Ozan tratta con Selim in carcere e Sevde cade in mare — Racconto di una notte, anticipazioni 20 settembre

Un fratello comparso dal nulla e una stanza piena di fotografie segnate. Nella puntata di Racconto di una notte in onda domenica 20 settembre alle 21:20 su Canale 5 Canfeza conosce Ozan e comincia a fidarsi di lui…
Un fratello comparso dal nulla e una stanza piena di fotografie segnate. Nella puntata di Racconto di una notte in onda domenica 20 settembre alle 21:20 su Canale 5 Canfeza conosce Ozan e comincia a fidarsi di lui, mentre lui tratta con Selim in carcere; Afet finisce in cella per il rapimento di Gülizar e Sevde cade in mare durante uno scontro al molo.
Süreyya viene ritrovata viva
Dopo l'aggressione nel bosco, Mahir continua a cercare la madre senza sosta. Viene informato che è stato trovato il corpo di una donna senza vita, ma quando arriva sul posto scopre che non è Süreyya e riprende le ricerche. Poco dopo la polizia trova una pista: le telecamere della stazione dei pullman la mostrano mentre sale su un'auto con un uomo e una donna. È Salih a comunicargli che sua madre è stata ritrovata viva ed è ricoverata in ospedale.
Mahir la raggiunge e resta accanto a lei in lacrime. Süreyya gli racconta di essere stata ingannata dalla coppia che si era offerta di accompagnarla, colpita alla testa e derubata dei gioielli ricevuti da Mehmet; lui le promette di trovare i responsabili e recuperare tutto. Poi lei gli confessa una cosa più grande: davanti alla morte ha capito di voler vivere, e non vuole più mantenere la promessa fatta a Mehmet di raggiungerlo in cambio della vita del figlio. Mahir la rassicura e scherza dicendo che parlerà lui con il padre per convincerlo a lasciargli ancora la madre.
Ozan si presenta a casa Kilimci
A casa Kilimci, Ozan entra insieme a Canfeza e si presenta a Esra come il figlio di Kürşat. Quando rivela che sua madre è Handan, l'anziana impallidisce e si sente male. Esra continua a interrogarlo sul motivo della sua comparsa, e lui spiega che Handan è gravemente malata ed è stata proprio lei a chiedergli di cercare la propria famiglia, perché vuole morire sapendo che suo figlio non resterà solo. Prima di andarsene lascia il proprio biglietto da visita; uscendo incontra Sare, e i due si osservano per qualche istante. Rimasto solo, Ozan ripensa a un episodio dell'infanzia in cui veniva deriso perché non aveva un padre, e mostra tutto il rancore per non essersi mai sentito protetto da Kürşat.
Afet viene arrestata il giorno delle nozze
A Villa Yılmaz, Ferman cerca di convincere Afet a liberare Gülizar, ricordandole che trattenerla contro la sua volontà è un reato; lei insiste di volerla soltanto salvare da Kürşat. Poco dopo Kürşat arriva davanti alla casa e Gülizar gli parla dalla finestra, spiegandogli di essere trattenuta al piano superiore. Afet gli ordina di andarsene, lui rifiuta di muoversi senza di lei, e Ferman teme che la situazione degeneri.
Arriva anche la polizia. Kürşat denuncia il sequestro, gli Yılmaz negano, e quando gli agenti interrogano direttamente Gülizar lei conferma che Afet l'ha attirata con l'inganno, portata alla villa con la forza e impedito di uscire. Kürşat e Gülizar sporgono denuncia e Afet viene portata in centrale, mentre Ferman protesta inutilmente. Canfeza telefona a Mahir e gli racconta che sua nonna è stata arrestata per aver rapito Gülizar proprio il giorno delle nozze; lui fatica a crederci e resta ancora più sconvolto sapendo che la denuncia è stata davvero sporta. Süreyya, invece, riesce persino a scherzarci sopra: è stata fortunata a non morire, altrimenti si sarebbe persa l'ennesimo dramma.
