Il coltello e il biglietto — Io sono Farah, anticipazioni 5 dicembre

Tahir prepara una stanza per Kerimşah e poche ore dopo mette un coltello in mano a Farah e la caccia di casa. Vera le offre una vita nuova in cambio del silenzio, e Mehmet riconosce Kaan in una foto del telefono di Gönül.
Tahir fa sterilizzare una stanza per Kerimşah e compra un vestito a Farah. Poche ore dopo la sorprende con il telefono in mano, le porge un coltello e le indica la porta. Nella stessa serata Vera si presenta nel suo appartamento con un'offerta che vale il silenzio, e Mehmet riconosce in una foto il figlio di Ali Galip.
«Io sono Farah» torna su Canale 5 venerdì 5 dicembre in prima serata, alle 21:40, al posto di «Tradimento»: la prima parte era andata in onda dal 28 luglio all'8 agosto, poi la serie era uscita dal palinsesto. Si riparte dal sesto episodio turco.
«Non voglio più vederti»
Kaan rompe il silenzio davanti ai genitori e rinfaccia a Vera di aver sempre saputo dell'omicidio: lo spingeva all'estero solo per liberarsi di lui. Le grida che non ha paura di diventare come suo padre, perché forse lo è già, poi le dice gelido che non vuole più vederla. Ali Galip resta impietrito. Vera fulmina il marito, unico colpevole ai suoi occhi; è Bade ad abbracciarla.
La stanza sterilizzata
Tahir porta Farah e Kerimşah nella sua villa. La camera del bambino è stata allestita seguendo alla lettera le indicazioni dei medici, con l'ambiente sterilizzato come nella vecchia casa. Per Farah ci sono la stanza degli ospiti e dei vestiti nuovi, da usare «solo se lo desidera». Lei promette una cena iraniana per ringraziarlo, poi si trucca e indossa l'abito elegante come non faceva da anni. Il telefono squilla: Tahir non tornerà per cena, e le dice di aver saputo che il commissario Mehmet parla in giro di una «testimone oculare» vicina a lui.
Il coltello
Mehmet ha una notizia peggiore: il governo iraniano ha chiesto il rimpatrio urgente di Farah. L'unica via d'uscita è la cittadinanza turca, il prezzo è testimoniare davanti al procuratore. Lei accetta tra le lacrime e mente a Kerimşah dicendogli che devono andare via, ma mentre chiude la valigia si volta e trova Tahir sulla soglia.
Dopo cena lui entra in camera senza più dolcezza e le mostra il cellulare: vuole sapere da quanto tempo collabora con il commissario. Farah confessa e giura che dirà la verità, cioè che è stato Kaan a sparare; gli prende le mani e lo implora di scegliere lei. Tahir si ritrae, la chiama «dottoressa» e la accusa di usare la propria femminilità per confonderlo. Poi afferra un coltello, glielo porge dicendole che ha ragione, è sola, e le indica la porta. Rimasto solo, distrugge la stanza che aveva preparato: lascia intatto soltanto il disegno del bambino.
La cena con Ali Galip
Il piano di Tahir è già in moto. Ha risparmiato Mendi, l'uomo che aveva tentato di ucciderlo, e lo ha usato per far fallire l'affare di droga di Bekir. Ali Galip schiaffeggia il nipote e sospetta subito di lui, ma quando si siedono a tavola accetta il compromesso: la spedizione ripartirà alle condizioni di Tahir. Arriva la stretta di mano, e Tahir non gliela bacia. Si chiamano «papà» e «figlio», si abbracciano, e lo sguardo di Tahir resta di ghiaccio. La mattina dopo il lavoro di Bekir passa a lui.
Il biglietto da visita di Vera
Vera si presenta a casa di Farah insieme a Bade, guarda l'umidità sui muri e commenta che quel posto non è adatto a un bambino malato. Poi arriva l'offerta: un posto nella fondazione che aiuta le donne in difficoltà, una vita molto migliore, in cambio del silenzio sull'omicidio. Farah rifiuta, ma Vera le lascia il biglietto e la invita a casa sua. Intanto il procuratore liquida Mehmet: senza prove solide la parola di una donna irregolare non ha peso, e Farah capisce che nessuno la proteggerà. Tahir tenta un'ultima carta: due passaporti, una borsa di soldi e le foto di due uomini uccisi dopo aver collaborato con la polizia. Lei rifiuta, poi torna indietro e lo abbraccia in silenzio.
Quello che Orhan non aveva mai detto
Su una panchina del parco Orhan convince Farah ad accettare la mano che le viene tesa, e fa un nome: Vera. Sa già tutto del loro incontro, e ammette di essere stato lui a volere il donatore per Kerimşah. Poi racconta il passato che ha sempre taciuto: era un commissario sotto copertura, amava Vera, Ali Galip era ossessionato da lei; quando fu scoperto restò ferito e la loro storia finì. Farah chiama Vera quella sera stessa e per la prima volta dice la verità: in Iran ha commesso un crimine grave e rischia una condanna pesantissima. La mattina dopo attraversa il salone di casa Akıncı.
La foto del bowling
Gönül e Kaan si baciano sul lungomare e passano un pomeriggio al bowling, e lui continua a presentarsi come «Emir». A casa Mehmet scorre le foto sul telefono della sorella e si irrigidisce: quel ragazzo è Kaan, il figlio di Ali Galip. Scopre anche che Bade, che gli ha consegnato le immagini dell'aggressione a Tahir e lo ha invitato a cena, è la sorella di Bekir. E Kerimşah chiama Tahir di nascosto per dirgli che la mamma piange: la prima volta lui riattacca, la seconda gli canta la canzone delle due capre testarde sul ponte, con Farah che ascolta in silenzio.
La prossima: La proposta e il coltello. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah