Il volo dal cantiere — Io sono Farah, anticipazioni dal 21 gennaio al 3 febbraio

A sinistra un uomo con barba e giacca di pelle nera allunga il braccio in avanti con lo sguardo alterato, davanti a una parete gialla; a destra una donna con i capelli sciolti e il viso rigato di lacrime tiene il pugno chiuso sotto il mento; al centro, dentro un tondo, un uomo precipita fra i piani

Tahir strappa Farah alle guardie di Behnam e lei, per salvarlo, gli rompe un bicchiere in testa. Al cantiere Tahir risparmia Behnam, che lo ripaga spingendolo nel vuoto.

Tahir porta via Farah puntando una pistola contro le guardie, e paga quel gesto con un bicchiere rotto in testa e un volo dal cantiere. Farah, per proteggerlo, recita fino in fondo la parte della donna innamorata di Behnam. Alla fine restano una separazione firmata e un bambino spedito lontano.

Il gioiello nel camerino

Rahşan obbliga Farah a mettere il velo e la porta a fare compere, allontanando le guardie. In camerino tira fuori il vero motivo: denaro e gioielli preziosi perché sparisca da Istanbul e dalla vita di Behnam, che la considera un disonore per la famiglia. Farah rifiuta, perché non abbandonerà mai suo figlio. Rahşan le mette in mano un gioiello di grande valore, giura che finché sarà viva non le permetterà di sposare Behnam e la maledice.

Fuori dal negozio interviene Tahir: le prende la mano, punta la pistola contro la scorta e la trascina via nonostante le proteste. Rahşan finge lo sconvolgimento e ordina di non avvisare subito il figlio: alla notizia pensa lei, e la racconta a modo suo, Farah è scappata di sua volontà.

Quello che Farah racconta e quello che è successo

In una vecchia casa di campagna pignorata, intestata a Vera, Farah comincia a raccontare la sua versione. Behnam ha salvato Kerimşah donandogli il midollo, si è pentito di tutto, l'ha aspettata e rispettata, e ora lei lo ama. Mentre parla scorrono le immagini della verità: una stanza chiusa a chiave, il bambino visibile soltanto attraverso un monitor, nessun contatto fino alla guarigione completa e la minaccia di farla marcire in carcere insieme a Gönül e Bade per la morte di Ali Galip.

Tahir non le crede. Le dice che non è la Farah che conosce, tira fuori la diffida che lei avrebbe firmato e lei mente di nuovo. Quando lo sfida sulla sua intimità con Behnam — «Io e Behnam… avanti, chiedimelo» — lui le grida di stare zitta.

Il bicchiere rotto

Tahir la abbraccia e la supplica di essere sincera: la sua bocca dice una cosa e i suoi occhi un'altra. Farah gli chiede perdono e gli rompe un bicchiere di vetro in testa. Mentre lui è a terra privo di sensi gli dice che lo ha fatto per proteggere lui e Kerimşah, lo chiama il suo «unico amore», lo bacia sulla testa, prende le chiavi dell'auto e torna da Behnam.

Intanto Behnam fa torturare Adil e Haydar, che non parlano, e si presenta a casa di Bade e Gönül: ne nasce un pestaggio, Bekir finisce a terra e Gönül si ferisce al sopracciglio.

L'indirizzo che Vera vende

Vera riceve una telefonata: nella casa pignorata è stato visto qualcuno. Consegna l'indirizzo a Behnam in cambio di affari e amicizia. Allo scontro al cantiere Tahir ha la meglio e Behnam resta appeso fra un piano e l'altro: dice di essere pronto a morire e a uccidere per Farah, ma confessa anche che ogni notte prega perché lei lo ami. Tahir lo tira su e gli intima di tornare dalla sua famiglia. Behnam lo ringrazia con un calcio che lo fa precipitare nel vuoto.

Le cesoie e il vetro della cornice

Rahşan entra nella stanza dove Farah è rinchiusa e le annuncia che Behnam ha ucciso Tahir. Farah le mette le mani al collo, scappa in giardino, impugna delle cesoie e ferisce lievemente Behnam prima di essere disarmata: chiama quella casa la sua «tomba». La punizione arriva subito dopo, perché Kerimşah viene spedito in Iran da solo. Farah si accascia ad annusare i vestiti del bambino, poi spacca una cornice, si punta il frammento di vetro alla gola, dice che la leonessa si è arresa e si ferisce al polso.

Il patto di Merjan

Tahir è vivo. A soccorrerlo è stata Merjan, la cugina di Behnam appena tornata a Istanbul con lo zio Akbar: costole incrinate, commozione cerebrale, un ospedale lontano per sicurezza. Quando gli uomini di Behnam setacciano le stanze, lei fa scattare l'allarme e lo porta via nel caos. In una casa affittata sotto falso nome gli propone un accordo: informazioni dall'interno della famiglia in cambio della guerra a Behnam, che si è messo fra lei e l'uomo che amava. Si stringono la mano.

La firma del divorzio

Una settimana dopo Farah si sveglia accanto a Kerimşah, tornato dall'Iran appena ha saputo che la madre stava male, e Behnam le annuncia che d'ora in avanti saranno una famiglia, loro tre insieme. Poi arriva Tahir. Si ferma a guardare il bambino che gioca in giardino, entra e consegna a Behnam la richiesta di divorzio firmata. Sulle scale dice a Farah che in tribunale le aveva chiesto di non arrendersi e che aveva sbagliato, le augura buona fortuna e se ne va, mentre lei lo guarda allontanarsi in lacrime.

Poco dopo Farah scopre che nel suo tè le domestiche versano dei farmaci: un sedativo a dosi crescenti fin dal suo arrivo, per ordine di Behnam. E Tahir va da Mehmet, che rifiuta la sedia a rotelle e dice di preferire la morte: lo trascina fuori dal letto e gli promette che in una settimana sarà in piedi e in un mese di nuovo al lavoro.

La serata precedente: Un anno dopo, il divorzio. La prossima: La chiavetta. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.

Il video della serata

Serie: Io sono Farah

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