
A casa Şirin tiene d'occhio Nisan e Doruk con i suoi modi bruschi e taglia corto sulle loro domande. Per farsi coraggio i due sbriciolano un pezzo di pane sul davanzale per gli uccellini: a scuola hanno imparato che le buone azioni tornano indietro, e sperano che questa aiuti la madre a guarire. Poco dopo Enver chiama: Bahar è uscita dalla sala operatoria e l'intervento è andato bene. Ai nipoti dice che è fuori pericolo, anche se i medici hanno chiesto di aspettare, e i bambini esultano convinti che sia merito del pane. La sera Şirin, al telefono con Arif, augura la morte a lui e a Bahar; poi sente le vocine dei piccoli che cantano e crolla in lacrime.
La settimana precedente: il nome sbagliato sulla tomba. La settimana successiva: l'ora del decesso è le 12:37. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.
I video della settimana
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Serie: La forza di una donna
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