Selim spara a Mahir — Racconto di una notte, anticipazioni 6 settembre

Selim è sopravvissuto al salto dalla scogliera e fa colpire Mahir alle spalle davanti a Villa Yılmaz, come era successo a Mehmet. Mentre lui lotta in sala operatoria, un finto infermiere porta Canfeza fuori dall'ospedale. Domenica 6 settembre in prima serata su Canale 5.
Tutti lo davano per morto in fondo alla scogliera, e invece Selim è vivo: si tiene nell'ombra e fa sparare a Mahir alle spalle, in mezzo alla strada, sotto gli occhi di Canfeza e Süreyya. La puntata di domenica 6 settembre in prima serata su Canale 5 comincia con un trasloco e una proposta di matrimonio, e finisce in terapia intensiva con un uomo armato accanto al letto.
Sessantamila lire al mese, e si firma
Dopo l'operazione contro Selim, Mahir ordina a Salih di radunare la squadra e di precederlo in centrale: prima vuole occuparsi di un'altra cosa. Intanto Canfeza e Sare visitano l'appartamento che le conquista subito, per la luce, gli arredi quasi nuovi e soprattutto la vista. L'agente spiega che finora era stato affittato ai turisti e che ora il proprietario cerca un inquilino stabile. Canfeza se ne innamora anche perché le ricorda la casa vicino alla Torre di Leandro dove aveva soggiornato con il marito — e proprio mentre parla di lui, Mahir arriva a sorpresa.
Anche a lui la casa piace, completamente arredata e con altre due grandi camere al piano di sopra. L'affitto però è di settantamila lire al mese, un anno anticipato e due mensilità di deposito. L'agente ammette che per un inquilino affidabile si potrebbe scendere a sessantamila e scherza sul fatto che un commissario sia una garanzia; Mahir la corregge — commissario capo — e mette sul tavolo la sua proposta: sessantamila lire, sei mesi anticipati e una sola mensilità di deposito, con firma immediata se il proprietario accetta. Canfeza resta sorpresa da tanta rapidità, ma lui non vede perché perdere tempo su una casa che piace a entrambi.
L'ultima notte a Villa Yılmaz
Alla villa il trasferimento sembra già deciso. Le domestiche corrono con scatole e valigie mentre Asaf si domanda cosa abbia spinto i due ad andarsene così in fretta, e poco dopo Sevde compare con altri bagagli: lei e suo marito occuperanno la stanza con la terrazza, tanto Mahir non passerà un'altra notte lì dentro. È il momento in cui arriva Esra, venuta a parlare di Gülizar. Anche lei è contraria alle nozze, ma ricorda agli Yılmaz che Gülizar ha passato la vita a obbedire alle loro decisioni e che sono stati loro a cacciarla quando per una volta ha scelto da sola: senza una casa, la donna è stata praticamente costretta a rifugiarsi da Kürşat. Chiede quindi alla famiglia di riprendersi la propria nuora.
In cucina, davanti a montagne di polpette, le domestiche commentano quanto la casa si stia svuotando e si dividono sul caso di Gülizar: per alcune il suo amore per Kürşat è imperdonabile, altre le riconoscono anni vissuti sotto le decisioni altrui. Quando il discorso scivola su Canfeza, una di loro osserva che non poteva certo continuare a vivere con una nonna che l'aveva fatta precipitare dal tetto; ricordando anche quello che era successo a Süreyya, scherzano definendo Afet quasi una serial killer della villa, e si interrompono di colpo per paura che Asaf le senta.