Alla centrale continuano gli scontri. Ferman accusa Kürşat di essersi presentato alla villa come se volesse assaltarla, lui ribatte che sono stati gli Yılmaz a rapire Gülizar e a sabotare il matrimonio, e Asaf accusa Gülizar di ingratitudine per aver denunciato la donna che l'ha cresciuta: Kürşat la difende e i due arrivano quasi alle mani. Mahir arriva e, pur non giustificando affatto la nonna, cerca di convincerli a ritirare la denuncia per non lasciarla in cella.
Intanto Afet fa amicizia con le altre detenute e scopre che una di loro è finita lì per aver aggredito l'ex suocera. Quando Mahir la raggiunge, gli chiede subito di liberarla, ma lui le elenca tutte le sue precedenti iniziative: la caduta di Canfeza dal tetto, il rapimento di Gülizar, l'inganno con cui aveva fatto arrivare Süreyya a Istanbul, la lettera che l'aveva messa in pericolo, la fuga di Esra e tutte le bugie raccontate ad Asaf. Le altre detenute restano impressionate. Poi le dà un ultimatum: se combinerà ancora qualcosa, o farà del male anche soltanto a una formica, non la proteggerà più. Afet promette di fermarsi e, dopo il ritiro della denuncia, viene liberata.
La guerra fredda tra Mahir e Canfeza
Kürşat porta via Gülizar e le promette che il matrimonio si farà comunque. Poco dopo Canfeza gli rivela che Ozan è tornato: lui ammette di sapere dell'esistenza del figlio e racconta di averlo cercato in passato senza riuscire a trovarlo, perché Handan continuava a portarlo lontano. Canfeza è furiosa per aver scoperto soltanto adesso di avere un fratello, e Gülizar è ferita perché lui non le aveva mai raccontato nulla. Mahir invita tutti a rimandare le questioni familiari e porta via la moglie.
La sera, a casa, Canfeza torna sull'argomento: è stanca di vedere ogni problema attribuito automaticamente a Kürşat e gli fa notare che questa volta è stata Afet a rapire una persona. Secondo lei, quando sbaglia qualcuno degli Yılmaz tutto viene minimizzato, mentre ogni colpa di suo padre resta imperdonabile. Mahir ribatte che Gülizar fa parte della sua famiglia e la accusa di essere diventata troppo indulgente con Kürşat; la discussione peggiora quando le ricorda che suo padre, in passato, era arrivato a prometterla a Selim per interessi economici. Ferita, Canfeza gli rovescia addosso dell'acqua, e lui ricambia con una brocca.
Alla villa, intanto, Asaf affronta Afet dopo il rilascio e le dà un nuovo ultimatum: la sua pazienza è terminata e alla prossima follia non la perdonerà. Süreyya ne imita ironicamente i gesti finché lui non le chiede di smetterla; poi Asaf rimprovera anche Ferman per aver assecondato la madre e gli domanda se abbia almeno verificato che Sevde sia arrivata a Londra. Ferman assicura di sì.
Sevde non è mai partita per Londra
In realtà Sevde è ancora a Istanbul, insieme a Fatma. Le due si erano incontrate davanti alla villa, dove Fatma le aveva rivelato di essere la vera madre di Ferman; Sevde l'aveva portata via in taxi, si era presentata come la moglie e le aveva fatto capire di avere con lei un conto in sospeso da molti anni. Nel loro confronto emerge tutto il senso di abbandono accumulato negli anni, e Sevde promette a Fatma di aiutarla a entrare nella villa, organizzando il suo ritorno in modo da far esplodere dall'interno l'intera famiglia Yılmaz. Quando più tardi Ferman prova a telefonarle e trova il cellulare spento, si convince che la moglie stia deliberatamente cercando di farlo soffrire.
