Selim salta nel vuoto — Racconto di una notte, anticipazioni 30 agosto

Selim si è rifatto nome, documenti e società, ma l'operazione di Mahir lo mette con le spalle a una scogliera. Alla villa una vecchia registrazione svela chi ha spinto Canfeza dal tetto, e Gülizar viene cacciata dopo aver detto sì a Kürşat. Domenica 30 agosto in prima serata su Canale 5.
Tutti lo credono morto, e invece Selim si è comprato un nome nuovo, documenti nuovi e società intestate a un uomo che non esiste. Quando Mahir lo raggiunge sul bordo di una scogliera, lui preferisce il vuoto all'arresto. Ma la puntata di domenica 30 agosto in prima serata su Canale 5 lascia dietro di sé due macerie più grandi: Gülizar cacciata da Villa Yılmaz e una vecchia registrazione che spiega chi ha spinto Canfeza dal tetto.
Selim Allame non esiste più
Selim incontra il collaboratore che ha preparato ogni cosa: le pratiche per le nuove società, una carta d'identità, un passaporto. Gli mostra la firma che userà d'ora in avanti e lo ringrazia per aver fatto tanto in così poco tempo. Poi cambia tono. Quell'uomo conosce le società, i documenti falsi e l'intera operazione costruita per farlo sparire e ricominciare da zero: sa troppo. Non serve che giuri di tacere, Selim non vuole correre rischi e ordina ai suoi di portarlo via e di seppellirlo. Davanti al ricordo di Raşit promette al padre di portare a termine ciò che avevano cominciato insieme e di rendere la vita impossibile a chi considera responsabile della loro rovina. Dalle ceneri di Selim Allame è nato Selim Kara.
Una vacanza che sembra una clinica
In casa Yılmaz, intanto, la partenza è una confusione quasi comica. Süreyya è impaziente e non capisce perché siano ancora tutti dentro, anche se non sono nemmeno le dieci. Mahir approfitta fino in fondo della scommessa persa da Canfeza il giorno prima: per ventiquattr'ore lei deve obbedirgli, e lui chiede prima le nocciole, poi l'acqua perché quelle tostate gli hanno messo sete, poi il melograno, poi i biscotti. Il fastidio sul volto della moglie non passa inosservato e lui scherza dicendo che dovrà rispondere anche di quello. Quando qualcuno fa notare che Canfeza avrebbe preferito una vacanza da soli e che il viaggio è stato deciso senza consultare nessuno, Mahir taglia corto: è una questione fra lui e sua moglie.
Cercando informazioni sulla struttura prenotata da Asaf, però, scoprono che si tratta soprattutto di un centro termale e sanitario, e all'arrivo il posto ricorda più una clinica che un albergo. Asaf è soddisfattissimo e annuncia massaggi medici e un intero programma di trattamenti per tutta la famiglia. Mahir e Canfeza si scambiano uno sguardo sconsolato e trovano una piscina termale completamente vuota dove restare lontani dagli altri. Lui le propone il programma completo — piscina, sauna, massaggio e camera — e le suggerisce di tornare a Denizli, alla grotta dove erano già stati: lì lei aveva desiderato che la sua luna e la sua stella la raggiungessero, e adesso sente che quel desiderio si è avverato.
Nella stessa piscina Ferman, ancora convalescente dopo l'accoltellamento, canta un lamento malinconico che esaspera Sevde. Poco prima aveva raggiunto Efsane per convincerla a tornare alla villa con lui e si era sentito rispondere che la loro storia è finita; quando aveva insistito parlando della bambina, lei gli aveva confessato di essere caduta e di averla persa. Ferman non le ha creduto, e continua a cantare. Mentre Sevde gli ordina di smetterla, perde l'equilibrio e comincia ad annaspare: gli altri si precipitano e riescono a trascinarla fuori dall'acqua.
L'anello sotto il tavolo
Dopo lo scontro alla cerimonia fra Kürşat e gli Yılmaz, Gülizar si convince che la loro storia non abbia futuro. Gli lascia un messaggio — insistere sarebbe una follia, finirebbero per soffrire entrambi ancora di più — e blocca il suo numero. Kürşat resta sconvolto quando scopre di non poterla nemmeno chiamare. Sua madre Esra gli consiglia di accettare: il peccato del passato continua a seguirlo ovunque e trascinerebbe Gülizar in altra sofferenza. Lui ammette di non riuscire a comandare il proprio cuore, perché dalla morte della moglie non aveva più provato niente di simile per una donna.
Poi si presenta all'albergo, davanti alla porta della stanza di lei. Gülizar torna a dargli del signore e lo supplica di andarsene prima che Süreyya o qualcun altro li veda; a Süreyya, che le chiede chi fosse, dirà che era il servizio in camera. Kürşat accetta di uscire, ma le dà appuntamento in un ristorante lì vicino. Quando si ritrovano non ascolta più la ragione: le chiede apertamente di sposarlo e cerca di infilarle l'anello al dito. Gülizar non fa in tempo a rispondere, perché vede Asaf e capisce che gli Yılmaz sono nello stesso locale. Per non farsi scoprire i due finiscono nascosti sotto il tavolo, senza poter raggiungere l'uscita.
