Alpay porta via il piccolo Seyit Ali — Melek, anticipazioni 30 marzo

Alpay con lo sguardo duro accanto al figlio piccolo Seyit Ali, riccio e spaventato, seduto nell'abitacolo di un'auto in corsa; a destra Melek in lacrime con la mano sul petto

Melek viene licenziata dall'ospedale e ricomincia a lavorare il rame nella bottega di Hafız, dove ritrova Halil. Ma alla fine della giornata Alpay porta via con sé il figlio più piccolo.

Il piccolo Seyit Ali si perde in città dietro a un cucciolo e a riportarlo a casa è il nonno, mano nella mano. Poche ore dopo lo stesso bambino sale su un taxi diretto all'aeroporto, in braccio ad Alpay. In mezzo, in «Melek - Il coraggio di una madre», Melek perde il posto in ospedale e ne trova un altro dove non se lo aspettava.

La mano del nonno

Seyit Ali, il più piccolo dei figli di Melek, si smarrisce seguendo un cucciolo. A ritrovarlo è il nonno, che lo riaccompagna a casa: per la prima volta i due camminano tenendosi per mano. Melek si inginocchia davanti al figlio e lo stringe. Il padre, invece, rimprovera con durezza tutta la casa, poi fa capire alla figlia di sapere che ha iniziato a lavorare in ospedale e aggiunge che ognuno, prima o poi, paga le conseguenze delle proprie scelte. Rimasto solo, però, ripensa a quella manina nella sua. La sera il nipote gli racconta una storia in cui il nonno è il suo salvatore, e si addormenta fra le sue braccia mentre lui legge.

Lo scontro nel cortile

Melek sente il padre confidare a Nefise di non riuscire ad accettare che sua figlia faccia l'inserviente. Si avvicina e gli dice che in quel lavoro non vede nulla di degradante; lui ribatte che agli occhi della gente quell'impiego umilia la famiglia. Melek lascia il cortile dicendogli che, per lui, avrà sempre torto. Seyit Ali pensa soltanto ai giudizi del paese.

I soldi di Mahmut

Mahmut confessa alla sorella che Kadriye è tornata da sua madre proprio ora che aspetta un bambino, ferita da tutti e convinta di essere stata derubata. Quando il telefono squilla ed è Alpay — Melek rifiuta la chiamata — dalla reazione del fratello capisce tutto: nessuno ha rubato quei risparmi, è stato lui a consegnarli all'ex cognato. Il giorno dopo bastano le foto dei mobili della cameretta perché Kadriye accetti di rientrare. Ma appena arriva pretende la stanza di Melek, e Nefise stavolta non cede: allora Kadriye giura al marito che resterà lì apposta, per rendere impossibile la vita alla cognata.

Il vassoio di baklava

In ospedale una collega informa Melek che l'amministrazione ha deciso di licenziarla. Lei sospetta subito il padre e va ad affrontarlo in bottega; Seyit Ali resta zitto e non riesce a dirle che non c'entra nulla. Il responsabile è un altro: Cumali riceve la telefonata che gli conferma l'esito, raccomanda discrezione e ricambia il favore con un vassoio di baklava mandato in ospedale. Quando la storia del vassoio gli arriva all'orecchio, Seyit Ali comincia a sospettare. Hafız affronta Cumali, che non nega niente: dice di averlo fatto per evitare che Melek disonorasse il padre. Ad ascoltare, poco distante, c'è Mithat.

Il paravento dello studio medico

Prima di andarsene, Melek si lascia convincere da Ömer e dalla dottoressa Başak a rifare subito gli esami. A Başak, che le chiede se stia nascondendo un problema di salute, risponde che è soltanto tensione accumulata. Poi entra nello studio del medico e chiede che i risultati restino riservati, perché li ritirerà lei di persona. Quando esce, Ömer compare da dietro un paravento: ha sentito tutto.

Il martello di vent'anni fa

Su consiglio di Hafız, Seyit Ali accetta che la figlia lavori nella bottega del rame, dove da ragazza era molto brava. Melek arriva su invito dello stesso Hafız e sulle scale si imbatte in Halil, che fatica a nascondere l'imbarazzo e le dice soltanto di essere contento di rivederla. Poi Hafız la abbraccia e lei si commuove: è la prima volta, da quando è tornata, che sente di essere davvero a casa. Prende il martello e lavora fino a restare sola nel laboratorio. Alla fine Hafız le restituisce l'attrezzo con cui incideva il rame vent'anni prima, conservato per lei fino a quel giorno, e le dà appuntamento al mattino dopo. A Halil chiede di non dire niente a Cumali.

L'altalena e i due biglietti

Alpay ha già comprato due biglietti aerei, uno per sé e uno per il figlio più piccolo. Al campo di quartiere Kerem lo ha respinto senza esitare, nonostante le promesse di una squadra importante in Germania; a Funda, che si lamenta dell'auto portata via dai creditori, dice di avere già un piano. Nel frattempo Defne esce con il fratellino e con Ömer, che costruisce un'altalena per il bambino e li porta al parco. È il piccolo Seyit Ali a rispondere al telefono della sorella e a spiegare al padre, con precisione, dove si trovano. Poco dopo, mentre gioca con la palla, vede Alpay, gli corre incontro e si fa prendere in braccio.

A casa Kadriye aggredisce Melek, la trascina in camera e la accusa di averle rovinato la gravidanza; poi un dolore al ventre la piega sul letto. Melek ha lasciato il telefono vicino alla fontana e non sente le chiamate di Defne, che al parco cerca il fratellino. Quando lo riprende, trova la foto dei due biglietti mandata da Alpay: sta portando il bambino in Germania e conta di costringere così anche lei, Kerem e Defne a seguirlo. In lacrime, Melek corre ad avvertire il padre e Mahmut.

La puntata precedente: Il nonno ritrova il piccolo Seyit. La prossima: Alpay non è mai partito. Tutto sulla serie in Melek - Il coraggio di una madre, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Melek - Il coraggio di una madre

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