Un telefono da riparare svela tutto a Enver, e Jülide bussa alla porta di Bahar — La forza di una donna, anticipazioni 25-29 agosto

Un uomo guarda lo schermo di un vecchio telefono in un negozio di riparazioni

Bahar compie gli anni e riceve un cuore d'oro da Arif e un paio di scarpe della misura sbagliata da sua madre. Nella stessa settimana un vecchio telefono portato in riparazione fa crollare il segreto che regge tutta la storia.

Doruk voleva solo rivedere le foto di suo padre. Per accontentarlo, Enver porta il vecchio telefono di Bahar in riparazione — e il tecnico riconosce l'uomo nelle fotografie: l'ha visto pochi giorni fa, vivo, nel suo negozio.

Il compleanno, il cuore e le scarpe sbagliate

Per il compleanno di Bahar gli amici organizzano tutto di nascosto: un telefono nuovo, una lavatrice — perché la vecchia si è rotta e lei lava a mano — e, alla fine, il regalo di Arif. In gioielleria aveva scelto un quadrifoglio; è stato Enver a convincerlo che a Bahar serve fortuna, ma soprattutto amore. Nel pacchetto c'è una collana con un cuore.

Arriva anche Hatice, con un paio di scarpe. Sono un numero troppo piccolo. Bahar chiede a Enver se il 36 non sia per caso la misura di Şirin, e capisce da sola. Quella sera la sorella se le infila ai piedi e le fotografa per i social; Nisan le riconosce sul telefono della madre e ride, mentre Bahar si volta per non farsi vedere.

L'altra Bahar

Hatice va a cercare la donna che il suo primo marito, Hamdi, amava — e che si chiamava Bahar come sua figlia. Le racconta della malattia, si sente rispondere di no, e prima di uscire strappa un capello alla ragazza di casa per farlo analizzare.

Il test è negativo. Ma poco dopo arriva la telefonata che rimette tutto in discussione: la figlia sbagliata era quella. La sorella di Bahar si chiama Burcu. La dottoressa Jale comincia a organizzare gli esami — senza dire alla ragazza chi sia davvero suo padre.

La fabbrica di camicie

Bahar non può più lavorare: Jale è netta, la malattia è troppo avanzata. E proprio in quei giorni Abbas ordina a Enver duecento camicie in quindici giorni, un lavoro impossibile con una sola macchina da cucire.

Lo diventa possibile grazie alle donne. Ceyda, Yeliz, Ferdane e le colleghe della stireria si fanno accompagnare da Arif e cuciono di notte, di nascosto, nel laboratorio dove Bahar lavorava. Enver si infuria per cinque minuti, poi dirige i lavori e finiscono tutti per chiamarlo «capo». L'ordine viene consegnato, pagato, e c'è già l'anticipo del prossimo.

Nel frattempo Yusuf perde a carte la sua quota del palazzo e tre uomini si presentano a sgomberare l'appartamento. A sistemare la faccenda arriva Seyfullah: li fa trovare seduto sul divano, e alla fine i tre baciano la mano a Enver e Yusuf.

«Quell'uomo l'ho visto io»

Mahir, il tecnico, riesce a salvare le fotografie su una chiavetta. Poi mostra a Enver l'immagine di un uomo e gli chiede se sia davvero il genero morto. Enver conferma — e si sente rispondere che quell'uomo, pochi giorni prima, era lì, in quel negozio, e chiedeva proprio di lui. C'era anche Şirin, che lo ha visto ed è corsa fuori.

Enver torna a casa e affronta la figlia. Lei confessa, racconta delle minacce e del sequestro; lui non le crede e va dritto al commissariato. Lo ferma una telefonata di Hatice a pochi passi dalla porta.

Allora Şirin porta i genitori al cimitero e mostra loro le tre tombe finte con i nomi di Bahar, Nisan e Doruk. Enver tace, ma pone una condizione: vuole incontrare Sarp entro ventiquattr'ore. Altrimenti va alla polizia.

«Bentornato, amore mio»

Sarp, intanto, ha accettato di vedere Şirin. Lei gli chiede scusa — era giovane, era malata — e lui la interrompe: dimentica il passato, ti ho perdonata. Poi la avverte che se non dimentica di averlo visto la sua vita è in pericolo.

Lei torna a casa, si stende sul letto e ride da sola: «Bentornato, amore mio.»

Sarp però ha rotto con Suat: prende a schiaffi Munir, gli intima di stare lontano dalla famiglia di Bahar, e porta sua madre a vivere in casa sua. Dove Jülide comincia subito a ricattare Pırıl, tornata dall'America: prima gli orecchini, poi una casa di proprietà.

La nonna davanti alla scuola

La settimana si chiude con Jülide che ferma Enver davanti alla scuola e si presenta ai bambini come la loro nonna. Poi si fa accompagnare a casa di Bahar e la accusa di aver trascurato suo figlio.

Bahar la lascia parlare. Poi le fa la domanda che aspetta da quattro anni: «Sarp è vivo?»

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Serie: La forza di una donna

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