Il nipote acquisito che bussa da Esra
Mentre la famiglia è al ristorante, Selim si presenta a casa di Kürşat con un mazzo di fiori e si annuncia a Esra come suo nipote acquisito. Le racconta che molti anni prima suo marito ebbe una relazione con una domestica e che da quella storia nacque un figlio; alla donna, dice, fu perfino tagliata la lingua perché non rivelasse la verità. Quel bambino era Raşit Kara, suo padre. Esra capisce così che Raşit era figlio di suo marito e che Selim è davvero legato alla famiglia. Prima di andarsene le lascia un messaggio preciso da riferire a Kürşat e a Mahir: Selim Allame non esiste più, Selim Kara è tornato e vuole vendicare Raşit.
La cena di compleanno finisce male
Al ristorante comincia intanto la cena per il compleanno di Mahir. Ferman gli consegna cinque monete d'oro, per recuperare simbolicamente tutte le occasioni importanti della vita del nipote a cui non aveva partecipato; Asaf gli dà un cimelio appartenuto a sua madre, ricevuto da lui in quanto primo figlio maschio e ora destinato al figlio del suo primogenito. Ma quando Mahir apre la scatola ci trova una camicia da notte da donna, e restano tutti sorpresi. Canfeza, di malumore, gli propone di cercare una casa tutta loro e di lasciare Villa Yılmaz; lui rimanda il discorso.
È allora che Sevde si accorge che sotto il tavolo sono nascosti Kürşat e Gülizar, e la sorpresa è doppia, perché la donna aveva detto di sentirsi male e di essersi chiusa in camera. Quando Sevde nota anche l'anello al dito, Kürşat decide di non nascondersi più e annuncia davanti agli Yılmaz che lui e Gülizar hanno deciso di sposarsi. In macchina Mahir non riesce a crederci e Canfeza fatica a impedirgli di reagire troppo duramente.
Nella stessa sera Sare, che in negozio aveva ricevuto da Salih una fetta di torta all'uvetta per farsi perdonare il disastro di San Valentino, accetta di andare a cena da lui. Si aspetta un anello e invece riceve i documenti dell'orfanotrofio che ricostruiscono il suo passato: ha un fratello maggiore. Commossa, lo abbraccia e lo ringrazia.
Gülizar cacciata dalla villa
Tornati a Villa Yılmaz, Gülizar viene chiamata a dare spiegazioni. Afet la schiaffeggia e le ricorda che la famiglia l'ha cresciuta come una figlia e poi l'ha fatta sposare; Asaf, profondamente ferito, le ricorda di non averla mai trattata diversamente dai propri figli. Lei ammette tutto, ma fa notare di aver passato la vita a obbedire alle decisioni degli Yılmaz: ha accettato la famiglia che le hanno dato, le loro regole e perfino il matrimonio con un uomo che considerava quasi un fratello. Per la prima volta vuole scegliere da sola, e vuole sposare Kürşat. Afet esplode e le ordina di lasciare subito la villa. Ad Asaf, Gülizar risponde che proprio in quel momento, per la prima volta, lui le ha fatto sentire davvero di essere un'orfana. Poi se ne va.
Davanti a casa Kilimci la raggiunge Ferman, che prova a convincerla a non rifugiarsi subito da Kürşat, perché sembrerebbe corsa dritta dall'uomo che vuole sposare. Gülizar gli ricorda allora la sua storia: aveva sposato Sevde, ma la donna scelta con il cuore era Efsane. Ferman capisce di non poterla giudicare, le lascia del denaro perché non vuole abbandonarla, e i due si abbracciano commossi. È Efsane a farla entrare senza farsi vedere. Dentro, quando Esra le chiede cosa ci faccia lì e Gülizar spiega di essere stata cacciata e le mostra l'anello, l'anziana ha un malore e perde i sensi.
La registrazione che smaschera Afet
Prima di dormire Mahir trova sul computer una vecchia registrazione della famiglia Yılmaz. Canfeza cerca di impedirgli di guardarla, e proprio il suo nervosismo lo insospettisce. Nel filmato sente Gülizar dire chiaramente che è stata Afet a spingere Canfeza dal tetto: sua moglie non era semplicemente caduta. Furioso, affronta la nonna e le ricorda tutta la pazienza e il rispetto che le ha sempre concesso; quando lei prova a minimizzare, le dice di aver visto tutto con i propri occhi. Non vuole cacciarla: andrà via lui, con Canfeza. Gli altri provano a fermarlo e lei riesce solo a fargli rimandare alla mattina dopo, così potrà cercare casa con Sare mentre lui affronta il primo giorno nel nuovo incarico.
Prima di lasciare la villa, però, Mahir pretende che fra loro non resti più alcun segreto, e Canfeza gli rovescia addosso tutto. Ferman non è figlio biologico di Afet e Asaf: Afet perse la propria bambina durante il parto e prese in ospedale il figlio di un'altra donna, facendolo passare per suo. La figlia di Efsane è viva, e la madre è nascosta proprio in casa di Kürşat. E il cimelio consegnato da Asaf conteneva in realtà una camicia da notte che Süreyya aveva comprato per lei: i pacchi erano stati scambiati, e l'orologio da tasca arrivato a Canfeza come parte del corredo era il regalo destinato a lui. Mahir resta completamente frastornato.
