La levatrice muore prima di parlare — Tradimento, anticipazioni 7 novembre

Kahraman scopre di essere figlio di Sezai e lascia i Digeli. İpek perde il bambino e Oltan le manda le carte del divorzio. La levatrice muore prima di poter parlare.
La levatrice muore prima di poter parlare e Güzide non crede alla coincidenza. Nello stesso giorno Kahraman scopre di avere sulla spalla la stessa voglia di Sezai, restituisce il cognome Digeli e se ne va di casa con Oylum e Can.
La levatrice non parlerà
Güzide e Ozan trovano Cemile riversata a terra, mentre Tarık si cala dalla finestra e cadendo si fa male al braccio. Il medico conferma: infarto, medicine mai prese. Per Güzide è una «coincidenza molto bizzarra» e l'autopsia non la convince. Poco dopo Tarık si presenta fingendo di non sapere nulla e le chiede di andare a parlare con la levatrice. Güzide gli guarda la spalla fasciata; lui parla di una lussazione. Allora lei gli dice che Cemile è morta, e Tarık si infuria: quella donna poteva sapere che fine ha fatto il loro figlio. Güzide lo congeda e gli chiede di limitarsi a brevi messaggi.
Il segno sulla spalla
Kahraman si toglie la camicia davanti a Kadriye e le mostra la voglia sulla spalla. Poi chiede chi altro abbia lo stesso segno nello stesso punto, e risponde da solo: Sezai. Kadriye si difende: lo ha protetto, dice, raccontandogli che suo padre era Kenan Tahir Digeli. Lui l'accusa di averlo consegnato ai Digeli per denaro. «Chi è mio padre? Sezai o Kenan Tahir Digeli?». La risposta è la più dura: «Non lo so, non lo so in questo momento». Kahraman le dice che non è più suo figlio e le proibisce di chiamarlo così. Più tardi Oylum prova ad alleggerire: adesso Güzide non è soltanto sua suocera, è anche la sua matrigna. Ridono insieme.
İpek perde il bambino
La tata trova İpek svenuta e coperta di sangue: aborto spontaneo, condizioni gravi. Selin, che poco prima era andata a casa sua, giura a Tolga di non averle torto un capello: con l'assassina della sorella davanti non ha avuto il coraggio, ed è uscita lanciandole una maledizione. İpek pretende che Oltan non sappia mai nulla, ma è già tardi: un uomo le porta il protocollo di divorzio consensuale, perché senza il bambino non resta motivo di stare sposati. Lei strappa i fogli e giura che non firmerà mai. Poi irrompe in ufficio urlando di essere la moglie di Oltan Kaşifoğlu: la sicurezza la porta fuori di peso.
Il vigneto di Avanos
Allo studio di Güzide arrivano avvocato e ufficiali giudiziari per un pignoramento: venticinque milioni di lire turche di carte di credito non pagate, notifica intestata a Sezai. Sono i debiti di İpek. Güzide chiede tre giorni per saldare; è Nazan a rivelarle dove Sezai si è ritirato, in una casa vigneto ad Avanos. Güzide lo raggiunge e gli chiede di tornare. Lui si prende la colpa e le confessa di amarla ancora: non è andato lì per dimenticarla, ma per soffrire in silenzio. In quel momento arriva Kahraman: «Sezai, la voglia di nascita sulla tua spalla ce l'ho anch'io nello stesso posto, identica». E gli mostra la foto.
Kahraman lascia i Digeli
Sezai va da Kadriye e la accusa di essersi fatta bene i conti, attribuendo la paternità a una delle famiglie più influenti della Turchia; lei giura fra le lacrime di avergli donato il rene solo per salvargli la vita. Il giorno dopo Kahraman torna dai Digeli con il test del DNA: suo padre è Sezai. Rassegna le dimissioni dalla presidenza del consiglio, trasferisce le quote a Mualla, lascia le chiavi, ringrazia la donna che lo ha cresciuto come un figlio e se ne va con Oylum e Can. Mualla corre fuori, lo abbraccia, gli ricorda che è suo nipote. Lui non cambia idea, e quando l'auto sparisce lei crolla, colpita da un malore. I tre vengono accolti a casa di Güzide, che ripete di non volersi arrendere: il figlio scambiato lo troverà.
Tolga non vuole più divorziare
Il braccialetto elettronico di Selin smette di registrare movimento e la centrale minaccia una pattuglia: Tolga prende tempo, le dice di camminare, il segnale riparte. Davanti a una torta al cioccolato lei scherza sul loro legame storto: «Io con le manette, tu con il rene di Oylum». Poi gli ricorda che devono divorziare; lui risponde di no, che non rinuncia alla cosa bella che ha trovato. Bussa Oltan, convinto che stiano morendo di fame, e resta a tavola: per la prima volta vede il figlio sereno. Selin lo chiama «papà» e gli chiede dei venti milioni di dollari trasferiti a Serra prima della morte: vuole restituirli, ma i conti offshore sono fuori portata.
Yeşim perde la causa
Tarık torna da Öykü con una montagna di regali e le chiede scusa per averle mentito sull'Australia; la bambina lo perdona e lo abbraccia. Il tribunale però va in un'altra direzione: Yeşim perde la causa di divorzio e Tarık esce dall'aula ricordandole di cercarsi un lavoro e che, se troverà un uomo ricco con cui vivere, si prenderà la custodia della bambina. Yeşim va a casa di Güzide e chiede scusa davanti a tutti: non vedrà più Dündar. Güzide le risponde che non deve spiegazioni a nessuno, ma che ha sbagliato. Ümit la rincorre fino alla fermata dell'autobus: la società non chiude, per la prima volta ha realizzato il sogno di una vita e non lascerà che vada in frantumi.
La puntata precedente: Tarık lascia morire Cemile. La prossima: Sezai rifiuta il divorzio. Tutto sulla serie in Tradimento, e gli orari nel calendario.
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Serie: Tradimento