Chi è Handan
A casa Kilimci, Gülizar continua a essere rimproverata per aver denunciato Afet: le ricordano che quella donna l'ha cresciuta e nutrita, ma lei ribatte che, una volta chiusa nella stanza, aveva davvero creduto che non l'avrebbero più lasciata uscire ed era andata nel panico. Esra non vuole però lasciar riposare il figlio: gli ricorda che è appena comparso un figlio, e soprattutto che si tratta del figlio di Handan. Gülizar domanda chi sia quella donna, mentre Esra invita la futura sposa a chiedersi quanti altri segreti Kürşat le abbia ancora nascosto; lui promette di spiegare tutto, ma chiede un po' di tempo.
Poi glielo racconta: Handan lavorava nei locali notturni e in un paese piccolo come il loro non avrebbe mai potuto sposarla, per questo aveva poi sposato Meryem. Solo in seguito aveva scoperto di avere avuto un figlio da lei, ed era andato a cercarlo nell'orfanotrofio dove Handan lo aveva lasciato — ma il bambino non c'era più e lui ne aveva perso le tracce. Esra ascolta di nascosto e resta sorpresa soprattutto dalla reazione di Gülizar: lei non ha alcuna intenzione di lasciare Kürşat, gli ricorda di aver perso un figlio e pensa che forse l'arrivo di Ozan possa servire proprio a curare le loro ferite e a rafforzare il loro rapporto. Sollevato, lui le ribadisce quanto la ami e la definisce il suo angelo.
Süreyya cerca un modo per sciogliere il voto
Alla villa Süreyya continua a sentirsi in colpa per non aver mantenuto la promessa fatta a Mehmet e si sfoga con la domestica, che cerca di farle capire come una promessa pronunciata in un momento di disperazione non possa avere lo stesso valore di una scelta lucida. Süreyya vuole comunque trovare un modo corretto per sciogliere il giuramento e decide di chiedere consiglio.
Le due si rivolgono a un religioso. Dopo aver chiarito che il marito è morto ma viene considerato un martire, Süreyya racconta di avergli promesso la propria vita in cambio di quella di Mahir, e ammette di non voler più morire. Lui le spiega che può espiare il voto nutrendo dieci orfani; lei è sollevata e gli chiede persino se sia meglio aiutare dieci bambini una volta oppure lo stesso bambino dieci volte. Il religioso le ricorda che ciò che conta soprattutto è l'intenzione, e promette di aiutarla a trovare persone realmente bisognose.
Nel frattempo Afet riceve una telefonata da Sevde. Convinta che la nuora sia già a Londra, resta sorpresa quando le ordina di raggiungerla al molo; protesta, ma Sevde la minaccia: se non verrà, si presenterà alla villa e racconterà a tutti chi è veramente la madre di Ferman. Afet capisce così che Sevde ha scoperto tutto.
Al maneggio, Canfeza si fida di Ozan
Ancora arrabbiata con Mahir, Canfeza decide di chiamare Ozan: vuole conoscerlo meglio e ascoltare la sua storia. Lui la invita nel maneggio dove si trova e lei accetta con entusiasmo, soprattutto sapendo che ci sono dei cavalli. Dopo la telefonata, però, il ragazzo compie un gesto insolito e buca il pallone di due bambini che stanno giocando lì vicino.
Alla centrale, intanto, Mahir interroga personalmente uno degli aggressori di Süreyya. Gli legge i numerosi precedenti e gli ricorda l'aggressione e il tentativo di vendere i gioielli rubati; l'uomo cerca di scaricare ogni responsabilità sulla compagna. Quando Mahir gli rivela che la vittima è la vedova di un martire, quello continua a negare e arriva a insultarla — a quel punto Mahir perde il controllo e lo aggredisce, rivelandogli che quella donna è sua madre, e pretende di sapere dove siano finiti i gioielli.
Al maneggio Canfeza perde il telefono scendendo dal taxi senza accorgersene. Quando Mahir rientra a casa e non trova la moglie, prova a chiamarla e gli risponde il tassista, che ha trovato il cellulare nella propria vettura e gli spiega di averla accompagnata a un maneggio. Lui si allarma immediatamente e si fa mandare la posizione.
