Süreyya aggredita e derubata — Racconto di una notte, anticipazioni 13 settembre

Composizione notturna in un bosco: a sinistra una donna anziana con il cappotto cammello corre voltandosi indietro, dietro di lei la sagoma scura di un uomo in cappotto; al centro, in un tondo, il volto di un uomo con la giacca nera; a destra il primo piano di un uomo con i capelli ricci e una lacri

Si veste con cura, indossa i gioielli del matrimonio, prepara una valigia e lascia la villa senza dire niente a nessuno: Süreyya ha promesso a Mehmet la propria vita in cambio di quella del figlio, e adesso va a pagare…

Si veste con cura, indossa i gioielli del matrimonio, prepara una valigia e lascia la villa senza dire niente a nessuno: Süreyya ha promesso a Mehmet la propria vita in cambio di quella del figlio, e adesso va a pagare il debito. La puntata di domenica 13 settembre in prima serata su Canale 5 comincia con Mahir che riapre gli occhi e finisce con un ragazzo che si presenta alla porta dei Kilimci dicendo di essere il figlio di Kürşat.

La prima parola è «Şehrazat»

Mahir è uscito dalla terapia intensiva ed è stato trasferito in una stanza. Canfeza resta accanto a lui e domanda perché non si sia ancora svegliato: il medico spiega che è stato sedato, che riprenderà presto conoscenza e che dovrà restare ricoverato almeno una settimana. Nota anche che continua a stringere qualcosa nella mano, e Canfeza gli racconta quanto quell'oggetto sia importante per lei; secondo il medico sembra quasi avergli portato fortuna, viste le poche possibilità che aveva di cavarsela.

Poco dopo Mahir apre gli occhi e la prima parola che pronuncia è «Şehrazat». Canfeza gli risponde immediatamente, mentre Süreyya corre accanto al figlio e ringrazia il cielo per averglielo restituito. Appena recupera un po' di lucidità lui vuole sapere chi gli abbia sparato: gli altri tentano di calmarlo, ma alla fine gli rivelano che dietro l'attentato c'è Selim, ancora ricercato dalla polizia.

Un vecchio nasconde Selim in casa propria

Selim infatti è vivo, ma in pessime condizioni: ha la febbre alta, problemi ai polmoni e continua a tremare dopo la caduta in acqua. Un anziano lo nasconde nella propria casa e vorrebbe chiamare un'ambulanza, ma lui rifiuta perché teme di essere scoperto. È convinto di potersi riprendere in pochi giorni e promette denaro e persino una casa all'uomo, purché lo tenga nascosto finché non sarà abbastanza forte da muoversi.

A casa Kilimci, intanto, Maviş ricorda a Kürşat che il giorno prima un giovane era passato a cercarlo, e dopo qualche esitazione le torna in mente il nome: Ozan, arrivato da Denizli. Kürşat cambia immediatamente espressione. Esra gli chiede spiegazioni, ma lui minimizza sostenendo che si tratti soltanto di una vecchia conoscenza e cambia discorso, anche se è evidente che quella visita lo abbia turbato.

Ferman chiede il divorzio

Ferman vorrebbe raggiungere il nipote in ospedale, ma Sevde gli ricorda che fra loro è rimasto un discorso in sospeso: vuole sapere chi sia Yadigar Kaldı ed è ormai convinta che il marito abbia un'altra donna. A quel punto lui smette di fuggire e le comunica di volere il divorzio. Le spiega che quando si erano sposati era giovanissimo e aveva semplicemente cercato di amare la donna che la famiglia gli aveva indicato: le vuole bene, ma ha capito di non essere mai stato innamorato di lei. Sevde esplode di rabbia e di dolore; Ferman, in lacrime, promette che continuerà ad assumersi ogni responsabilità verso il bambino che aspettano e che sarà sempre presente come padre, ma come marito considera il loro rapporto arrivato alla fine.

