Sezai rifiuta il divorzio — Tradimento, anticipazioni 14 novembre

Primo piano di un uomo anziano in giacca grigia, camicia bianca e cravatta scura, con barba brizzolata e sguardo preoccupato; accanto, in una strada con auto parcheggiate, una giovane donna dai lunghi capelli castani piange coprendosi la bocca con le mani mentre una donna dai capelli rossi in giacca

In aula Sezai dichiara di non volere il divorzio e annulla il protocollo. Güzide si chiude in camera, lui resta davanti al cancello e ci passa la notte.

In aula Sezai si alza e dice al giudice che il divorzio non lo vuole. Güzide lo ascolta senza rispondere, torna a casa e si chiude in camera. Lui resta davanti al cancello, e ci dorme.

L'udienza che non finisce in divorzio

Güzide chiede al tribunale che la causa sia accolta. Ma quando il giudice interpella Sezai, lui si alza e dichiara di non volere il divorzio: le confessa davanti a tutti di amarla ancora moltissimo. Güzide gli ricorda che il protocollo l'hanno firmato, e lo accusa di non averle mai parlato quando era il momento. Lui risponde che si rammarica di non aver potuto farlo prima.

Il 1988, la fila alla facoltà

Sezai spiega da dove viene il suo silenzio: la paura. È cresciuto per stare zitto, per non raccontare i propri dolori, per non contraddire nessuno. Ha taciuto per non deludere il padre e non rattristare la madre. Poi racconta il giorno in cui si è innamorato: 1988, il primo giorno di iscrizione a giurisprudenza, un lunedì alle dieci. Güzide era davanti a lui in fila e il profumo dei suoi capelli lo aveva stordito. Nemmeno quel giorno riuscì a parlarle: era Tarık quello che faceva il buffone per strapparle un sorriso. Dice che l'udienza è la sua ultima occasione, che se non le ha raccontato di Kadriye è solo perché temeva di non essere creduto, e che ormai non ha più niente da perdere. Dichiara nullo il protocollo. Güzide lo guarda e non dice una parola.

La fotografia strappata

Oylum si sente in colpa per come ha trattato Kadriye, per averla tenuta lontana da Can, e teme che Kahraman un giorno si penta di averla cancellata dalla propria vita. Lui è irremovibile: il suo rimpianto più grande è averla chiamata mamma. Il discorso scivola sulla paternità di Can, e Kahraman le chiede se avrebbe donato il rene anche senza Tolga di mezzo. Oylum ammette di no, poi prova a difendere Kadriye: forse ha agito per amore, forse nemmeno lei sapeva la verità. Nello stesso momento Kadriye, al telefono, conferma di voler vendere casa e comincia a staccare le fotografie dal muro. Kahraman, poco dopo, strappa la sua sotto gli occhi di Oylum. Fuori dalla stanza qualcuno sta origliando.

Le scuse di Mualla a tavola

Mualla supplica Kahraman di tornare a casa: «Sei mio nipote, io sono come una madre per te». La sera si presenta a cena da Güzide con i dolma preparati come piacciono a lei, e a tavola chiede scusa per gli errori del passato. Ha sempre creduto di avere ragione, dice, e invece era sola in mezzo ai parenti; ringrazia tutti per averle fatto sentire cosa sia una famiglia allargata. Güzide le fa capire che la seconda possibilità comincia da quella cena. Poi arriva anche Ümit, e Güzide gli chiede senza giri di parole se lavora ancora con Yeşim: ne parleranno più tardi. Sezai, intanto, osserva la casa da fuori.

Dündar prende Öykü a scuola

Dündar va a scuola per fare una sorpresa a Öykü, ma la maestra non gliela consegna. Chiama Yeşim, che è al lavoro e non risponde, poi Tarık, che in mezzo a un'udienza crede si tratti di Ozan e concede il permesso. I due passano il pomeriggio a cucinare insieme, felici. Quando Yeşim rientra e li trova ai fornelli resta spiazzata, e appena la bambina si allontana accusa Dündar di usarla per riavvicinarsi a lei. A tavola Öykü dice: «Vorrei che tu fossi il figlio vero di zia Güzide. Così saresti il mio vero fratello», e si scambiano i numeri di telefono. Poco dopo arriva Tarık, deciso a capire chi abbia portato via la figlia da scuola; Öykü mente e racconta di essere tornata con lo scuolabus, per proteggere la madre. Yeşim la ringrazia, ma le spiega che la verità va detta sempre. La mattina dopo Dündar si ripresenta sotto casa e le promette una vita nuova: lei lo caccia in lacrime, perché esiste un video che le farebbe perdere la custodia della bambina.

La notte davanti al cancello

Sezai non se ne va. Resta fuori, si fa compagnia con un cane randagio a cui dà perfino un nome, e la mattina Güzide lo trova che ha dormito per terra. Aspetterà lì finché lei non lo perdonerà, dice. Rientrano in casa insieme: lei lo manda a farsi una doccia, lui prima vorrebbe la colazione, e ricorda di dare qualcosa da mangiare anche al cane. In studio lo accolgono tutti con un affetto che lo commuove.

Azra chiede una causa contro Tarık

In quel momento arriva Azra, che chiama Güzide zia e le chiede aiuto per intentare causa contro Tarık. Güzide rifiuta e le domanda di non chiamarla più così. Ma Sezai ha sentito tutto, e si offre di assisterla gratuitamente: vuole togliere a Tarık ogni potere.

La puntata precedente: La voglia sulla spalla. La prossima: Il figlio dato via. Tutto sulla serie in Tradimento, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Tradimento

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