A trasloco quasi finito, Canfeza si preoccupa per le spese sostenute dal marito — il negozio, la casa, l'automobile, l'anello, sei mesi di affitto anticipati — e propone di vendere la propria cintura d'oro. Mahir rifiuta: dopo le operazioni importanti gli agenti possono ricevere dei premi, e ormai, scherza, in casa loro piovono soldi. Poi arrivano i saluti. Asaf è dispiaciuto perché quello sarebbe stato il primo Ramadan trascorso tutti insieme, ma si consola perché vivranno a poche strade di distanza; Ferman ammette che la presenza della coppia aveva riportato energia nella villa, e si prende in giro da solo, visto che i suoi bagagli sono già nella vecchia stanza. Mahir invita Süreyya a partire con loro, ma la madre preferisce restare: si è abituata alla confusione e alla compagnia, e non se la sente di affrontare un altro trasloco. Li spinge quasi fuori dalla porta, salvo poi bisbigliare, da sola, che Mahir se n'è andato.
La prima sera nella casa nuova
Nella casa nuova Mahir e Canfeza restano quasi increduli davanti al silenzio: per la prima volta sono davvero soli, e lei si domanda perché non si siano trasferiti prima. Ma appena la serata promette di diventare romantica suona il campanello: sono Sare e Salih, con le pizze e perfino il cuscino preferito di Mahir. Alla villa, intanto, Sevde e Ferman prendono possesso della vecchia camera: lei adora la terrazza, lui non vuole dormire nel letto usato dai due, e la moglie decide di cambiare praticamente tutto l'arredamento, immaginando oro, decorazioni e richiami ottomani. Ferman approva.
Fra amiche, Canfeza ripensa allo sconosciuto incontrato nella grotta, diventato tutta la sua vita, e Sare le ricorda la previsione di Esra sulla luna e la stella destinate a incontrarsi. Ma Canfeza pensa anche al sangue versato da Kürşat e a come il suo passato continui a ricadere sulla famiglia. Confessa poi di dare molto peso ai sogni e racconta che la mattina in cui Mahir era stato sepolto vivo lo aveva sognato morto; Sare la interrompe subito, non vuole sentire pensieri simili.
Poco dopo trovano un vecchio album di Denizli. Canfeza si commuove rivedendo le fotografie della propria infanzia e di sua madre, mentre Sare nota uno scatto in cui, dietro le due bambine al mercato, compare un ragazzino sorridente: era stato il suo primo amore, e per anni aveva continuato a cercarlo per strada. Quando raggiungono i rispettivi compagni, Mahir guarda la fotografia e capisce; Salih, appena la vede, cambia espressione. Sare pensa che sia geloso, e invece lui tira fuori un anello e le domanda se non voglia sposare proprio il suo primo amore: il ragazzo della foto è lui, all'epoca aveva quattordici anni e lavorava in una sala da tè del mercato. Sare accetta, davanti a Mahir e Canfeza divertiti e commossi.
Il primo giorno da commissario capo
In centrale Mahir prende possesso del nuovo ufficio e, davanti alla scrivania che era stata di Raşit, pensa che quell'uomo non fosse degno né del posto né dell'istituzione. Fa buttare un vecchio oggetto e chiede che gli venga portata una fotografia da appendere in un punto ben visibile. Sul piano trova un biglietto di Canfeza che gli dice quanto sia orgogliosa di lui e quanto lo ami, firmato «tua moglie Canfeza».
Poi arriva Ferman, che lo aveva aspettato per ore in un bar pur di non disturbarlo durante l'operazione, e gli porta un vistoso accessorio da scrivania. Mahir lo trova appariscente, ma finisce per sistemarlo comunque e gli offre un caffè amaro; mentre lo zio scherza e propone perfino di fotografarlo nel nuovo ufficio con bandiere e targhetta ben in vista, lui ripensa alla verità scoperta da Canfeza: Ferman non è figlio biologico di Afet e Asaf. Quando lo zio gli dice affettuosamente che è il suo nipote preferito, Mahir sceglie di non dirgli nulla.
Nella stessa giornata riceve İnci e le comunica di aver annullato la richiesta di trasferimento nella sua squadra, perché ritiene che abbia abusato del proprio ruolo per motivi personali; quando lei lo chiama per nome, la corregge — sul lavoro deve chiamarlo commissario capo — e appena la collega esce Salih lo prende in giro per il nuovo piglio autoritario. Mahir contatta anche una struttura per una pratica di affido familiare, e annuncia che passerà di persona.
