Bahar scavalca il muro, Sarp la ferma — La forza di una donna, anticipazioni 24-29 novembre

Una donna tiene per mano due bambini nel buio di un cortile, illuminati dai fari di un'auto

Una porta di servizio, una chiave appesa accanto alla finestra, due bambini che corrono nel buio. Il piano salta all'ultimo metro e la notte finisce con le pistole fuori e nessun vincitore. La mattina dopo Sarp comincia a parlare, e il primo nome che pronuncia è quello di Şirin.

Un muretto di cinta scavalcato a mezzanotte, due bambini che corrono verso i fari di un'auto, una voce alle spalle che urla un nome. La fuga di Bahar dura pochi secondi. Quello che viene dopo — una notte di grida, un mattino di confessioni — riscrive quattro anni della sua vita.

Il gioco segreto

Tornando a casa in macchina, Arif le ricorda che dovrà rilasciare la sua dichiarazione alla polizia: l'omicidio di Yeliz è avvenuto in casa sua. Bahar risponde che si presenterà, ma non subito. Prima deve andarsene da quella villa, poi racconterà tutto: che Sarp è vivo e che Yeliz è morta per colpa sua. Non chiude occhio tutta la notte. Al mattino spiega a Nisan che dovranno scappare di nascosto, perché Sarp non li lascerà mai andare volontariamente, e che per Doruk tutto dovrà sembrare un gioco. Il bambino ci casca solo a metà: pretende che ci sia anche il papà. Bahar inventa che Sarp partecipa «senza saperlo».

La chiave accanto alla finestra

A notte fonda parte il messaggio ad Arif: «Stanno dormendo, tra poco usciamo». Bahar sveglia i bambini e raccomanda il silenzio. Leyla si alza per andare in cucina e li costringe a nascondersi dietro il divano; Sarp apre gli occhi per un rumore, poi si riaddormenta; gli uomini di guardia fanno il giro del cortile e rientrano. Alla porta di servizio la chiave non è al suo posto. È Doruk, spaventato dal buio, a indicarla: appesa accanto alla finestra. Poi il muretto, il salto, e Nisan che corre verso l'auto gridando il nome di Arif.

«Noi ti abbiamo ingannato»

Sarp li raggiunge in strada. Doruk gli corre incontro e confessa il piano con orgoglio: «Noi ti abbiamo ingannato!». Alle spalle di Sarp compaiono gli uomini armati, che tirano fuori le pistole. Per un attimo lui sembra cedere: «Va'. Puoi andare». Ma quando Bahar ripete che senza i figli non si muove, la risposta cambia: «Allora non potrai andare da nessuna parte. Non puoi portarmi via i bambini». Doruk e Nisan vengono riportati dentro.

Due uomini nel buio

Arif interviene e lo scontro degenera. Sarp minaccia di ucciderlo, Arif lo sfida: «Uccidimi, se ne hai il coraggio», e lo accusa di non sporcarsi mai le mani, di lasciare che siano i suoi uomini a farlo — come, sostiene, è accaduto con Yeliz. Sarp respinge l'accusa. Bahar si mette in mezzo, ricorda che i bambini sentono ogni parola e alla fine riesce a spingere Arif verso la macchina. Prima che riparta, Sarp lo avverte di non rivolgersi alla polizia: sarebbe un pericolo per tutti. Quella notte Bahar, Sarp e Pırıl, ognuno in una stanza diversa, piangono in silenzio.

La notte sul traghetto

La mattina dopo Sarp annuncia una colazione all'aperto per i bambini e li manda in giardino. Poi comincia a raccontare. Giura di non avere mai saputo che Şirin fosse la sorella di Bahar, e le chiede come abbia potuto credere a una relazione dopo «quella notte». Quella sul traghetto. Bahar capisce solo in quel momento: fu Şirin ad accusarlo di molestie davanti alla folla, dopo che lui le aveva risposto di amare sua sorella. E non finisce lì. Fu ancora Şirin a dire all'uomo mandato da Sarp che Bahar e i bambini erano morti. Bahar scoppia a piangere, poi dice che vuole soltanto vederla pagare.

Pırıl dietro la porta

C'è un dettaglio che Bahar non si aspettava: fu Pırıl a rivelare a Sarp dove Şirin si nascondeva, e ad accompagnarlo, quando serviva il midollo per il trapianto. La donna che le ha preso il marito le ha salvato la vita due volte. Intanto Pırıl ha lasciato socchiusa la porta sul giardino: propone di portare i quattro bambini al canile e istruisce Fevzi perché li tenga fuori il più a lungo possibile, poi rientra scalza per non fare rumore e ascolta tutto.

Quattro anni di silenzio

Sarp arriva al naufragio. Caduto dal traghetto, perde conoscenza per il freddo e si risveglia sulla barca di Pırıl. Il figlio di Nezir, ex fidanzato di lei, si presenta a casa sua e tira fuori una pistola: nella colluttazione il colpo parte e lo uccide. Sarp viene ferito gravemente, poi rapito insieme a Pırıl mentre la villa brucia. Suat voleva lasciarlo indietro; è Pırıl a rifiutarsi di partire senza di lui. Trasportato in Grecia, non gli fu permesso di contattare nessuno: il dolore di Bahar doveva sembrare autentico per ingannare Nezir. Lei si alza in piedi e gli ricorda come è rimasta: sola, incinta di Doruk, senza soldi. Lui parla di pochi mesi. Lei risponde che sono passati quattro anni e che quel dolore era peggiore della morte. Quando prova ad abbracciarla, lo respinge.

Una stanza in affitto

Fuori dalla villa la vita continua. Idil, la cugina di Emre, diventa la nuova inquilina di Hatice ed Enver, e Şirin la accoglie come una nemica: lite al bar, lite per il bagno, lite per un maglione. Enver ha trovato lavoro da un fruttivendolo anziano che gli affida pesi troppo grandi per il suo cuore, ma a casa racconta di essere stato assunto in uno studio medico. Emre offre a Hatice un posto a tempo pieno nel locale. E a Ceyda, che gli chiede della moglie, confida che è morta della stessa malattia di Bahar.

La settimana precedente: «Perché non sei morto tu». La settimana successiva: nezir arriva allo chalet. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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