La scogliera
La sera prima Kürşat aveva telefonato a Mahir, e non per Gülizar: Selim si era presentato a casa sua e li aveva minacciati apertamente tutti. Gli aveva rivelato che Selim Allame è figlio di Raşit Kara e, grazie a un uomo che continua a passargli informazioni, che ha cambiato passaporto, documenti e cognome e si sposta su un caravan con il nome di Selim Kara. Mahir gli aveva chiesto la posizione esatta entro il giorno seguente: vuole chiudere la questione entro mezzogiorno.
La mattina dopo parte per l'operazione insieme a Salih. Le squadre raggiungono la zona del caravan, bloccano i segnali con i disturbatori di frequenza e chiudono le vie di fuga. Selim si accorge che i telefoni non funzionano, capisce di essere stato trovato e ordina ai suoi di preparare la fuga, ma il perimetro è già chiuso. Quando tenta di scappare gli agenti aprono il fuoco, mentre Mahir raccomanda a Salih di non esporsi inutilmente. Poi raggiunge Selim davanti a una scogliera e gli ordina di arrendersi. Lui rifiuta e lo provoca perché gli spari, dice di preferire la morte alla cattura. Mahir non cede: morire sarebbe quasi un premio, Selim deve restare vivo e affrontare la giustizia. Allora Selim lo saluta con un provocatorio «a rivederci» e si getta nel vuoto. Mahir ordina subito di chiamare la guardia costiera e di cercarlo, vivo o morto.
Una casa tutta loro
Mentre l'operazione è in corso, Canfeza e Sare si preparano a incontrare l'agente immobiliare. Sare le chiede se la decisione di lasciare la villa dipenda anche dalla storia fra Kürşat e Gülizar, e Canfeza ammette di temere soprattutto quello che potrebbe succedere se i due si sposassero: Afet e Asaf finirebbero per sfogare su di lei la propria rabbia. Sare le rivela anche che i due si sono già informati per fissare la data. Süreyya, che sta salendo le scale, entra nella stanza e sorprende entrambe rinunciando perfino alla visita: durante il matrimonio con Mehmet ha cambiato casa moltissime volte per il lavoro del marito, e l'idea di un altro trasloco le mette ansia. Preferisce vedere l'appartamento più avanti.
Poi Mahir telefona e annuncia che è finita: Selim si è gettato dalla scogliera, la morte non è ancora confermata, ma sopravvivere alla caduta e alle correnti sarebbe quasi impossibile. Canfeza confessa di provare sollievo all'idea che quell'uomo sia finalmente uscito dalla loro vita, gli racconta dell'appartamento e gli propone di seguire la visita in video. Quando arrivano, però, lo trovano davanti alla casa: ha fatto una deviazione perché non voleva perdersela. L'appartamento li conquista subito, luminoso, arredato con gusto e con una bella vista. L'agente chiede settantamila lire al mese, un anno anticipato e due mensilità di deposito; a Canfeza sembra troppo e Mahir tratta: sessantamila al mese, sei mesi anticipati e una sola mensilità. Se il proprietario accetta, firmano subito.
A Villa Yılmaz il trasferimento è già cominciato e le domestiche restano stupite dalla velocità con cui Süreyya fa impacchettare tutto, mentre Sevde arriva con i bagagli e annuncia tranquillamente che lei e il marito occuperanno la stanza con terrazza rimasta libera. È il momento in cui si presenta Esra: dice subito di essere contraria alle nozze, ma fa notare agli Yılmaz che Gülizar è finita a casa di Kürşat perché sono stati loro a cacciarla — l'hanno sempre chiamata figlia, cresciuta come tale e poi abbandonata nel momento in cui ha preso una decisione che non approvavano. Chiede loro di riprendersi la nuora. Non sanno che i preparativi sono già avanti: quando viene proposta una data a una settimana di distanza, Gülizar teme che sia troppo presto, mentre Kürşat considera perfino sette giorni un'attesa eccessiva, perché vuole sposarsi prima che qualcuno possa ostacolarli.
Nel frattempo Mahir entra per la prima volta nel suo ufficio da commissario capo e guarda la scrivania che era stata di Raşit, pensando a quanto quell'uomo fosse indegno del ruolo. Sul piano trova un biglietto di Canfeza che si congratula, gli dice di essere orgogliosa e gli ricorda quanto lo ama. Poco dopo arriva Ferman con un vistoso accessorio da scrivania: Mahir lo trova appariscente, ma decide comunque di sistemarlo e ammette che nel nuovo ufficio non sta male. Mentre osserva lo zio ripensa a quello che gli ha rivelato la moglie. Ferman, ignaro di tutto, gli dice che è il suo nipote preferito, e lui gli risponde sinceramente di volergli molto bene.
La puntata precedente: Kürşat apre la bara. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.
Il video della puntata
Serie: Racconto di una notte