La sera raggiunge Efsane e osserva quanto la bambina sia cresciuta. Lei però vuole sapere perché sia tornato e gli ricorda che ha una moglie incinta e che nella sua vita non sembra esserci spazio per loro; Ferman le rivela allora di aver chiesto il divorzio. Efsane in un primo momento non gli crede, ma lui assicura di aver detto chiaramente a Sevde di non voler più vivere in un matrimonio infelice. Alla domanda su che cosa accadrà al bambino che sua moglie aspetta, risponde che resterà sempre suo figlio e che se ne assumerà ogni responsabilità, ma che questo non significa dover continuare un matrimonio finito. Sevde, dal canto suo, non crede che dopo vent'anni il marito abbia preso una decisione simile senza un'altra donna di mezzo.

Asaf mette Canfeza davanti a un conto

A casa Kilimci Gülizar prepara da mangiare per Kürşat e gli domanda se voglia andare subito in ospedale: lui preferisce aspettare, sapendo che la presenza di entrambi creerebbe tensione con gli Yılmaz. Proprio per questo Gülizar propone di rimandare le nozze — celebrare il matrimonio tre giorni dopo che Mahir è uscito da una situazione gravissima sarebbe inopportuno — e Kürşat accetta senza problemi; intanto lei prepara börek e dolma da portare in ospedale.

Nella stanza Kürşat racconta con orgoglio a Mahir come Canfeza abbia reagito durante l'agguato, impugnando una pistola e riuscendo persino a colpire una ruota dell'auto di Selim. Lei spiega che le era sembrato l'unico modo per fermarlo, e Mahir scherza dicendo che dopo tutte le operazioni in cui è stata coinvolta ormai ha davvero imparato; lei ribatte che essere la moglie di un commissario capo qualche competenza dovrà pur comportarla. Asaf arriva poco dopo, ma preferisce non entrare per evitare nuovi contrasti, e Kürşat decide di andarsene.

Fuori dalla stanza, però, Asaf rivolge a Kürşat parole molto dure: forse Mahir un giorno riuscirà a dimenticare qualcosa grazie ai suoi gesti recenti, ma lui sa troppo bene che cosa quell'uomo ha fatto. Poi accusa Canfeza di cercare continuamente di avvicinare il padre al marito e le ricorda di aver sempre sostenuto il suo matrimonio senza mai trattarla soltanto come la figlia di Kürşat. Sottolinea che gli Yılmaz l'hanno accolta, le hanno aperto la casa e persino il negozio, mentre Kürşat ha finito per portare via anche Gülizar, cresciuta come una figlia; nonostante questo nessuno ha mai riversato la rabbia direttamente su di lei. Le chiede quindi di tenere il padre lontano da Mahir e dalla famiglia. Canfeza non risponde.

Poco dopo telefona a Sare e le chiede di svuotare completamente il negozio. Sare resta sorpresa, perché l'attività stava finalmente funzionando, ma Canfeza è decisa a lasciarlo e vuole che tutta la merce venga portata temporaneamente nel semininterrato di Kürşat. Quando la notizia arriva agli altri, Esra crede di capirne il motivo: Canfeza porta già sulle spalle il peso di essere la figlia di Kürşat, e le nozze con Gülizar rischiano di rendere tutto ancora più difficile con gli Yılmaz. Rimprovera quindi il figlio e Gülizar, osservando che più Canfeza tenta di allontanarsi dai problemi familiari, più questi sembrano concentrarsi proprio intorno a lei.

La prima cena cucinata da sola

In ospedale Canfeza confessa a Mahir di aver finalmente capito fino in fondo Süreyya: quando si ama qualcuno così profondamente, il solo pensiero di perderlo può far impazzire, e lei senza di lui non potrebbe vivere. Mahir alleggerisce il momento proponendo scherzosamente di morire insieme, ma non prima dei novanta o cento anni. Poi decidono di lasciar perdere le tensioni familiari e di concentrarsi sulla guarigione, fantasticando sul futuro: Canfeza immagina il rientro nella casa nuova, aspettarlo ogni giorno dal lavoro, cucinare per lui, organizzare vacanze e un giorno avere dei bambini. Mahir si aggancia subito all'argomento e ammette di desiderare davvero dei figli; è convinto che sarebbe un ottimo padre e promette che parteciperebbe a tutto, dai pannolini alle notti in bianco. Confessa di volere come primo figlio un maschio, perché sente che attraverso di lui potrebbe affrontare alcune ferite rimaste aperte nel rapporto con Mehmet e vivere ciò che con il padre non ha potuto condividere; poi vorrebbe una bambina che assomigli alla madre, con gli stessi lunghi capelli ricci.

