Mahir sepolto vivo — Racconto di una notte, anticipazioni 16 agosto

La notte allo chalet finisce nel peggiore dei modi: Raşit fa chiudere Mahir in una bara e lo fa seppellire vivo, mentre Canfeza viene consegnata a Selim Allame e portata verso il confine.
La notte di San Valentino comincia con un'automobile rossa e uno chalet in montagna e finisce con una bara calata in una fossa. Raşit fa seppellire vivo Mahir e consegna Canfeza a Selim Allame, che la porta verso il confine.
Canfeza chiama Süreyya «mamma»
Rimaste sole la sera, Canfeza fa pace con Süreyya e per la prima volta la chiama semplicemente «mamma»: le dice che è la madre che non ha mai avuto. La suocera la perdona per la falsa gravidanza a una condizione, un nipotino vero. L'imbarazzo della nuora le fa capire il resto: il matrimonio non è ancora stato consumato, perché ogni tentativo viene interrotto. Canfeza le chiede consiglio per il regalo di compleanno di Mahir e la suocera le parla di un oggetto perduto dell'infanzia.
L'automobile rossa con il nastro
Davanti alla villa Mahir fa trovare alla moglie un'automobile nuova, rossa, con un grande nastro: il regalo di San Valentino, pagato vendendo un terreno. Canfeza si siede al volante entusiasta, mentre Sevde si sente male per l'invidia. Poco prima Gülizar ha ricevuto un pacco con una macchina per gli involtini di foglie di vite: sul fondo c'è una collana mandata da Kürşat, con un biglietto in cui spiega che l'elettrodomestico era solo un diversivo. Anche Salih ha la sua sorpresa, un anello: segue il consiglio di Mahir e porta Sare sulla ruota panoramica, ma la giostra si blocca in alto, lei sviene e l'anello resta in tasca.
Fırtına ed Elizabeth
La coppia parte per uno chalet appartato in montagna. Mahir ignora la spia della benzina e l'auto si ferma a poco più di un chilometro dalla meta: arrivano a piedi sulla strada ghiacciata, lui trascinando l'enorme valigia. Poi i regali. Canfeza gli consegna Fırtına, l'automobilina che il padre gli aveva regalato da bambino e che era andata distrutta per strada: ne ha trovato un modello identico sul Bosforo. Lui si commuove, dice di sentire ancora la carezza del padre. Poi ricambia con Elizabeth, il carillon con la ballerina dell'infanzia di lei, fatto rintracciare e restaurare: caricato, funziona di nuovo. Dopo tanta attesa i due diventano marito e moglie anche nell'intimità. Fuori, a pochi metri, è ferma un'automobile: dentro c'è Savaş.
Il taxi di Ferman
Rimasto senza carte e senza conti dopo aver lasciato la famiglia per Efsane, Ferman comincia a guidare un taxi. Sevde compra un biglietto per Urfa per raggiungerlo di sorpresa e finisce proprio sulla vettura del marito, che aveva controllato i movimenti della carta e organizzato l'incontro per fermarla. Finge di credergli, poi cambia espressione: ha capito che mente, e il giorno dopo consegna a un investigatore privato l'ecografia intestata a Yadigar Kaldı, il vero nome di Efsane.
Ferman accetta un'ultima corsa. Il cliente lo porta in una zona isolata, estrae un coltello, si fa dare denaro, orologio e anello e prima di scappare lo ferisce: l'uomo resta a terra sulla strada deserta, senza telefono. In albergo Efsane lo aspetta al freddo, uno sconosciuto sfonda la porta e lei tenta di uscire dalla finestra, che non è al primo piano. Poco dopo Asaf riceve una telefonata dall'ospedale e lascia cadere il telefono.
Il rapimento allo chalet
Maviş ha ascoltato il figlio al telefono e corre da Kürşat: Raşit vuole eliminarlo, e Savaş ha chiesto Canfeza come ricompensa. Allo chalet Mahir è uscito a comprare benzina e pane caldo; Savaş si presenta davanti a Canfeza, le confessa di averla amata fin da bambino, incassa uno schiaffo e la fa trascinare in macchina dai suoi uomini. Al ritorno Mahir trova la casa vuota, si accorge che manca l'orologio intelligente della moglie, ne attiva la localizzazione e insegue il segnale. Nello stesso momento la narcotici irrompe a casa di Kürşat e trova la merce.
La bara nel bosco
Canfeza viene portata davanti a Raşit, che l'ha fatta rapire solo per usarla come esca: sa che Mahir arriverà da solo se crede la moglie in pericolo. Davanti a loro c'è una bara di legno. Mahir irrompe armato ma deve abbassare la pistola, con l'arma puntata alla testa di lei. Raşit gli propone un patto: eliminerà Kürşat e Selim e gli restituirà la moglie, in cambio dovrà scagionarlo. Mahir rifiuta. Quando l'altro giustifica l'omicidio di Mehmet, ucciso perché aveva scoperto troppo, gli ordina di non pronunciare il nome di suo padre e lo sfida a sparare. Chiede solo che Canfeza sia risparmiata: Raşit promette di non ucciderla, «ma non serve sparare a qualcuno per distruggerlo».
Savaş scopre allora di essere stato ingannato: la ragazza era promessa fin dall'inizio a Selim Allame, che la carica in macchina mentre Mahir minaccia di fare a pezzi chiunque la tocchi. Il commissario viene immobilizzato, chiuso nella bara e calato in una fossa: sepolto vivo, continua a urlare il nome della moglie. Savaş punta l'arma contro Selim e Raşit gli spara alle spalle; ferito, si trascina verso la fossa implorando Mahir di non morire, e perde i sensi. In viaggio verso il confine Selim fa i conti ad alta voce: a un sepolto vivo restano venti minuti d'aria, dieci sono già passati. Canfeza ripete che suo padre lo troverà, e Raşit la deride: Kürşat ha la polizia in casa e la droga già trovata.
La puntata precedente: Asaf scopre Efsane. La prossima: Kürşat apre la bara. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.
Il video della puntata
Serie: Racconto di una notte