Il sogno della madre
Prima di dormire Mahir imposta la sveglia per il sahur e racconta che osservare il Ramadan è una tradizione ereditata da Mehmet, morto pochi giorni prima della festa mentre era a digiuno: quando digiuna sente quasi di farlo anche per il padre. Canfeza, commossa, gli promette che il sahur lo preparerà lei.
Quella notte sogna sua madre accanto a sé, mentre ascolta il suo carillon. La donna le dice di esserle sempre rimasta al fianco e le domanda quanto ami Mahir; lei risponde più della propria vita. Allora la madre la avverte: la persona amata più di ogni altra può diventare anche la prova più difficile, perché l'amore può tenere in vita ma anche distruggere. Prima di scomparire le consegna il nastrino di fiori e le chiede di ricordarsi di lei nei momenti di maggiore sofferenza. Canfeza si sveglia spaventata e, non vedendo il marito accanto, va nel panico; lui compare poco dopo e le mostra che il sahur lo ha preparato da solo, per non svegliarla.
A colazione Mahir la ringrazia per il biglietto lasciato in ufficio e le fa notare che ora sulla scrivania c'è finalmente anche una fotografia della moglie. Poi torna sul segreto delle origini di Ferman: è convinto che lo zio ne sarebbe distrutto e decide di non rivelarglielo, ma ricorda a Canfeza che anche lei gli ha nascosto delle cose per paura della sua reazione. Non vuole un matrimonio del genere: desidera essere non solo suo marito, ma anche il suo migliore amico. Lei promette di non nascondergli più nulla. In testa, però, continua a tornarle la frase del sogno.
Alla villa, intanto, il tamburino del Ramadan sveglia il quartiere e Ferman rischia di addormentarsi con il cibo in bocca. Afet e Asaf lo scuotono e gli spiegano il vero motivo della conversazione: dovrà andare dai Kilimci e dire a Gülizar che potrà tornare nella villa soltanto se rinuncerà a Kürşat. Ferman ironizza — il Ramadan è appena cominciato e i genitori hanno già pronto il primo piano per creare caos.
Süreyya vive invece il suo primo sahur lontano dal figlio. Una delle donne di casa la trova sveglia e capisce che ha pianto: ha realizzato che Mahir è cresciuto, ha una propria famiglia e ama Canfeza più di chiunque altro. Non è gelosa, dice, perché Mehmet amava lei nello stesso modo; ricorda però che quando era stata lei a rischiare la vita per colpa di Afet, il figlio non aveva lasciato la villa, mentre è bastato che Canfeza venisse messa in pericolo perché decidesse di andarsene. Come madre le fa male, ma desidera soltanto che continuino ad amarsi così.
Kürşat e Gülizar scelgono l'abito bianco
Fra Kürşat e Gülizar il matrimonio è ormai una questione di giorni. Lei pensa che sposarsi entro una settimana sia troppo presto, lui considera perfino sette giorni un'attesa eccessiva, perché teme che qualcuno possa ostacolarli. Gülizar gli confessa che Esra non la vuole come nuora, ma lui le spiega che il problema è il proprio passato; quando lei osserva che Kürşat non le ha mai rinfacciato il suo, lui risponde di essersi innamorato della persona che è oggi. Lei riconosce le proprie colpe, ma vede in lui un uomo sinceramente pentito; lui non sa se ce la farà davvero, ma è certo di non volerla abbandonare. Poi comincia a parlare di gioielli, preparativi e abito bianco: vuole farle vivere quelle nozze come se fossero davvero il suo primo matrimonio.
È in quelle ore che Kürşat riceve la telefonata sul caso Selim: il rifugio era quello giusto, tutti i suoi uomini sono stati arrestati e lui si è gettato dalla scogliera pur di non consegnarsi. Per tutti, Selim Allame è morto, e Kürşat si sente sollevato per la fine di una minaccia che era stato lui stesso a portare indirettamente nella vita della famiglia.
Poco dopo Canfeza gli promette che presto lo inviterà nella casa nuova per l'iftar; lui teme che Mahir non lo voglia, ma la figlia gli ricorda che quella è anche casa sua e lui le chiede soltanto di non creare nuovi contrasti. Poi gli domanda apertamente se ami davvero Gülizar o se la relazione sia diventata irresistibile perché ostacolata: Kürşat pensa alla moglie defunta e spiega che Gülizar, come lei un tempo, gli sta facendo credere di poter diventare una persona migliore. Quando Sare arriva con il cibo, Esra rimprovera il figlio perché mangia davanti a chi digiuna — altrimenti, scherza lui, finirebbe per digiunare anche lui — e la ragazza interrompe il battibecco per annunciare che lei e Salih vogliono sposarsi. Esra si emoziona e Kürşat acconsente: il ragazzo verrà a chiedere ufficialmente la sua mano quella sera stessa, per l'iftar.
Con Esra, invece, Canfeza è più cupa. È convinta che Mahir e gli Yılmaz non riusciranno mai a perdonare Kürşat, perché vede quanto il marito soffra ancora ogni volta che nomina Mehmet, e si domanda come possano funzionare quelle nozze. L'anziana risponde che soltanto il tempo mostrerà se il matrimonio rappresenti il sincero cambiamento di Kürşat oppure il prezzo delle sue colpe. Canfeza le racconta anche il sogno della madre e accenna a un brutto presentimento su Mahir; Esra la interrompe, la abbraccia e le chiede soltanto di pregare.
Lo stesso pensiero, dall'altra parte, tormenta anche lui: Mahir confida a Salih di non sentirsi tranquillo finché non avrà la certezza della morte di Selim. L'amico prova a rassicurarlo e gli chiede almeno se sia felice del proprio matrimonio, e su questo Mahir non ha dubbi — Canfeza è la cosa più bella che gli sia capitata, e pensando all'effetto farfalla conclude che non cambierebbe nessun evento del passato, se questo significasse rischiare di non arrivare a lei. Poi Asaf lo chiama e invita la coppia alla villa per il primo giorno di Ramadan. Mahir accetta.
Ferman sviene sulla porta dei Kilimci
A Villa Yılmaz cominciano i preparativi e Süreyya decide di cucinare personalmente per il figlio. Sevde, invece, riceve la telefonata dell'investigatore: Yadigar Kaldı è stata finalmente rintracciata, e l'uomo le manda l'indirizzo. Sevde parte immediatamente; durante il tragitto chi la accompagna riconosce la strada verso casa Kilimci e borbotta qualcosa, salvo poi negare di aver parlato.
A casa di Kürşat, intanto, Sare è agitatissima per l'arrivo di Salih e si domanda perché Mahir non possa accompagnarlo; Canfeza le ricorda che il marito non riesce ancora a entrare serenamente in quella casa. Sare si chiede come potranno gestire in futuro una famiglia così divisa, soprattutto se arriveranno dei bambini, ma l'amica non vuole pensarci: quel momento deve appartenere soltanto a lei. Salih arriva con del baklava e rivela che fuori c'è Mahir, venuto a prendere la moglie.
Poi tocca a Ferman, arrivato controvoglia dai Kilimci per convincere Gülizar a tornare, e lamentandosi per la fame del digiuno. Ad aprirgli la porta, però, è Efsane: lui la vede e perde i sensi. Lo portano dentro e, quando riprende conoscenza, scopre che la sua bambina è viva. Credeva di averla persa per sempre, e l'emozione lo travolge; i due si abbracciano, mentre Esra si chiede cosa succederà adesso. In casa viene rivelato anche che Yadigar Kaldı è il vero nome di Efsane, e persino Esra si stupisce.
