Arif vuole costituirsi, Sarp si sveglia chiamando Bahar — La forza di una donna, anticipazioni 5-8 febbraio

Il giorno dopo il funerale, in ospedale nessuno riesce a stare fermo: Arif chiede a un agente di arrestarlo, Şirin non si dà pace, Bahar tiene insieme due bambini. E dalla terapia intensiva arriva una voce che chiama.
Dopo l'incidente resta un corridoio d'ospedale con dentro tutta una famiglia: chi non riesce a piangere, chi non smette, e un uomo che chiede a un poliziotto di portarlo via in manette.
«Sono io il responsabile»
Mentre si celebrano i funerali di Suat e Leyla non riesce a mettersi in contatto né con Sarp né con Bahar, Arif piange da solo nella sua stanza. Si considera l'unico responsabile dell'incidente e della morte di Hatice: dice di aver distrutto la vita di Enver, quella di Bahar e persino quella di Şirin.
Kismet prova a spiegargli che è stato un errore, nato dal tentativo di salvare Bahar. Lui non sente ragioni: vuole lasciare l'ospedale, costituirsi, andare in prigione. Quando esce in corridoio e chiede a un agente di essere arrestato, si sente rispondere che non si può fare niente finché un medico non firma le dimissioni.
«Şirin adesso è affidata a me»
Nella stanza di Bahar, accanto a Enver, succede la cosa che nessuno si aspettava. Bahar dice che verso sua sorella non prova più rabbia: ha deciso di volerle bene comunque, perché Şirin è quello che resta del grande amore di Hatice. È convinta che sua madre non desiderasse altro: che le sue figlie restassero unite e che nessuna delle due venisse abbandonata.
Enver si commuove: sono le stesse parole della promessa che aveva fatto a Hatice nei suoi ultimi istanti.
Şirin, invece, affronta il padre e lo accusa di averle mentito sulle condizioni della madre. Ai bambini racconta di aver fatto un'ultima «buona azione» — ha confessato a Hatice tutti i suoi peccati, sperando di cambiare il destino — e siccome è morta lo stesso, ne ricava che le buone azioni non servono a niente. Doruk le confessa di essere arrabbiato con la nonna, perché li ha lasciati soli.
«La nonna è qui»
Bahar chiede di restare sola con i figli e prova a spiegare l'inspiegabile: le persone che si amano davvero non muoiono mai del tutto, smettono di esistere solo quando vengono dimenticate. Doruk collega subito: è per questo che il papà è tornato, perché non hanno mai smesso di pensarlo.
Nisan chiede perché, se la nonna li guarda da lassù, siano tutti tristi. Bahar risponde che la mancanza durerà a lungo e che questo non toglie niente all'amore. Poi posa la mano sul petto dei bambini e dice che Hatice vive lì.
Quando restano solo lei e la dottoressa Jale, però, Bahar crolla: piange chiamando sua madre, liberando tutto quello che aveva tenuto dentro davanti ai figli e a Enver.
La donna dell'altra auto
Nello stesso reparto Jale viene chiamata da Fazilet Aşçıoğlu, ricoverata anche lei. La donna le racconta di avere un figlio disabile e le chiede se conosca qualcuno che possa assisterlo; poi scopre che la zia della dottoressa era una delle persone coinvolte nell'incidente ed è morta, lasciando un marito, due figlie e due nipoti. Da lontano guarda Doruk e Nisan e si commuove.
Il figlio, Fahir, la tratta male al telefono e le scaglia contro la sua stessa condizione. Jale trova comunque una ex dipendente dell'ospedale disposta a lavorare come assistente — ma quando la donna si presenta a quella porta, Raif le chiede di mostrargli le mani, le osserva, e gliela chiude in faccia senza una parola.
Il nome gridato in terapia intensiva
Poi, dal reparto, arriva la comunicazione che cambia il tono della giornata: il paziente in terapia intensiva chiede di vedere la sua famiglia. Sarp si è svegliato gridando il nome di Bahar.
Jale va da lui e lo rassicura: Bahar sta bene, presto lascerà la terapia intensiva, e farà il possibile perché possano rivedersi insieme ai bambini.
Emre, e una promessa che non si può fare
Alle condoglianze si presenta anche Emre. Şirin gli si getta tra le braccia in lacrime, sotto lo sguardo teso di Ceyda; Doruk gli chiede se è davvero il papà di Arda, e lui conferma. Al bar dell'ospedale, però, Emre dice a Ceyda che porteranno il bambino a Istanbul, dove le terapie funzionano meglio — e le fa capire che intende far valere fino in fondo i suoi diritti di padre.
A chiudere la giornata è di nuovo Doruk, con la logica dei bambini: chiede alla zia se la nonna avesse promesso di non andare via, perché se lo avesse promesso non se ne sarebbe andata, come hanno promesso la mamma e il papà. Şirin scatta in piedi e urla che le promesse non c'entrano niente, che sotto un camion si muore e basta. È Emre a portarla fuori a camminare.
Ceyda, vedendo i bambini spaventati, dice a Enver che quella notte Doruk e Nisan dormiranno da lei.
La settimana precedente: l'ora del decesso è le 12:37. La settimana successiva: la flebo staccata. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.
Il video della settimana
Serie: La forza di una donna
Continua a leggere
- La parola che tradisce Şirin — La forza di una donna, anticipazioni dal 13 aprile
- Il portafogli che smaschera Şirin — La forza di una donna, anticipazioni 30 marzo-3 aprile
- Il pacchetto nella fodera — La forza di una donna, anticipazioni 16-21 marzo
- Le pentole tornano bruciate e Cem minaccia tutte — La forza di una donna, anticipazioni 9 marzo