Ozan intanto racconta a Canfeza la propria infanzia: gli anni in cui Handan lavorava nei locali notturni erano stati molto difficili, e avevano conosciuto povertà, fame e umiliazioni; poi, quando lui aveva circa dieci anni, la madre aveva sposato un uomo buono che lo aveva trattato come un figlio. Canfeza scopre che possiede quote nel maneggio e diversi cavalli, che lavora nel settore tessile, che disegna, tinge tessuti e sa persino tessere tappeti. Tra i due nasce rapidamente una certa complicità. Lei gli domanda se sia arrabbiato con Kürşat e lui ammette di provare del risentimento, ma non odio, altrimenti non sarebbe mai andato a cercarlo.
Quando Kürşat telefona al figlio, Canfeza preferisce non fargli sapere di essere lì, e Ozan rispetta la sua scelta; il padre propone una cena per il giorno seguente e Ozan accetta, invitandolo a portare tutta la famiglia, Gülizar compresa. Poi domanda a Canfeza se Mahir accetterà di partecipare: lei non ne è certa e gli spiega che Mehmet, il padre di Mahir, fu assassinato proprio per ordine di Kürşat. Ozan resta sconvolto dal fatto che Mahir abbia comunque sposato la figlia dell'uomo responsabile della morte di suo padre, e conclude che deve amarla moltissimo; lei conferma di amarlo altrettanto.
Proprio allora arriva Mahir, furioso. Canfeza gli presenta Ozan come suo fratello, ma lui non si tranquillizza: non comprende come un uomo comparso il giorno prima possa essere già considerato completamente affidabile. Ozan cerca di difenderla e rifiuta lezioni da qualcuno che ancora non conosce; Mahir chiarisce che non si può comparire dopo trent'anni, portare sua moglie in un luogo isolato e aspettarsi fiducia immediata. Durante il ritorno a casa i due continuano a litigare: lui le spiega di essere quasi impazzito trovando la casa vuota e il telefono della moglie nelle mani di uno sconosciuto, e le ricorda che Selim potrebbe continuare a organizzare qualcosa anche dal carcere, attraverso i suoi uomini.
Sevde cade in mare
Al molo Sevde affronta Afet dopo aver scoperto la verità sulle origini di Ferman e la accusa di averla fatta sposare con un uomo senza rivelarle una parte fondamentale della sua storia. Afet cerca di difendersi ricordando che Ferman è sempre stato considerato a tutti gli effetti un figlio, ma Sevde le rivela di aver scoperto anche Efsane e la relazione con il marito; quando capisce che la suocera ne era già al corrente esplode ancora di più, accusando entrambi di averla umiliata per mesi.
Afet cerca di calmarla ricordandole il bambino, e a quel punto Sevde crolla e le rivela di aver perso il figlio. Non permetterà alla famiglia di liberarsi di lei come di qualcosa di inutile, e non intende rinunciare né al nome Yılmaz né all'eredità. La disperazione si trasforma in una crisi, Afet tenta di trattenerla, ma durante il confronto allenta improvvisamente la presa e per la foga Sevde cade in acqua gridando di non saper nuotare. Afet va nel panico e chiede aiuto, ripetendo di non aver fatto nulla. Tornata a casa, continua a pregare perché Sevde non muoia, ricordando la promessa appena fatta a Mahir.
Sare incontra la madre biologica
Salih telefona a Sare e la sorprende annunciandole di aver trovato sua madre: il giorno seguente potranno finalmente incontrarla. Lei è incredula e molto agitata, e lui la rassicura promettendole di restare sempre al suo fianco. Il giorno dopo Sare aspetta in un locale, tesissima: chiede a Salih di non lasciarla sola e teme persino di svenire. Quando la donna arriva, le due si osservano in silenzio, si stringono la mano e infine si abbracciano.