Proprio allora Sevde arriva davanti alla porta, decisa a trovare quella donna. Ferman sente la voce della moglie, va nel panico e supplica Salih di aiutarlo a nascondersi, salvo poi cominciare teatralmente a organizzare il proprio funerale, convinto che ormai scoprirà tutto. Sevde insiste con Maviş finché non entra, e si trova davanti il marito: sconvolta, pretende di sapere perché si trovi dai Kilimci e chi sia davvero Yadigar Kaldı.
Il colpo alle spalle, davanti alla villa
Prima di uscire per l'iftar, Mahir consegna a Canfeza il nastrino di fiori appartenuto a sua madre. Lei ripensa subito al sogno e alle parole con cui la madre le aveva promesso di starle accanto nei momenti più dolorosi: si emoziona profondamente, lo abbraccia e lo ringrazia, ma il collegamento non glielo racconta.
Alla villa Süreyya sente la voce di un venditore ambulante ed esce per comprare della boza per il figlio. Asaf, guardandola, confessa ad Afet di aver cambiato molto opinione su di lei e di rimpiangere gli anni trascorsi lontano dal proprio figlio per essersi opposti a quel matrimonio: è per non ripetere lo stesso errore che ha accettato più facilmente Canfeza. La vita, dice, è troppo breve per sprecarla combattendo con chi si ama, e le parole commuovono la moglie.
Quando Mahir e Canfeza arrivano, Süreyya si illumina vedendo il figlio in lontananza. Ma proprio mentre lui si avvicina alla villa, un proiettile lo colpisce alle spalle. È la stessa immagine dell'omicidio di Mehmet, ucciso per strada allo stesso modo: Mahir crolla a terra, soccorso da Canfeza e da Süreyya sconvolte, mentre Selim, soddisfatto, si volta e se ne va.
In ospedale arriva con una grave ferita d'arma da fuoco, una forte perdita di sangue e il battito debolissimo. Canfeza resta accanto a lui e lo supplica di resistere, seguita da Süreyya, Asaf e Afet; nella sua mente tornano immediatamente la bara e le parole della madre sulla persona amata che può diventare la prova più difficile. Mentre piange disperata, Süreyya si accascia a terra priva di sensi. A casa dei Kilimci, dove Sevde continua ad accusare Ferman di averla ingannata, è la telefonata della polizia a Salih a portare la notizia — e si scopre che dietro l'agguato c'è Selim, ancora vivo.
Canfeza si taglia allora una ciocca di capelli, chiama Kürşat, che accorre immediatamente, e gli dice di darla a Mahir. Teme che il marito stia vivendo lo stesso destino di Mehmet, colpito alle spalle, e confessa al padre che non riuscirebbe a vivere senza di lui; Kürşat le promette che Mahir non morirà. Poco dopo i medici riescono a stabilizzarlo e lo portano in sala operatoria: prima dell'intervento lei ottiene pochi secondi per avvicinarsi, lo supplica di tornare da lei, lo bacia sulla guancia e gli mette la ciocca fra le mani.
La verità sull'agguato viene mostrata subito dopo: Selim è sopravvissuto alla scogliera e ha ordinato personalmente a un sicario di uccidere Mahir con un'arma silenziata. Il suo progetto comprende anche Canfeza, che vuole rapire e portare via con sé. A casa dei Kilimci pregano tutti, mentre si presenta uno sconosciuto che chiede di Kürşat: saputo che è in ospedale promette di tornare e si presenta come Ozan, arrivato da Denizli, lasciando intendere che la sua non sarà una visita amichevole. Esra prende il Corano e prega per la guarigione di Mahir.
Nel corridoio Süreyya, distrutta dalla paura, ripensa a quando Mahir bambino le aveva chiesto se i figli fossero destinati a vivere lo stesso destino dei propri padri, e lei gli aveva assicurato che non sarebbe mai accaduto. Ora, in una visione, vede Mehmet venire a prendere il figlio: lo supplica di lasciarlo e di prendere lei al suo posto, e la crisi è tanto forte che il personale medico deve sedarla. Canfeza ricorda invece una notte trascorsa con Mahir dopo il salvataggio dalla bara, quando gli aveva spiegato il significato del proprio nome: sua madre aveva perso figli maschi prima di lei e aveva sognato che la bambina che portava in grembo sarebbe sopravvissuta, diventando il cielo della sua anima. Per questo ama guardare il cielo, dove si sente vicina alla madre. Quella notte gli aveva confessato che non avrebbe potuto vivere senza di lui, e lui le aveva promesso che non l'avrebbe mai lasciata, scherzando che si sarebbe aggrappato perfino ai suoi capelli ricci pur di restare vivo. Ora è a quella promessa che lei si aggrappa.
Finalmente il medico comunica che l'intervento è riuscito: il proiettile ha colpito un polmone e l'operazione è stata difficile, ma Mahir ha lottato con tutte le proprie forze. Verrà trasferito in terapia intensiva, e le successive otto ore saranno decisive.
Un finto infermiere in terapia intensiva
Ma Selim scopre che Mahir è ancora vivo e ordina al suo uomo di completare il lavoro: non dovrà vedere l'alba. In terapia intensiva Canfeza, ammessa per pochi minuti, parla al marito e gli ricorda tutti i loro progetti, da Zanzibar alla vita nel villaggio fino ai figli che vogliono avere; gli chiede di mantenere la promessa, e quando nota un piccolo movimento si convince che possa sentirla. All'improvviso un uomo armato vestito da infermiere la sorprende e minaccia di sparare a Mahir se farà rumore: Canfeza è costretta a uscire insieme a una donna travestita da infermiera.
Fuori nessuno sospetta nulla. Qualcuno viene allontanato con la scusa di un fascicolo urgente, alla famiglia viene detto che Mahir sta abbastanza bene e ha perfino mosso una mano, e a Ferman, che vorrebbe accompagnare la ragazza, spiegano che il medico vuole parlare soltanto con lei. Prima di allontanarsi, però, Canfeza guarda Kürşat e gli domanda se sia ancora il suo vento, ricordandogli la storia della principessa che da bambina immaginava salvata dai cattivi grazie a lui. Il padre capisce immediatamente: avverte Sare e ordina a Salih di raggiungere Mahir e di non lasciarlo solo un istante.
Portata fuori dall'ospedale, Canfeza capisce presto di essere condotta da Selim. Quando lo vede gli dice che avrebbe preferito saperlo morto, e lui la provoca insinuando che proprio in quel momento Mahir potrebbe essere ucciso. Lei tenta disperatamente di liberarsi, e proprio allora arriva Kürşat, che ordina di lasciare andare sua figlia. Nella colluttazione Canfeza riesce a divincolarsi e a disarmare Selim; mentre i due uomini si colpiscono, è lei a raccogliere la pistola e a metterlo in fuga.
Quando il padre la raggiunge, gli spiega di aver cercato di comportarsi come avrebbe fatto Mahir e gli rivela che in terapia intensiva c'era un uomo armato pronto a ucciderlo. Kürşat la rassicura: grazie al riferimento al vento aveva capito subito che stava chiedendo aiuto, e ha già mandato Salih e altri uomini in ospedale, così nessuno potrà più avvicinarsi. Poi scherza sulla freddezza con cui la figlia ha reagito e sulla sua sorprendente mira, e Canfeza gli fa capire che ci sono ancora molte cose che lui non conosce di lei.
Mentre Selim tenta di fuggire e di far perdere di nuovo le proprie tracce, dall'ospedale arriva finalmente la notizia buona: Mahir ha superato il pericolo immediato, è uscito dalla terapia intensiva ed è stato trasferito in una stanza. Tutti ringraziano il cielo, pensando soprattutto a Süreyya, che non dovrà affrontare la perdita di un figlio.
La puntata precedente: Selim salta nel vuoto. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.
Il video della puntata
Serie: Racconto di una notte