Una settimana dopo Canfeza decide di imparare a cucinare. Al telefono Esra la guida nella preparazione dei fagiolini, spiegandole quando aggiungere pomodori e concentrato e come regolare la cottura; lei si confonde fra cipolle, riso e altre pietanze e protesta perché non riesce a preparare tutto contemporaneamente. Esra le ricorda che Sare e Maviş sarebbero felici di aiutarla, ma Canfeza vuole fare tutto da sola: desidera che, quando Mahir entrerà in casa tornando dall'ospedale, senta subito il profumo di una cena preparata dalla moglie. Quando controlla i börek resta soddisfatta, e per la prima volta comincia davvero a credere di esserci riuscita.

Il battito che si ferma

Mahir viene dimesso accompagnato soltanto da Ferman, orgoglioso di essere stato scelto dal nipote; lui gli spiega di averlo voluto accanto soprattutto per evitare confusione e tornare rapidamente da Canfeza. Durante il tragitto Ferman gli rivela due novità: che la bambina di Efsane è viva — cosa che Mahir già sapeva — e che ha deciso di divorziare da Sevde. Mahir resta sorpreso, perché aveva sempre considerato impossibile una loro separazione, mentre Ferman gli chiede di mantenere il segreto finché non parleranno con la famiglia; poi, guidando con estrema prudenza, gli confessa quanto gli sia affezionato e scherza dicendo che gli avrebbe donato persino un polmone pur di salvarlo.

Proprio in quelle ore Sevde riceve una notizia devastante dalla ginecologa: il battito del bambino si è fermato. Il medico le spiega che la gravidanza si è interrotta e che, vista anche la sua età, la situazione può diventare pericolosa; dovrà essere sottoposta rapidamente a un intervento. Sevde crolla, incapace di accettare la perdita.

Nella casa nuova, intanto, Canfeza serve a Mahir il primo vero pasto preparato con le proprie mani. Lui, stanco delle zuppe dell'ospedale, assaggia e la sorprende dicendole che è davvero ottimo; lei, orgogliosa, propone quasi di cucinargli ogni giorno, ma Mahir la frena: non l'ha sposata perché lo serva, e le ricorda che ha anche un negozio da gestire. A quel punto Canfeza confessa di averlo svuotato, perché non vuole più lavorare in un locale di Asaf dopo le continue tensioni legate al padre. Mahir non capisce che cosa pretenda dal nonno, soprattutto dopo tutto quello che è accaduto; lei chiarisce di non chiedere che Kürşat venga perdonato, ma di non sopportare più di sentirsi colpita continuamente attraverso di lui.

La pistola scarica di Selim

Proprio allora telefona Salih: qualcuno ha segnalato il nascondiglio di Selim, malato e nascosto da circa una settimana in una casa dietro l'ospedale. Mahir ordina immediatamente di preparare la squadra e vuole partecipare all'operazione nonostante sia appena stato dimesso. Canfeza chiede di accompagnarlo e promette di restare in macchina, perché vuole vedere con i propri occhi quell'uomo finire in manette, ma lui rifiuta categoricamente e la invita a smettere di trattare un'operazione di polizia come una delle avventure in cui si è ritrovata coinvolta. Lei si ferisce per quelle parole e gli spiega quanto sia ancora traumatizzata: cerca di sorridere e vivere normalmente, ma continua a vederlo chiuso nella bara o cadere dopo essere stato colpito. Mahir le promette che tornerà sano e salvo, ma non cambia idea.

Sul posto incontra l'uomo che ha denunciato Selim, lo stesso che lo aveva trovato in condizioni disperate e aiutato senza sapere chi fosse: quando ha scoperto che aveva sparato a un poliziotto ha deciso di informare le autorità. Mahir lo ringrazia e gli chiede di rientrare fingendo di portare del cibo, soltanto per verificare che Selim sia ancora dentro, raccomandandogli di andarsene subito se dovesse notare qualcosa di sospetto. Selim intanto si è ripreso abbastanza da pensare alla fuga: ritrova la pistola e comunica al suo ospite che sta per andarsene, dicendogli quasi divertito che nella propria vita ha avuto due padri, ma che nessuno si è mai preso cura di lui quanto quell'uomo. Gli promette ancora una casa in cambio dell'aiuto ricevuto, mentre l'altro sostiene di non volere nulla.

