Il colpo a vuoto — Io sono Farah, anticipazioni dal 23 al 29 dicembre

Tahir si punta un revolver alla tempia nella casa della sua infanzia e Mehmet lo trova appena in tempo. Farah si trasferisce da lui per l'immigrazione, e nella cucina del locale arriva il primo bacio.
Tahir si punta un revolver alla tempia nella casa in cui è cresciuto, e il colpo non parte. A fermarlo arriva Mehmet, l'uomo che lo ha spinto fin lì. Pochi giorni dopo, nella cucina del suo locale, Farah smette di fingere e lo bacia.
Il revolver nella casa dello zio
Uscito dall'ospedale, Tahir torna in una casa abbandonata che appartiene al suo passato, spoglia e coperta di polvere. Da un fagotto di stoffa tira fuori vecchi giocattoli, tiene in mano un soldatino di plastica e accanto dispone dei proiettili. Un ricordo lo riporta all'adolescenza, in quella stessa stanza, incatenato. Poi si punta il revolver alla tempia e preme il grilletto: niente. Il rumore attira Mehmet. In terra ci sono cinque proiettili; il sesto, dice Tahir, è nel tamburo, caricato a caso.
Tahir lo costringe a disarmarsi e riprova. «Ho rincorso un sogno come si inseguono le farfalle, ma le farfalle hanno bisogno di mani delicate e le mie sanno solo distruggere.» Mehmet ammette la sua parte: invidiava la possibilità di riscatto di Tahir e aveva bisogno di un avversario. Un colpo parte e non colpisce nessuno. Tahir stringe il soldatino e crolla in lacrime. Arrivano i colleghi, le manette, ventiquattro ore di custodia. In auto rivede se stesso ragazzo, portato via mentre quella casa brucia.
Due funzionari alla porta di Farah
Kerimşah è dichiarato fuori pericolo e il medico consegna a Farah il biglietto del volo del donatore. Mentre lei prepara i cartoni del trasloco, il bambino le confida che quella stanza gli mancherà; lei gli promette una casa dove non sarà più confinato. Poi bussano due funzionari dell'immigrazione, per accertare che il matrimonio non sia di comodo: chiedono perché Tahir risulti domiciliato altrove e dove siano i suoi effetti personali. Farah improvvisa, e viene avvertita che rischia la denuncia e l'espulsione. Bade è netta: se non convivono davvero, alla prossima verifica senza preavviso è finita.
La cena al locale Lekesiz
L'insegna del locale ora porta il cognome di Tahir, Lekesiz, e per Bade è il segnale che sta tornando quello di prima. Ali Galip ci riunisce gli altri capi proprio perché la polizia non conosce ancora il posto: banconote sul tavolo, complimenti, poi i conti. Qualcuno parla di un traditore. Tahir serve un piatto diverso a ciascuno e sotto l'ultimo coperchio mette una benda e degli antidolorifici: la punizione avviene davanti a tutti. Poi assicura ad Ali Galip di avere un piano per Mehmet, e lui lo avverte di non lasciar correre l'ambizione, perché un giorno potrebbe perfino prendere il suo posto.
Il divano, l'armadio e una storia da imparare
Farah entra in casa di Tahir con la chiave e sistema in salotto le cornici con le loro foto; mentre le guarda capisce che per lei non è più solo una formalità. Lui la trova addormentata sul divano e le mette addosso una coperta, poi fissa le regole: lei nella camera matrimoniale, Kerimşah in quella accanto, lui in salotto; nell'armadio le lascia spazio e porta i propri vestiti al locale. Poi la versione da imparare: si sono conosciuti in un locale notturno, presentati da amici comuni, e si sono innamorati. Quando la finzione arriva al suo carattere, Tahir elenca da solo i propri difetti ed esce senza dire nulla.
Gönül davanti a sua madre
Gönül e Kaan entrano mano nella mano in un locale sul mare dove li aspettano Orhan, Perihan, Vera e Ali Galip: mostrano il libretto e annunciano di essersi sposati. Alla villa Vera accoglie la nuora per evitare altri disastri, non per affetto, e avverte gli altri che più la attaccano più Kaan la considererà preziosa. Poi Perihan si presenta e ordina alla figlia di tornare a casa, minacciando di non parlarle mai più. Gönül le rinfaccia la frase di allora, quando le disse di averla messa al mondo solo per tenersi stretto Orhan, e la lascia senza risposta.
Le pantofole di Mehmet
Mehmet viene premiato in centrale per le operazioni contro la criminalità organizzata e invita Bade a cena. Prima che lei arrivi si presenta İlyas con dei documenti: l'indomani è prevista una spedizione importante e Tahir è coinvolto. Quando Bade entra, lui le porge le ciabatte, lei lo zittisce con un gesto e lo bacia, e per la prima volta anche Mehmet si lascia andare. A tavola resta rigido, lei nota i documenti su Tahir e capisce che a bloccarlo sono le apparenze: la soluzione, gli dice, è non farlo sapere a nessuno. Uscendo torna indietro solo per lasciargli le pantofole.
Il bacio in cucina
La sera Farah arriva al locale a un'ora insolita e chiede di parlare con Tahir; lui la trascina in cucina, furioso. Lei gli dice che è stanca delle liti e che vuole lasciarlo entrare nella propria vita: anche per lei è una tortura dormire in quella casa pensando a lui. Tahir ammette di averci provato con tutte le sue forze senza riuscirci, poi confessa il resto: lei è pericolosa, se si perdesse nel suo sguardo sarebbe la sua rovina. E la bacia. Rientrata a casa, in videochiamata, Kerimşah le fa notare che ha una faccia diversa, come se fosse contenta.
La serata precedente: İlyas ha ucciso Alp. La prossima: Il donatore travolto. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah