Il nonno ritrova il piccolo Seyit — Melek, anticipazioni 23 marzo

Seyit Ali anziano, capelli e barba bianchi, camicia chiara e grembiule da bottega, con lo sguardo severo; accanto il volto di Melek con gli occhi sbarrati e la bocca aperta; in basso, dentro un tondo, il piccolo Seyit Ali dai capelli ricci a testa bassa, su uno sfondo di scintille arancioni

Alpay irrompe in casa con i documenti dell'affidamento, Seyit Ali dice alla figlia di lasciare quella casa e il nipotino si perde inseguendo un cucciolo: a ritrovarlo è proprio il nonno.

Alpay si presenta in cortile con i documenti dell'affidamento e ne esce cacciato a spintoni. Poche ore dopo è Melek a sentirsi dire dal padre di lasciare quella casa. La serata di «Melek - Il coraggio di una madre» si chiude su un marciapiede, con un bambino smarrito e una mano tesa.

I documenti strappati nel cortile

Alpay entra in casa e accusa Melek davanti a tutti di essere fuggita con il suo denaro e di aver divorziato di nascosto. Kerem lo affronta: finge di essere un padre irreprensibile, dice, mentre la madre non ha mai parlato male di lui. Quando Alpay tira fuori le carte che gli danno la custodia dei figli, il ragazzo gliele strappa di mano e le riduce in pezzi. È Seyit Ali, il padre di Melek, a spingerlo fuori dal portone. In strada intervengono Mahmut e Mithat, e Alpay indietreggia promettendo che non se ne andrà davvero.

«Puoi stare dove vuoi, ma non in questa casa»

Finito il trambusto, Seyit Ali dice alla figlia che il suo ritorno ha portato soltanto guai. Melek prova a spiegare che l'ex marito ha mentito su tutto, ma lui le chiede dove stia davvero l'inganno: nell'aver portato via i bambini dalla Germania o nell'aver nascosto a tutti il divorzio. Poi la caccia. Nefise la ferma sulla soglia e affronta il fratello: Melek resta comunque sua figlia, e se andrà via lei se ne andrà anche la zia. Seyit Ali esce senza rispondere e passa la notte a camminare per la città; Mithat va a dormire in bottega.

La mattina dopo Melek va sulla tomba della madre. Arriva Mithat e le dice che la sua presenza lì è un'offesa; lei gli ricorda quando, da bambino, si addormentava stretto a lei. Lui le risponde che è morta il giorno in cui è scappata, e che quel giorno ha perso la madre una seconda volta.

I soldi che Mahmut aveva preso

In camera Kadriye rinfaccia al marito le umiliazioni continue e l'accusa dei soldi spariti. Mahmut le confessa che quel denaro l'ha preso lui, per aiutare Melek a ripartire. La mattina dopo lei parte con la valigia, con la scusa di una zia malata a Urfa, e si fa accompagnare da Mithat, al quale racconta tutto. Mahmut mente al padre e chiama invano la moglie. In bottega, nel mezzo dell'ennesimo litigio, Seyit Ali accusa un malore.

Il ricorso contro Alpay

Convocata in piazza, Melek si sente chiedere da Alpay il rimborso dei due voli persi, pur avendo lui già in tasca i soldi di Mahmut. Poi va nello studio dell'avvocato İhsan: vuole riottenere la custodia dei bambini e sospetta che l'ex marito abbia usato una sua firma, messa su carte che credeva riguardassero l'asilo del piccolo Seyit Ali. İhsan la assiste gratuitamente e prepara un ricorso al tribunale di Berlino. Serve un esperto di diritto di famiglia internazionale: a cercarlo si offre Halil, a patto che lei non lo sappia mai.

Il camice da inserviente

Başak avvisa Melek che in ospedale si è liberato un posto da inserviente, e lei viene assunta. Cumali lo scopre e commenta in bottega, perché Seyit Ali lo senta, che per una famiglia rispettabile una figlia inserviente non è decorosa. Melek risponde che nel lavorare onestamente non c'è nulla di umiliante. Ömer, intanto, viene informato che le sue analisi sono preoccupanti e che potrebbe esserci una patologia seria: si fa mandare i referti e insiste perché torni in ospedale.

Le scarpe da calcio

Defne non vuole restare e continua a vedere il padre di nascosto. Alpay la porta a fare compere e le chiede di convincere Kerem, giurando di avergli trovato una vera squadra. La ragazza torna a casa con un telefono nuovo e un paio di scarpe da calcio per il fratello. Kerem ammette che sono buone, ma ripete che con il padre non andrà da nessuna parte. A Melek che chiede da dove arrivino quei regali, Defne risponde che il divorzio è tra i genitori, non tra lei e suo padre.

La mela e la mano del nonno

La sera Nefise gioca in cortile con il piccolo Seyit Ali e gli costruisce un trenino con le scatole di fiammiferi. Il nonno sbuccia una mela per il nipote: il bambino la prende con prudenza, senza staccarsi dalla zia. L'uomo fatica a trattenere un sorriso e Melek, da lontano, osserva soddisfatta. Ma all'ora di dormire il piccolo continua a evitare il nonno.

Il giorno dopo il bambino segue un cucciolo fuori dal portone e si perde. Nello stesso momento Defne porta fuori di nascosto Kerem per farlo incontrare con il padre: nessuna telefonata all'allenatore era prevista, e Alpay cerca di spingere entrambi dentro un taxi. Melek, appena rientrata dal lavoro, corre in strada e gli urla di dirle dov'è il figlio più piccolo; arriva Mahmut e gli intima di stare lontano dalla famiglia. Il piccolo Seyit Ali, intanto, è seduto da solo su un marciapiede. Vede passare il nonno e lo chiama. L'uomo si ferma e lo invita a seguirlo verso casa; dopo pochi passi il bambino gli prende la mano. Seyit Ali esita un istante, poi la stringe e prosegue con lui.

La puntata precedente: Il divorzio esce allo scoperto. La prossima: Alpay porta via il piccolo Seyit Ali. Tutto sulla serie in Melek - Il coraggio di una madre, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Melek - Il coraggio di una madre

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