Appena esce, l'uomo segnala alla polizia che Selim è effettivamente dentro. Mahir circonda l'edificio, Selim si accorge della presenza degli agenti e rifiuta di arrendersi; scoppia una sparatoria e Mahir riesce a entrare da solo nel rifugio, mentre Canfeza da casa prega perché tornino tutti sani e salvi. Selim gli punta la pistola contro e lui, cercando di mantenerlo calmo, gli chiarisce che da quella casa uscirà soltanto insieme alla polizia oppure dentro un carro funebre. Selim minaccia di uccidersi pur di non tornare in carcere, poi lo provoca; ma Mahir gli rivela di aver contato i colpi sparati. La sua pistola è scarica: Selim ha perso il conto delle munizioni, lui no. Gli agenti irrompono nella stanza e lo immobilizzano. Anche durante l'arresto Selim continua a minacciarlo, promettendo che un giorno gli porterà via Canfeza e arrivando a provocarlo sulla morte di Mehmet; Mahir non reagisce, e si limita a dire che il fascicolo contro di lui è enorme e che farà tutto il possibile perché non esca più di prigione.

Tornato a casa dà finalmente a Canfeza la notizia che aspettava. Lei lo abbraccia felice e vuole conoscere ogni dettaglio, ma lui preferisce prima farsi una doccia; più tardi, a letto, le spiega che l'interrogatorio è ancora in corso e che il giorno seguente Selim verrà portato in tribunale. Non dimentica però la questione del negozio e le ricorda che devono ancora parlarne: Canfeza protesta perché sono le quattro del mattino e lo convince a rimandare.

Il debito di Süreyya

Süreyya, nel frattempo, è rimasta profondamente scossa. Parla con la fotografia di Mehmet ricordando la promessa fatta durante la crisi — se Mahir fosse sopravvissuto, lei avrebbe mantenuto la parola data — e vuole soltanto prima vedere il figlio tornare a casa completamente fuori pericolo. Sorpresa mentre parla da sola, viene convinta a prendere le medicine e a riposare. Poi scrive una lettera a Mahir e Canfeza; quando si immagina che voglia trasferirsi subito da loro dopo le dimissioni, preferisce invece concedere alla coppia almeno un giorno da sola.

Il giorno dopo si presenta nella casa nuova insieme al resto della famiglia, con una borsa, perché vorrebbe fermarsi a dormire lì quella notte; Mahir e Canfeza la invitano a restare quanto vuole. La visita con entusiasmo, ma nella sua mente continuano a risuonare le parole della promessa: nella propria immaginazione Mehmet le ricorda che il momento è arrivato e che quella stessa notte dovrà pagare con la propria vita quella salvata al figlio. Al piano superiore Canfeza la trova a osservare la loro stanza: Süreyya ha lasciato lì la lettera e si scusa per essere entrata senza permesso, ripetendo quanto sia felice pensando a loro due in quella casa.

La sera Mahir l'accompagna a Villa Yılmaz e le domanda perché abbia deciso improvvisamente di tornare invece di fermarsi con loro. Lei scherza sul proprio carattere imprevedibile, ma prima di andarsene diventa seria: gli dice di amarlo immensamente, di essere pronta a dare la vita per lui, e lo ringrazia perché essere sua madre è stata una delle cose più belle della sua esistenza. Mahir si allarma, perché quelle parole gli sembrano un addio, ma Süreyya minimizza e gli raccomanda soltanto di mangiare il cibo che ha preparato per lui. Quando lui si allontana, però, torna indietro e prende un'altra strada.

