Bahar si ammala e Enver ruba il diario di Şirin — La forza di una donna, anticipazioni 7-11 luglio

Un quaderno aperto sul letto, illuminato da una lampada

Le telefonate mute nella notte, una rapina in mezzo alla strada, una diagnosi che nessuno vuole pronunciare. E, mentre Bahar si aggrappa a due bambini, Enver esce di casa di corsa con una busta sotto il braccio.

Bahar cerca la donna che le ha portato via il marito e non sa di averla a pochi metri. Nel frattempo il suo corpo le sta dicendo una cosa che lei non vuole sentire.

La chiamata sotto casa

Bahar compone il numero dell'amante. Dall'altra parte Şirin risponde e resta in silenzio — e in sottofondo passa un venditore ambulante di giocattoli usati che sta urlando sotto la finestra di Bahar.

Basta quel rumore. Bahar capisce che la donna è lì, nel suo quartiere, ed esce a cercarla chiedendo a tutti: a Yusuf, ad Arif, persino all'ambulante. Şirin, terrorizzata, si rifugia nel palazzo di Berşan, si inventa una zia di nome Nezahat e viene cacciata in malo modo. Poi scappa senza farsi vedere.

Da quel giorno comincia la persecuzione: consigliata da Levent, un amico dell'università, Şirin prende a chiamare Bahar di continuo, anche di notte. A volte ride, a volte tace, a volte le fa ascoltare la canzone di Bahar e Sarp. Bahar urla al telefono che la troverà.

«Sono stata rapinata»

Il giorno dello stipendio, due uomini le strappano la borsa e la trascinano a terra. Se ne vanno con i soldi e i documenti; a lei resta un ginocchio che sanguina e nessun modo per tornare a casa. Yeliz è fuori Istanbul, Enver non risponde, e Bahar cammina per ore prima di sedersi su un marciapiede.

La telefonata che arriva è di Arif. La carica in macchina, la porta in farmacia — dove la farmacista nota una cosa che nessuno ancora sa spiegare: dopo tutte quelle ore il sangue non si è fermato — poi la convince a mangiare qualcosa. È lì, davanti a lui, che Bahar risponde all'ennesima telefonata muta e gli confessa in lacrime chi crede che sia.

La copre anche con suo padre: ad Arif basta dire a Yusuf che l'affitto è stato pagato.

Şirin si presenta come Melek

Şirin comincia a girare nel quartiere di Bahar. Va da Arif col nome falso di Melek, dice di cercare un appartamento da usare come laboratorio, si fa lasciare il numero di telefono. A casa racconta a Hatice di avere un fidanzato che possiede un bar e un'agenzia immobiliare: sta parlando di lui.

Il gioco regge finché è Levent a presentarsi alla porta e a fingersi il fidanzato davanti a Enver e Hatice. Ma il tassista che aveva accompagnato Şirin e Bora a scuola consegna a Hatice una sciarpa dimenticata, e le racconta che quel giorno la ragazza non era andata a lezione: era andata a Tarlabaşı, il quartiere di Bahar.

E Berşan, decisa a togliere Bahar di mezzo, si presenta a casa sua con un börek per i bambini, la mette in guardia su Arif, e prima di uscire nasconde una bustina in una scatola.

«Non posso morire»

In ospedale la dottoressa Jale le dice che le analisi non vanno bene e che servono altri esami, compresa una biopsia del midollo osseo. Bahar chiede spiegazioni; i medici non si sbilanciano, ma Sinan le dice di prendersi cura di sé con un tono che non lascia dubbi. La diagnosi arriva poco dopo: un'anemia neoplastica.

Bahar salta gli appuntamenti, sviene nel bagno della stireria, crolla a terra davanti ai figli — e per non spaventarli finge di nuotare, così che Doruk e Nisan la imitino ridendo. Poi si chiude in bagno a piangere. A Jale chiede una cosa sola: non dirlo a nessuno.

Alla fine è lei ad andare in ospedale. Davanti a Sinan ammette che i sintomi sono peggiorati, e gli dice la frase che riassume tutta la serie: non può morire, non finché i suoi figli sono così piccoli, perché al mondo hanno soltanto lei.

La busta di Enver

Enver non si è bevuto niente della storia di Şirin. Cerca il diario nella stanza della figlia una prima volta e non lo trova. Ci riprova il mattino in cui Hatice esce per il lavoro e Şirin non è in casa: questa volta il quaderno c'è. Lo infila in una busta ed esce di corsa.

Hatice, che era tornata indietro per il telefono, lo vede allontanarsi in fretta e si chiede dove stia andando.

Nella stessa settimana Nisan vince il concorso di scrittura della scuola con un tema su sua madre. Nessuno, in casa Sarıkadı, immagina ancora quanto ci sia da leggere in quelle pagine.

La settimana precedente: la lettera di Sarp e i messaggi che distruggono Bahar. La settimana successiva: «Sarp è vivo»: Bahar guarda le date dei messaggi. Tutto sulla serie in La forza di una donna, e gli orari nel calendario.

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Serie: La forza di una donna

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