La madre le chiede perdono e le racconta che all'epoca viveva in condizioni disperate e non poteva garantirle né un tetto né un pasto, motivo per cui l'aveva affidata a un istituto. Quando Sare le domanda perché non sia tornata a cercarla, le spiega che al momento in cui aveva rimesso in ordine la propria vita era già stata affidata a un'altra famiglia, il suo nome era stato cambiato e le istituzioni non potevano rivelarle l'identità degli adottanti: soltanto grazie a Salih era riuscita a ritrovarla. Sare confessa di essere cresciuta con persone che si sono prese cura di lei, ma di non essersi mai sentita davvero figlia di qualcuno; adesso vuole conoscere suo padre e sapere se abbia altri fratelli, e la madre le propone di andare il giorno successivo a conoscere tutti. In macchina, però, Sare resta molto provata e spaventata, e chiede a Salih di non raccontare ancora nulla a nessuno.
La bara di Selim e le fotografie segnate
La vicenda prende una piega inquietante quando Ozan viene mostrato in carcere mentre parla proprio con Selim. Parlando di Canfeza, ammette che se fossero cresciuti insieme probabilmente le avrebbe voluto molto bene, e dice di capire perfettamente perché Selim sia tanto ossessionato da lei. Selim, stanco di parlare, gli chiede soltanto di farlo uscire: Ozan gli rivela che prima deve conquistare la fiducia di Kürşat e poi fare in modo che beni e merci vengano intestati a Canfeza e trasportati a suo nome. Quando Selim gli domanda come intenda tirarlo fuori dal carcere, lo spiazza rispondendo «in una bara», lascia intendere di non avere più bisogno di lui e lo definisce uno stupido per aver sparato a un commissario di polizia. Selim lo aggredisce, le guardie intervengono e lo portano via, mentre Ozan resta a guardarlo sorridendo.
A Villa Kilimci, Esra trova Kürşat pensieroso e gli domanda cosa lo preoccupi: lui ammette di essere in ansia per la cena. Quando la madre gli chiede perché le abbia nascosto l'esistenza del figlio, ribadisce che Handan gli aveva impedito di raggiungerlo; lei gli ricorda di avergli sempre consigliato di starle lontano, e gli rivela che Handan è gravemente malata.
A casa Canfeza informa Mahir della cena organizzata da Ozan, ma lui continua a mostrarsi freddo e diffidente verso il cognato; lei lo accusa di pensare soltanto alla propria famiglia. Più tardi si scotta una mano con la brocca del tè e Mahir corre immediatamente a medicarla, cercando di riavvicinarsi: lei è ancora arrabbiata, ma ormai stanca delle continue discussioni. Il giorno seguente Afet sente al telegiornale che vicino al porto è stato trovato il corpo di una donna e comincia a pregare che nessuno la accusi di un omicidio che sostiene di non aver commesso, mentre Süreyya e la domestica raggiungono alcuni bambini che vivono in condizioni molto povere, portano loro cibo e caramelle e decidono di accompagnarli a Villa Yılmaz: Asaf, vedendoli mangiare con appetito, si offre di occuparsi personalmente di loro.
Mahir intanto porta Canfeza proprio in un maneggio e le spiega che il giorno prima aveva reagito in quel modo soltanto perché era molto preoccupato per lei; la lascia godersi i cavalli, anche se non se la sente di galoppare insieme a lei, e la osserva divertito mentre parte al galoppo. Alla villa, invece, Afet viene informata dell'arrivo di un ospite e, scendendo, si ritrova faccia a faccia con Fatma, che le ricorda immediatamente chi è. Poi i Kilimci si preparano per la cena, e anche Mahir e Canfeza: lui, pur non essendo del tutto convinto, ha deciso di dare una possibilità al fratello della moglie. Una volta a casa di Ozan i suoi sospetti risultano fondati: il ragazzo nasconde qualcosa, e una stanza piena di fotografie di donne con il volto segnato da una X ne è la prova.
La puntata precedente: Süreyya aggredita e derubata. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.
Il video della puntata
Serie: Racconto di una notte