Cerca un autobus per Denizli e scopre di dover prima raggiungere un altro quartiere. Una coppia che ha ascoltato la conversazione si offre di accompagnarla in macchina e lei, interpretando l'incontro come un aiuto mandato dal cielo, accetta senza sospetti. Durante il viaggio racconta ai due di essersi messa in cammino perché aveva promesso a Mehmet la propria vita in cambio di quella di Mahir, e spiega di essersi vestita con cura e di aver indossato i gioielli ricevuti dal marito per il matrimonio perché vuole che lui sia felice di rivederla. I due cominciano così a rendersi conto che la donna non è affatto lucida. La lasciano in una zona isolata che lei crede sia il quartiere giusto; Süreyya capisce troppo tardi di essere stata ingannata e cerca di scappare, ma l'uomo la raggiunge e la colpisce violentemente facendola cadere a terra. La complice teme che possa averla uccisa, mentre lui reagisce con freddezza e i due iniziano subito a frugare fra le sue cose per derubarla.

Come Afet ha avuto Ferman

Prima che Mahir esca per il trasferimento di Selim in tribunale, Afet gli chiede qualche minuto in privato e gli domanda se sia ancora arrabbiato con lei. Lui conferma e le fa capire che non si tratta soltanto di quanto accaduto a Canfeza: sa anche che Ferman non è il figlio biologico di Asaf.

Afet resta sconvolta, ma chiarisce subito di non aver avuto un figlio da un altro uomo. Racconta che dopo una gravidanza pericolosa aveva partorito una bambina, morta subito dopo la nascita, e che Ferman era invece il figlio di una donna sposata con un uomo che si era finto ricco per conquistarla: scoperto l'inganno, quella donna aveva abbandonato sia il marito sia il neonato. Afet aveva pagato la madre e preso Ferman con sé, decisa a non lasciarlo crescere in miseria; lo aveva persino allattato e lo aveva sempre considerato davvero suo figlio. Supplica quindi Mahir di non rivelare nulla ad Asaf né a Ferman, e lui promette di mantenere il segreto, ma chiarisce che lo farà per proteggere loro due, non lei, e la avverte che nessuna verità resta sepolta per sempre.

Nel frattempo Sevde riceve finalmente la fotografia di Yadigar Kaldı e riconosce immediatamente Efsane: ogni dubbio scompare e giura che Ferman non otterrà mai il divorzio. Poco dopo lui la vede preparare una valigia e pensa che stia accettando la separazione, ma lei gli racconta di dover andare a Londra perché Sıla è malata. Ferman crede che la lontananza possa aiutarla a metabolizzare il divorzio; Sevde però lo saluta con una promessa inquietante: il suo ritorno sarà memorabile. Alla villa annuncia la partenza davanti a tutti, e la famiglia la saluta con una strana sensazione.

Il piano per portare via Gülizar

La mattina seguente, a casa Kilimci, Kürşat è già pronto ed elegantissimo. Esra scopre che stanno andando a fissare di nuovo il matrimonio e ricorda al figlio che una data era già saltata, ma lui non vuole sentire ragioni: questa volta si sposeranno addirittura il giorno successivo. Esra lo avverte che gli Yılmaz non accetteranno mai quelle nozze; per Kürşat, una volta firmato, può anche scoppiare il diluvio.

Alla villa Afet informa Asaf che Gülizar sposerà Kürşat l'indomani. Lei vorrebbe impedirlo, mentre Asaf appare ormai rassegnato: Gülizar è adulta, legalmente non è loro figlia e non possono più obbligarla: se sceglierà Kürşat, semplicemente smetterà di far parte della famiglia. Afet invece giura davanti a Ferman che il matrimonio non avverrà, e quando il figlio le chiede concretamente che cosa voglia fare — prendendola in giro, perché ogni volta che promette di impedire qualcosa quella cosa puntualmente accade — la madre rivela il piano: a portare via Gülizar non sarà lei, ma proprio lui.

Mentre a casa Kilimci fervono i preparativi, Afet e Ferman aspettano fuori. Lui telefona a Gülizar con la scusa di volerle consegnare un regalo prima della cerimonia e le propone di incontrarsi lontano da casa; lei accetta, e Sare intanto si allontana per andare in farmacia. Quando Gülizar lo raggiunge, Ferman appare nervoso e le chiede scusa; poi compare Afet e la donna capisce che qualcosa non va. Ferman le ordina di salire in macchina e le confessa senza mezzi termini che stanno praticamente per rapirla: appena entra blocca le portiere, mentre Afet annuncia che il matrimonio non si farà. Gülizar protesta, pretende il telefono e non riesce a credere che Ferman stia partecipando a quella follia.

