Adnan sperona l'auto di Ömer — Melek, anticipazioni 20 luglio

Dentro un'auto incidentata con il parabrezza in frantumi: un ragazzo bruno con una ferita sanguinante sulla fronte riverso sul volante, una donna al centro che urla al telefono con la mano sul petto e, sul sedile accanto, una ragazza svenuta con il sangue al naso

Defne non arriva mai a lezione: è nelle mani di Adnan. Quando Ömer la ritrova e la porta via in auto, l'inseguimento finisce contro il guardrail, con Melek al telefono.

Defne non arriva mai in aula. Melek passa un giorno e una notte tra il commissariato e il telefono spento della figlia, e quando finalmente sente la sua voce è già tardi: dall'altro capo della linea arriva il rumore di uno schianto.

Il contratto che Kerem non ha firmato

Kerem prova a spiegare all'allenatore di non aver mai firmato con la Dana Sport, che è stato tutto organizzato da Alpay alle sue spalle e che lui non vuole lasciare la squadra. L'allenatore non lo ascolta: lo accusa di essere ingestibile e gli dice che l'occasione è persa. Kerem lascia il campo distrutto e piange in silenzio, mentre il piccolo Seyit Ali lo guarda soffrire e Melek non sa come consolarlo. Poi sale su un taxi per cercare il padre, nonostante le suppliche della madre. Al bazar lo affronta davvero: gli dice che non gli ha offerto un'occasione, lo ha venduto, e gli chiede di sparire dalle loro vite.

La lezione a cui Defne non è mai entrata

Ömer l'aveva accompagnata e l'aveva vista entrare, ma in aula Defne non è mai arrivata. Chiama Halil, poi Melek. Intanto la ragazza è priva di sensi nell'auto di Adnan, narcotizzata. In officina si decide di andare subito alla polizia. Melek affida il piccolo a Mirza e supplica l'agente di muoversi: dice che il ragazzo che ha aggredito i suoi figli si è portato via Defne. Ma serve almeno un cognome, e quando telefona ad Alpay per averlo lui le chiude il telefono in faccia. La polizia promette di allertare ospedali e colleghi.

La casa isolata

Defne si sveglia in un posto che non conosce. Adnan le dice di amarla e di non voler essere temuto; lei gli risponde che rapirla non è amore e che non lo amerà mai. Lui le rinfaccia il viaggio a Istanbul, i regali, il tempo passato insieme, e le dice che tutti lo abbandonano. Quando qualcuno bussa alla porta — è un uomo di Kenan, insospettito dalla luce accesa — Adnan le copre la bocca e la minaccia con un coltello. Più tardi Defne finge di dover andare in bagno e tenta la fuga: raggiunge l'auto, ma le chiavi le aveva lui. La riporta dentro con la forza.

Seyran costretta a scendere dall'autobus

Seyran sta lasciando la città con Gülce, ma Erdal si mette davanti all'autobus e la costringe a scendere. Le rivela di averla seguita dalla sera prima, poi la colpisce davanti alla figlia. Mithat arriva appena in tempo e si scaglia contro di lui. Davanti al commissariato Seyran non se la sente di denunciarlo: ha vissuto anni nella paura ed è sempre stata ritrovata. Melek la ospita in casa e le dice che sta affrontando un altro Alpay. Nella notte restano sveglie insieme, e Melek ricorda una frase di sua madre: «quando un figlio è lontano, una madre non riesce nemmeno a bere un sorso d'acqua».

Il referto di Kadriye

Alla villa Seyit Ali è felicissimo per la gravidanza, ma vuole che sia Mahmut a dare la notizia. Kadriye ascolta da lontano e fraintende: crede che stiano parlando del divorzio e che tutti vogliano mandarla via. Al bambino sussurra che nessuno merita di sapere della sua esistenza. Quando Mahmut le dice di sapere del figlio e di non voler divorziare, la accusa anche di averglielo nascosto. Lei allora gli porta il referto medico con la data: quando lui ha firmato la richiesta di divorzio, lei non sapeva ancora di essere incinta. «Se vuoi davvero il divorzio, io esco dalla tua vita», gli dice, e se ne va. Rimasto solo, Mahmut guarda l'ecografia e sorride.

Il testimone davanti alla scuola di musica

Halil e Ömer mostrano la foto di Defne per strada, finché un uomo racconta di aver visto una ragazza priva di sensi tra le braccia di un giovane e di averlo aiutato a caricarla in macchina, convinto che fosse il fidanzato. Descrive una vettura grigia, non recente. In commissariato il commissario Murat fa cercare la targa: l'auto risulta rubata, l'area si restringe tra Urfa e Antep. Anche Kenan si muove, ma per conto suo: chiede a un uomo dal passato torbido di trovare quella macchina prima della polizia.

Il messaggio e lo schianto

Quando Adnan si addormenta, Defne tira fuori il telefono che era riuscita a nascondere, attiva la geolocalizzazione e manda un messaggio a Ömer. Lui prende le chiavi dell'auto e parte. Adnan però trova il telefono e scopre tutto; proprio in quel momento richiama Melek. Le dice che Defne è con lui e la minaccia: deve fermare Ömer, altrimenti lo ucciderà. Melek gli giura che, se farà del male a sua figlia, lo distruggerà. Ömer arriva al casolare, si avventa su Adnan, lo colpisce e porta via Defne in macchina. Adnan li insegue, sperona l'auto una volta, poi di nuovo: la vettura finisce contro il guardrail, si ribalta più volte e si schianta. Melek è al telefono con la figlia e sente tutto. Poi Adnan scende dalla sua macchina e si avvicina al veicolo distrutto, dove Ömer e Defne sono feriti e privi di sensi.

La puntata precedente: Adnan rapisce Defne. La prossima: Il cuore di Ömer si ferma. Tutto sulla serie in Melek - Il coraggio di una madre, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Melek - Il coraggio di una madre

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