La mano bruciata — Segreti di famiglia, anticipazioni 29 e 30 gennaio

Ceylin in lacrime accanto a Ilgaz in giacca scura e cravatta rossa, seduto in ufficio con lo sguardo fermo e distante

Ilgaz collega la mano ferita del fratellino di Meltem alla notte dell'omicidio e arriva alla verità. Mert costringe Kadir a rivelare dov'è la cassaforte, mentre fra lui e Ceylin si apre una frattura.

Una mano bruciata, e sempre la stessa, porta Ilgaz alla verità sull'omicidio di İhsan: a colpire è stato il fratellino di Meltem. Nello stesso giro d'ore Mert entra in carcere per strappare a Kadir l'indirizzo della cassaforte, e fra Ilgaz e Ceylin si riapre una ferita che nessuno dei due riesce più a chiudere.

L'interrogatorio di Serkan

Eren rintraccia Serkan, l'uomo legato alla notte in cui è morto İhsan. Parla lo riconosce appena lo vede in commissariato: è quello che aveva avvicinato Meltem con violenza. In sala interrogatori Serkan prova a parlare di «incidente», ma Eren lo riporta alla realtà: per loro è un omicidio. Alla fine ammette di essere entrato nella stanza di Meltem mentre İhsan alzava la pressione su di lei, e che nella lite İhsan ha spinto la ragazza facendole sbattere la testa. Dice di essersi spaventato e di aver pensato solo ad andarsene. Quando esce dalla camera trova İhsan a terra con un coltello conficcato nell'addome, e accanto al corpo ci sono Cennet, Meltem e il bambino. Le impronte sulla maniglia risultano compatibili con le sue.

La giacca senza tracce di sangue

Ilgaz riconvoca Cennet e Meltem: la loro presenza accanto al corpo, con il bambino, è ormai confermata, quindi qualcuno ha visto. Cennet si trincera dietro la versione già resa, dormivano tutti e il corpo sarebbe stato scoperto al mattino. Yekta blocca ogni apertura, compresa quella sulla legittima difesa offerta a Meltem. Intanto la scientifica consegna due elementi pesanti: è altamente improbabile che Cennet abbia inferto un colpo così preciso, e la giacca non presenta tracce di sangue. Ilgaz dispone comunque il trasferimento in tribunale. Ceylin lo affronta e lui non arretra: non può archiviare un omicidio contro ignoti se è convinto che il responsabile sia già lì. Poi il giudice rilascia madre e figlia per insufficienza di prove.

La mano ustionata del bambino

Riaccompagnate a casa le due donne, Ceylin si ritrova davanti Ilgaz ed Eren. Dentro scoprono che il fratellino di Meltem si è ustionato una mano accendendo la stufa. Ilgaz nota quello che gli altri non vedono: non è la prima volta, e il bambino ha colpito ancora la destra, la stessa che si era ferito mordendosi le unghie fino a sanguinare. Gli torna in mente quanto gli aveva spiegato una psicologa, che i bambini convinti di essere colpevoli tendono ad autopunirsi. In auto ricostruisce tutto: İhsan stava aggredendo madre e figlia, il piccolo si è svegliato sul divano, ha visto il coltello e ha colpito per difenderle. Poi le omissioni, perché nessuno ha mai detto che dormisse in salotto, e la doccia subito dopo, per togliersi il sangue di dosso.

Cennet dice finalmente la verità

Ceylin avvisa Yekta con un messaggio e lui corre da madre e figlia. Cennet crolla e racconta com'è andata davvero: il marito stava aggredendo lei e Meltem, il bambino ha visto tutto e ha afferrato il coltello per difenderle. Supplica l'avvocato di non permettere che suo figlio venga trattato come un criminale. In centrale Ilgaz chiede a Eren di costruire il profilo del minore, carattere, contesto familiare, ogni segnale utile a dimostrare che il gesto è stato una reazione estrema a un ambiente insostenibile. Non cancella il reato, ma può cambiarne l'esito. A Ceylin, in lacrime, ammette di non avere ancora una risposta: è probabilmente la decisione più difficile della sua vita. Yekta intanto ottiene dall'ospedale un'apertura sul risarcimento e poi rilancia: dieci milioni, il doppio, per comprare il silenzio.

Mert davanti a Kadir

Mert sonda una donna influente sulla cassaforte di Kadir, poi si fa portare in carcere da Osman. A Kadir dice di volere giustizia, non per sé, ma per le ragazze distrutte dalla sua organizzazione. Kadir rifiuta, finché Mert non nomina la moglie e la figlia attese dall'America proprio quel giorno: basta questo a spezzarlo e a fargli mettere per iscritto l'indirizzo. È un'area ad alta sicurezza, un immobile intestato al fratello, con la cassaforte murata dietro un'attività commerciale. Osman dà per scontato che quei soldi servano a rimetterlo in piedi, ma Mert lo spiazza: appartengono, moralmente, a chi è stato distrutto dall'organizzazione. In casa il clima non è migliore, con Aylin che attacca Osman per il denaro perduto e Gül che osserva quanto tratti male tutti.

Quello che Ceylin non perdona

In tribunale una donna chiede di parlare con un procuratore: suo figlio è scomparso da ventiquattr'ore. Ceylin si offre di assisterla, Ilgaz capisce che il tempo è tutto e si fa assegnare formalmente il caso. Per Ceylin è un'espropriazione, e lo scontro va molto oltre il fascicolo. Gli dice che nei giorni in cui Mercan era sparita lui aveva accettato l'idea della morte della bambina e aveva smesso di cercare, lasciandole addosso tutto il peso, e che in quello stesso periodo aveva trovato lo spazio per avvicinarsi a Nil. Ilgaz si difende, era terrorizzato e fuori equilibrio, ma non basta: lei gli ricorda di aver cambiato strada anche per avere gli strumenti per continuare a cercare Mercan, mentre lui ha potuto voltare pagina. La sera lui esce lasciando un messaggio e va a sfogarsi da Eren; lei porta Mercan a prendere un gelato e non le fa pesare nulla.

La puntata precedente: La bugia della giacca. La prossima: Çınar è un assassino. Tutto sulla serie in Segreti di famiglia, e gli orari nel calendario.

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Serie: Segreti di famiglia

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