La lettera trovata la mattina dopo

Mahir decide di passare dalla villa prima del lavoro, perché continua ad avere un brutto presentimento sulla madre, mentre Canfeza deve partecipare alle nozze. Prima di uscire, però, trovano la lettera: Süreyya scrive al suo amato figlio e alla sua Canfeza che, quando leggeranno quelle parole, sarà già accanto a Mehmet. Dice di amarli, chiede loro di non essere tristi e spiega di dover pagare un debito — la propria vita in cambio di quella di Mahir — perché aveva promesso al marito che lo avrebbe raggiunto se il figlio fosse sopravvissuto.

Mahir capisce improvvisamente il significato dei saluti e della borsa preparata e va nel panico. Alla villa Asaf scopre che Süreyya non è mai arrivata la sera precedente, nonostante il figlio l'avesse vista entrare dal giardino, e che ha svuotato tutte le confezioni dei propri medicinali. Capendo che la madre non è né alla villa né nella casa nuova, Mahir mobilita la polizia: dalla lettera sa almeno che voleva andare verso Denizli, e ordina controlli sulle strade, al cimitero e lungo tutte le possibili vie, poi parte di persona.

Canfeza arriva a casa Kilimci ma chiarisce subito di non essere lì per il matrimonio, e racconta della scomparsa. La tensione si allenta soltanto per un momento quando compare Gülizar pronta per le nozze, e Sare, colpita dalla sua bellezza, scherza sperando che questa volta si celebri senza incidenti — perché anche il suo futuro con Salih sembra ormai dipendere dalla conclusione di quelle nozze.

Mahir riceve intanto gli aggiornamenti: sono state controllate telecamere, pullman e perfino il cimitero, ma di Süreyya nessuna traccia. Comincia a perdere la calma, perché a quell'ora la madre sarebbe già dovuta arrivare a destinazione. Poi arriva la notizia peggiore: in un campo è stato trovato il corpo di una donna di circa cinquant'anni. Mahir resta paralizzato e chiede immediatamente la posizione; raggiunge il luogo, gli agenti sollevano il telo e Salih cerca di calmarlo. La donna morta non è Süreyya. Lui prova sollievo, ma non riesce a pensare ad altro che a trovarla.

La svolta arriva dalle telecamere di una stazione degli autobus: mostrano Süreyya alle 23:07 mentre sale su un'auto con un uomo e una donna. Mahir chiede di identificare subito la targa e ricostruire il percorso del veicolo, e poco dopo arriva finalmente la notizia che aspettava. Süreyya è stata trovata ed è viva, anche se ricoverata in ospedale.

«Mia madre si chiama Handan»

A casa Kilimci, intanto, Sare torna nel luogo dell'appuntamento e scopre che Gülizar è sparita. Racconta a Kürşat della telefonata di Ferman e del fatto che il telefono della donna sia ormai irraggiungibile, e lui non ha dubbi: sono stati gli Yılmaz. Parte immediatamente per riprendersela, mentre Esra teme che possa fare qualche follia e Canfeza promette di seguirlo.

Proprio allora arriva un giovane che chiede di Kürşat. Vedendo Canfeza la riconosce, si presenta — è Ozan — e le rivela di essere il figlio di Kürşat. Lei rimane completamente sconvolta. Rientrata in casa con lui, il ragazzo chiama Esra «nonna» e si presenta apertamente come figlio di Kürşat Kilimci; quando lei gli domanda chi sia sua madre, Ozan risponde: «Handan». Alla sola pronuncia di quel nome Esra impallidisce e si sente male.

Alla villa degli Yılmaz, infine, Ferman cerca disperatamente di convincere Afet a liberare Gülizar, ricordandole che trattenerla contro la sua volontà è un reato; lei è invece convinta di starla salvando da Kürşat. Proprio in quel momento davanti alla villa arriva una donna: a chi le chiede chi stia cercando risponde di chiamarsi Fatma, e rivela di essere la madre di Ferman.

La puntata precedente: Selim spara a Mahir. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Racconto di una notte

Continua a leggere