La flebo staccata — La forza di una donna, anticipazioni 9-14 febbraio

Due mani intrecciate su un letto d'ospedale accanto a un supporto per flebo

Una casa che nessuno riesce più ad aprire, due letti d'ospedale accostati, una promessa fatta a una donna che non c'è più. La settimana porta la pace in famiglia e, nello stesso istante, il gesto che la mette in pericolo.

Enver resta fermo sul pianerottolo con la chiave in mano: dentro quella casa ci sono ancora i vestiti e il profumo di Hatice. In ospedale, intanto, due letti vengono accostati e una famiglia prova a ricominciare da zero. Alla fine della settimana bastano pochi secondi accanto a un supporto per flebo per rimettere tutto in discussione.

La casa che parla di lei

Enver e Şirin tornano in taxi sotto casa e si bloccano davanti alla porta. Lui ammette di non farcela: ogni oggetto parla di Hatice. Quando rientrano, in cucina Şirin vede i guanti da forno della madre, li getta a terra e urla che la rivuole. La notte Enver non dorme e gli sembra di vederla: Hatice gli chiede di lasciarla andare e di mantenere la promessa rimasta in gola in ospedale, prendersi cura di Şirin. Lui giura che non la lascerà mai.

Il piatto di porcellana

La promessa viene messa alla prova subito: le vicine Safiye e Rukiye arrivano per le condoglianze: una allude a un nuovo matrimonio, l'altra guarda già gli abiti della defunta. Quando Safiye reclama un piatto prestato, Şirin lo rompe fingendo un incidente. «Il malocchio è uscito», commenta la vicina prima di essere trascinata via. In strada Şirin grida maledizioni davanti ai passanti. Enver la afferra per un braccio, poi crede di incrociare da lontano lo sguardo severo di Hatice: invece di rimproverarla, la stringe forte.

La ruota panoramica

Sulla strada del ritorno Doruk vede le luci di un parco divertimenti e chiede di salire sulla ruota panoramica. Nisan dice che non è il momento, ma Emre e Ceyda spiegano ai bambini che sorridere in mezzo al dolore non è una colpa. Dall'alto, per qualche minuto, la città sembra un posto più leggero. Poi, davanti a un panino, i due raccontano il «gioco dell'invisibilità» che facevano con la madre quando non c'erano soldi per le giostre. A casa Emre resta a dormire sul divano e nasconde vicino a un cuscino la spazzolina di Arda.

Tre minuti al cronometro

Uscito dalla terapia intensiva, Sarp viene trasferito nella stanza di Bahar. La dottoressa Jale li vede parlare e imposta un timer sul telefono: tre minuti, poi si riposa. Bahar li usa per dire tutto. Ammette di aver covato per anni una rabbia più forte del desiderio stesso di essere felice per il suo ritorno, e chiede perdono per essere stata «sciocca». Sarp la perdona subito: per lui è come «una pagina bianca». Decidono di ricominciare, e Bahar mette in quel futuro anche Şirin, perché sarebbe stato il desiderio della madre. Poi si sdraia accanto a lui e lo bacia. Nella stessa stanza, più tardi, scoprono che Nezir ha pagato le rette di un college privato per Doruk e Nisan: Bahar è tentata, Sarp rifiuta senza esitare. Da Kismet apprendono anche della morte di Suat, di cui non sapevano nulla; quando Sarp telefona a Pırıl per le condoglianze, lei gli dice di averlo visto dormire accanto a Bahar e riattacca, poi parte per Londra con i bambini.

Il semaforo rosso

Arif è piantonato da un agente e schiacciato dal senso di colpa. Rifiuta la proposta di Yusuf di intestarsi le sue proprietà, accusandolo di non avere umanità. A Bahar confessa di aver letto il rapporto della polizia: è stato lui a passare con il rosso. Le chiede perdono, dicendo che senza la sua assoluzione non troverà la forza di andare avanti; lei gli rivela che Sarp è vivo. Kismet conferma la responsabilità e aggiunge che la signora Fazilet non ha presentato denuncia. Arif chiede allora a Sarp di denunciarlo, ma lui rifiuta e riprende la mano di Bahar davanti ai suoi occhi. Arif si chiude in stanza e piange.

Una tazza di vetro

Al bar dell'ospedale Ceyda risolve a modo suo il capriccio di Fazilet, che pretende il tè in una tazza di vetro: passa dietro il bancone, lava la tazza e glielo prepara. È quel gesto a convincere Jale a proporla come assistente per Raif, il figlio di Fazilet, che nessuno vuole più seguire. Al colloquio l'uomo le controlla le unghie prima di farla entrare, poi trova da ridire su tutto e le chiede solo un toast. Ceyda incassa e resta. In auto, poco prima, Emre le ha detto di volere il test del DNA per far valere i propri diritti su Arda: lei reagisce male e accetta soltanto i soldi del taxi.

Il tubicino piegato

Enver e Şirin arrivano in stanza. Bahar abbraccia la sorella e le dice di essere pronta a lasciarsi tutto alle spalle; Şirin risponde che desidera la stessa cosa. Sarp, svegliandosi, porge le sue condoglianze. Ma quando l'infermiera cambia la flebo e raccomanda riposo, Şirin osserva con attenzione il supporto e i tubicini. Prima di uscire si avvicina al letto e finge di chiedere scusa per il male fatto in passato: tutti le credono. In realtà, approfittando di un attimo di distrazione, interrompe di nascosto la flebo di Sarp.

La settimana precedente: arif vuole costituirsi, Sarp si sveglia chiamando Bahar. La settimana successiva: sarp muore, Bahar lo perde una seconda volta. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

Il video della settimana

Serie: La forza di una donna

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