Alpay non è mai partito — Melek, anticipazioni 6 aprile

Un uomo anziano con la barba grigia abbraccia un ragazzo; in primo piano una donna con la camicia arancione a quadri sorregge una donna incinta caduta a terra; a destra una giovane donna dai capelli ramati piange con la mano sul viso

Melek corre in aeroporto ma l'aereo di Alpay è già in pista. Poi si scopre che il volo non l'ha mai preso, mentre a casa Kadriye inscena una caduta e accusa Melek di averle fatto perdere il bambino.

Alpay manda a Melek la foto dei biglietti aerei e le scrive che sta partendo per la Germania con il bambino. Quando Melek arriva in aeroporto, l'aereo è già in fase di decollo. Ma quel volo, in realtà, Alpay non lo ha mai preso.

La corsa all'aeroporto

Melek legge il messaggio di Alpay e crolla: l'ex marito ha con sé il piccolo Seyit Ali e sta andando all'imbarco. Nefise le spiega che Defne era uscita con il fratellino per una passeggiata, ma i conti non tornano. Mahmut fa notare che, con quegli orari, arrivare in tempo è quasi impossibile; è il nonno Seyit Ali a ordinargli di prendere l'auto. Passano i controlli, ma l'aereo è già in pista. Per la prima volta dal ritorno della figlia, il padre le prende la mano e l'accompagna fuori. In macchina, però, ripete il suo sospetto: è stata Defne a consegnare il bambino ad Alpay.

Il malore di Kadriye

Rimasta a casa, Kadriye ha dolori sempre più forti al ventre e non riesce a parlare con il medico. In cortile perde le forze e Kerem e Ünzile la sorreggono appena in tempo; Ömer la porta in ospedale. L'ecografia rassicura tutti, il bambino sta bene, ma il medico le raccomanda di evitare sforzi e tensioni. Kadriye nasconde di aver spostato da sola la culla e dà la colpa al clima che si respira in casa. Poi mette Mahmut davanti a una scelta netta: o continua a occuparsi dei problemi della sorella, o resta accanto a sua moglie. E aggiunge che, se al bambino dovesse succedere qualcosa, se la prenderà con Melek.

Il sospetto su Defne

In ospedale Kerem accusa la sorella di mentire, il nonno Seyit Ali le dice che dovrebbe vergognarsi, Mithat non crede a una parola. Defne ripete di aver solo portato il fratellino al parco, senza immaginare che il padre li avrebbe raggiunti di nascosto. Quando Melek le chiede come abbia fatto Alpay a sapere dove fossero, la ragazza ammette il dettaglio che aveva taciuto: al parco c'era anche Ömer, rimasto con loro tutta la giornata. La madre le proibisce di raccontarlo a chiunque.

Poco dopo Melek trova Ömer accanto a Defne e gli chiede di starle lontano: le tensioni fra le due famiglie non sono mai finite davvero. La sera Halil gli dà torto e gli toglie il telefono perché non risponda ai messaggi della ragazza; Mirza osserva che zio e nipote si somigliano, perché finiscono per affezionarsi alle persone più difficili da amare. Ferita da quel silenzio, Defne cancella tutto e blocca il numero.

La stanza chiusa da vent'anni

Nefise sistema Melek e i ragazzi nella sua vecchia camera, quella da cui era scappata vent'anni prima. Sulla soglia resta immobile; dentro trova anche i vestiti del figlio, stringe una sua maglietta e crolla in ginocchio, con Kerem e Defne accanto. Nella stessa notte Seyit Ali non dorme: ripensa al nipote che non sapeva nemmeno cosa fosse una trottola e si mette a costruirgliene una con i suoi attrezzi. All'alba la figlia gli chiede i soldi per tornare in Germania. Lui rifiuta e le dice che separarsi dai figli è una ferita terribile, e proprio per questo prima di muoversi bisogna pensarci bene. Nefise le promette che una strada per riportare a casa il bambino la troveranno insieme, e le rivela che il padre non c'entra nulla con il suo licenziamento.

Cumali ammette il licenziamento

Dietro quel licenziamento c'è Cumali, che lo confessa in casa dopo lo scontro con Hafız. Zümrüt non lo difende: un conto è il rancore, un altro è lasciare senza lavoro una donna che deve mantenere i figli. Quando la notizia arriva alla bottega per bocca di Mithat, Seyit Ali affronta Cumali e gli intima di non immischiarsi più nelle questioni che riguardano sua figlia. Anche Halil gli dice in faccia che non può nascondersi dietro l'onore per entrare nella vita degli altri.

L'albergo dove Alpay si nasconde

In Germania Alpay non è mai arrivato: è in un albergo economico con il bambino. Poco prima del volo Funda lo aveva avvertito che la polizia lo cerca per truffa: aveva incassato ventimila euro promettendo di far entrare Kerem in un club di calcio, senza mantenere nulla. Il piccolo piange e chiede della madre; lui lo zittisce, preoccupato soltanto dal telefono di Funda che resta muto, finché la donna non bussa alla porta. Intanto un conoscente di Halil che lavora in aeroporto conferma la notizia decisiva: Alpay non si è mai imbarcato, è ancora in città. Kerem, che non lo sa, ha già comprato con i soldi di Defne un biglietto per la Germania.

La caduta inscenata

Kadriye origlia in salotto e sente che l'avvocato di Melek ha avviato la richiesta di affidamento. Esce, scende le scale, inciampa e urta contro il muro portandosi una mano al ventre: Ünzile vede tutto. Poco dopo Mithat trascina Defne in cortile chiamando Melek a gran voce e, mentre lei corre verso la figlia, Kadriye le si lancia contro fingendo di essere stata spinta. Cade a terra e comincia a gridare di aver perso il bambino, accusando Melek davanti a tutti. Ünzile capisce che è una messinscena costruita apposta.

La puntata precedente: Alpay porta via il piccolo Seyit Ali. La prossima: Kadriye perde il bambino. Tutto sulla serie in Melek - Il coraggio di una madre, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Melek - Il coraggio di una madre

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