La chiavetta — Io sono Farah, anticipazioni dal 4 al 6 febbraio

Farah finge di amare Behnam per arrivare alla chiavetta che la incastra, mentre Tahir si presenta alla conferenza stampa come nuovo socio e Mehmet scopre di essere stato usato.
Farah smette di combattere e comincia a recitare: moglie devota, madre pentita, donna fragile. Le serve per arrivare alla chiavetta che la incastra. Intanto Tahir entra applaudendo nella conferenza stampa di Behnam e si presenta come nuovo socio, e Mehmet capisce di essere stato usato.
La recita comincia in camera
Farah ordina alla domestica di continuare a somministrarle i farmaci di Behnam, ma di dirle esattamente quali sono: vuole raccogliere le prove. Fingerà obbedienza totale, spiega, solo per proteggere Bade e Gönül. Poi si sistema davanti allo specchio e promette che «pagherà per tutto»: gli darà la donna dei suoi sogni. La sera lo accoglie in lacrime, si accusa di aver quasi abbandonato Kerimşah, gli chiede di proteggerlo sempre. Behnam la rassicura: non è una cattiva madre, ne è certo.
La chiavetta nella cassaforte
Il video della morte di Ali Galip girato in casa sua è il guinzaglio con cui Behnam tiene Farah. Lei prova a farlo distruggere raccontando gli incubi in cui la polizia viene a prenderla, ma lui chiude il discorso. Allora inventa un furto in una villa vicina alla loro. Behnam esce a controllare, rientra preoccupato e si lascia sfuggire proprio quello che a lei serve: la chiavetta è al sicuro nella cassaforte dell'azienda. Un tè allo zafferano, un ricordo dell'università, e Farah si fa portare anche all'inaugurazione del centro commerciale.
La cena che rimette in piedi Mehmet
Tahir cucina per Mehmet una cena piena di proteine e lo scuote: da un anno mangia roba per bambini, deve rialzarsi e scoprire chi lo ha ridotto così. Poi gli mostra la foto che gli ha mandato Merjan, che indaga per conto suo: Haluk Mertoğlu, ex poliziotto corrotto degli anni Novanta, oggi capo della sicurezza di Behnam, un tempo socio di Ali Galip nei casinò. Il commissario torna operativo e lo ringrazia come si ringrazia un fratello. Per il fascicolo si rivolge a İlyas, senza sapere di chi si fida: il poliziotto consegna le carte sulla porta e se ne va senza salutarlo.
L'applauso alla conferenza stampa
All'inaugurazione, mentre Behnam presenta il più grande centro commerciale di gioielli di Istanbul, Tahir entra applaudendo e prende il microfono: è il nuovo socio. La notte prima Haluk gli ha ceduto il 3% delle quote in cambio del nome di chi lo stava vendendo alla polizia; con l'apertura del testamento di Ali Galip ne arriverà un altro 7%, e con il 10% un posto nel consiglio d'amministrazione. Per la foto di gruppo si piazza al centro, fra Behnam e Farah, che scappa via. Behnam si rifiuta di stringergli la mano; lui gli dice di preparare i bagagli e lasciare il Paese con la famiglia. È stata Vera a chiedere la dichiarazione di morte presunta del marito per sbloccare il testamento: Behnam le annuncia che il conto lo pagherà lei.
Il fratello tradito
A casa Mehmet gli lancia il telefono con la foto della conferenza. Il nome dentro quel fascicolo — Akbar — Tahir lo ha venduto alla polizia per comprarsi le quote. Si sente usato, lo chiama ipocrita, si alza a fatica con le stampelle e se ne va: lo aveva creduto un fratello, si era sbagliato. Tahir, rimasto solo, ammette di aver perso famiglia e dignità e di volere soltanto la vendetta: rispedire Behnam e i suoi in Iran. Poco dopo Mehmet litiga con un tassista, gli rompe lo specchietto con la stampella e finisce in centrale: chiede di restare in cella, perché non ha un posto dove andare. Lì abbraccia İlyas. E a Bade, che vuole sapere tutto, confessa di sentirsi un completo idiota.
L'incontro nella cucina del ristorante
Con un finto malore e la complicità della domestica, Farah ottiene da Behnam un telefono e il permesso di cenare fuori con Gönül. Al telefono, mentre Kerimşah distrae la nonna con il solletico, le passa il messaggio: l'indomani alle dieci, al ristorante Ferit, e che ci sia anche Tahir. Rahşan però si aggiunge alla cena per sorvegliarla. Farah la fa investire da un vassoio e raggiunge Tahir in cucina. Lui insiste sulla cicatrice che le ha visto sul polso, lei nega e parla di una caduta in bicicletta. Gli chiede di cedere le quote e farsi da parte; lui rifiuta e la accusa di averlo consegnato a Behnam. La chiama «una grande bugia» e le dice che da adesso ognuno andrà per la sua strada. Farah, sempre più debole senza i farmaci, gli accarezza il viso, si prende la colpa di tutto e sviene appena esce dalla cucina.
Kerimşah riconosce Tahir
In ospedale Tahir arriva a chiedere notizie e Kerimşah lo vede: gli corre incontro, lo abbraccia e non vuole più lasciarlo andare. Al bar gli racconta del padre arrivato dall'Iran che gli fa tanti regali, e senza accorgersene anche della madre che lavora sempre o si chiude nella stanza all'ultimo piano. Da lontano Rahşan guarda tutto e a casa dà a Farah un ultimatum: due settimane per convincere Behnam a tornare in Iran. Lui, intanto, riceve un fascicolo su Tahir — omicidio volontario, lesioni gravi, minacce — e lo definisce un assassino. Il testamento di Ali Galip si apre il giorno dopo, e Tahir non si è ancora presentato.
La serata precedente: Il volo dal cantiere. La prossima: L'abito bianco e il quarto proiettile. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah