Rıdvan al posto di Salim — Segreti di famiglia, anticipazioni dal 6 al 13 ottobre

Primo piano notturno di due uomini in giacca scura: quello a sinistra, capelli scuri e barba di pochi giorni, guarda fuori campo con la mascella contratta; quello a destra, piu' anziano, ha la fronte corrugata e lo sguardo lucido, con luci colorate sfocate alle spalle

I rapitori danno a Ilgaz tempo fino alle 18 per liberare Salim, altrimenti Dafne muore. Il piano per prendere tempo costa la vita a Rıdvan, e la bambina viene trovata in un container frigorifero.

Sul telefono di Ceylin arriva un video: Dafne legge ad alta voce le parole dei rapitori, minacciata fuori campo. La mafia dei Balcani vuole Salim libero entro le 18, altrimenti la uccide. Ilgaz deve scegliere, e la settimana si chiude con un morto che nessuno aveva messo in conto.

L'ultimatum delle 18

L'omicidio ha una responsabile: una donna, parente del fidanzato della vittima, con cui aveva una relazione segreta. Non basta, perché l'organizzazione tiene ancora Dafne in ostaggio. Metin è in ospedale in condizioni critiche e Ilgaz deve scegliere fra la legge e sua sorella. Ceylin glielo chiede in faccia. Lui risponde: «No. Ma se lo facessi, non potrei più guardarti in faccia», e la ferita di Parla torna a bruciare. La squadra di Pars ed Eren vede un'unica strada: liberare Salim, che non è l'assassino ma ha occultato il cadavere, per riarrestarlo dopo.

Le unghie colorate

Un ragazzo che frequenta la sala biliardo di Merdan e si è guadagnato la fiducia di Çınar dice di avere visto Dafne scendere da un autobus con una donna. In centrale racconta tutto, ma Ceylin resta sospettosa, e nel posto che indica Dafne non c'è. La svolta arriva dall'ospedale: Metin riprende conoscenza e ricorda che l'aggressore aveva le unghie colorate, come chi lavora in un salone di bellezza. Un'ex parrucchiera indica il centro estetico dell'organizzazione, «L'anemone blu»: la squadra irrompe e arresta una donna con il fratello, e il ragazzo la riconosce come la donna dell'autobus. Durante l'interrogatorio Ilgaz perde il controllo, e nella colluttazione il detenuto afferra una pistola e si spara alla tempia.

I microfoni nei vestiti di Salim

Su incarico di Pars, Rıdvan convince il giudice a rinviare l'udienza di Salim. La mossa fa infuriare Yekta, che preso alla sprovvista informa per errore la vera assassina: la donna corre alla stampa e rischia di far saltare tutto. Ilgaz intanto va contro ogni suo principio e lascia uscire Salim, ma prima gli fa nascondere due microfoni nei vestiti. Gli uomini che lo prelevano con un furgone ne trovano soltanto uno. L'altro continua a trasmettere.

Il furgone di Rıdvan

Per prendere tempo, Pars organizza un finto trasferimento di Salim in centrale. L'agente che doveva impersonarlo non si presenta e Rıdvan si offre al suo posto: prima di salire confida a Pars che, finita l'operazione, vuole chiedere in sposa Özge. Il furgone viene assaltato da un commando: Rıdvan prova a spiegare che non è Salim, ma i killer non lo ascoltano e lo uccidono. Poco prima, seguendo il microfono rimasto attivo, la squadra ha trovato in una casa isolata il corpo senza vita di Salim. Di Dafne, nessuna traccia.

Quaranta minuti nel container

Un secondo video arriva a Ceylin: Dafne è chiusa in una cella frigorifera e ha quaranta minuti prima dell'ipotermia. Ilgaz, Eren e Ceylin corrono dietro al segnale, ritrovano il mezzo che aveva prelevato Salim e poi il container. Ilgaz la tira fuori quasi priva di sensi e la porta in ospedale, dove anche Metin mostra segni di ripresa. All'obitorio, Cennet e Özge salutano l'assistente. Pars non si perdona di averlo lasciato salire su quel furgone, ma ora ha un nome: Kesik.

La chiavetta di Ömer

La prova decisiva è una chiavetta USB: dentro, un uomo dell'organizzazione si lamenta per il furto di cinque milioni di lire. A consegnarla a Ceylin è Ömer, che dice di volere solo giustizia: la custodiva Yekta in cassaforte. Poi affronta il padre e si lascia sfuggire di sapere chi è la donna infiltrata nello studio. Yekta capisce tutto. Pars, intanto, chiede a Merdan un aiuto concreto per stanare Kesik, mentre Ilgaz ordina una maxi-operazione nei casinò e nelle sale scommesse e non si ferma davanti alle preghiere del nonno e di Çınar. Con Ceylin abbassa le difese: «La vita mi ha dato una lezione. Ora capisco quanto ti ho fatto soffrire.» All'udienza di divorzio lei conferma la separazione, lui si oppone. La giudice, con il consenso di Ceylin, archivia la causa.

La busta sotto la porta

Mentre Pars è in tribunale, qualcuno fa scivolare una busta sotto la porta del suo ufficio: dentro ci sono una foto e un indirizzo, quelli di Kesik. Özge ci va da sola. L'uomo fa il fattorino: si accorge di essere seguito, la afferra per il collo e le ride in faccia confessando di avere ucciso Rıdvan «per divertimento», poi la lascia a terra sanguinante e minaccia la sua famiglia. Özge estrae una pistola dalla borsa e gli spara alle spalle.

La puntata precedente: Il necrologio di Metin. La prossima: La tomba nel giardino. Tutto sulla serie in Segreti di famiglia, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Segreti di famiglia

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