Un anno dopo, il divorzio — Io sono Farah, anticipazioni dal 14 al 20 gennaio

La seconda e ultima stagione riparte quasi un anno dopo: Farah vive in una villa e chiede il divorzio in tribunale, Tahir esce dal carcere solo per scoprire che Kerimşah chiama papà un altro uomo.
La seconda e ultima stagione italiana riparte quasi un anno dopo. Farah vive in una villa elegante, esce con l'autista e sembra un'altra donna; Tahir è in carcere da 334 giorni. Si rivedono in tribunale, davanti a un giudice, per il divorzio che ha chiesto lei.
L'udienza dei 334 giorni
Le guardie prelevano Tahir dalla cella per accompagnarlo in aula. Nel furgone blindato chiede di aprire il finestrino: da un anno non sente più l'odore del Bosforo. Farah è già seduta accanto al suo avvocato, composta e distante, e non gli concede uno sguardo. Il giudice le chiede di confermare la domanda depositata al Tribunale della Famiglia, e lei conferma senza esitare. Tahir si alza: 334 giorni senza una visita, senza una telefonata, e a consumarlo non è la prigione ma la lontananza dalla sua famiglia. La supplica di guardarlo negli occhi. Farah lo guarda e ripete che vuole il divorzio.
Come Behnam si è preso Kerimşah
Si torna indietro di un anno. Tahir punta la pistola contro Ali Galip e spara a vuoto: non vuole toccare Kerimşah con le mani sporche del suo sangue, e gli rivela di aver collaborato con la polizia. Mentre il boss fugge, nel parcheggio il commissario Mehmet è a terra in una pozza di sangue, con una ferita d'arma da fuoco alla testa. E a casa, davanti a Farah, c'è Behnam: è arrivato seguendo le tracce delle ricerche che Tahir aveva avviato in Iran per curare il bambino. Schiaccia sotto i piedi la foto di nozze e porta via madre e figlio per un test del DNA.
L'aeroplanino di carta
Prima di uscire, Farah nomina ad alta voce un aeroplanino «caduto» nella stanza del bambino. Tahir, che intanto ha donato il proprio sangue a Mehmet perché ha il suo stesso gruppo, rientra e trova Adil e Haydar legati e imbavagliati. Riguarda i filmati delle telecamere e capisce: dentro l'aeroplanino c'è un biglietto. Behnam non è certo della paternità e cercherà un medico iraniano per il test — quel medico è la strada per arrivare a loro. In ospedale, poco dopo, Mehmet va in arresto cardiaco ed entra in coma.
La pistola trovata in casa
Nella villa dove è tenuta prigioniera, Farah viene sottoposta a un rito di «purificazione»: alcune donne la accusano di adulterio e le strofinano la pelle fino a ustionarla. Tahir arriva a pochi minuti da lei grazie al medico che ha eseguito il prelievo, ma viene fermato da İlyas e arrestato per lo sparo al commissario: la pistola con cui Orhan ha ferito suo figlio è stata trovata a casa sua. Da una telefonata si scopre il patto: Ali Galip ha aiutato Behnam a rintracciare il bambino in cambio di una futura collaborazione.
Il vetro nel petto di Ali Galip
Bade e Gönül raggiungono la villa e trovano Farah legata al letto e ustionata, ma di Kerimşah non c'è più traccia. Poi la porta si apre su Ali Galip. Bade lo accusa di aver incastrato Tahir e di aver usato lei e suo fratello come burattini; lui la afferra alla gola, e Gönül lo colpisce alla testa con un vaso. Cade su un tavolino di vetro e si conficca una scheggia nel petto. Ridendo, confessa di essere stato lui a rivelare a Behnam l'esistenza di Kerimşah, e chiede: «Tu credi che esista giustizia?». Gönül sta chiamando l'ambulanza, Farah le strappa il telefono di mano. Poi si china sul boss: «Tu non conosci la mia vera natura», estrae il vetro e lo lascia morire. Una telecamera riprende tutto. È il ricatto con cui Behnam la tiene in pugno.
«Per me non esisti più»
Dopo l'udienza Tahir conta i secondi al semaforo: un furgoncino guidato da Adil e Haydar sperona l'auto della polizia e lui evade. Arriva a casa di Behnam con passaporti e visti già pronti, ma Farah lo gela: non è ricattata, lo ha dimenticato, «per me non esisti più». In giardino Kerimşah gioca a pallone senza tuta protettiva: è guarito grazie al trapianto di midollo del padre biologico. Farah dice di essere felice e di voler sposare Behnam, poi chiama la polizia e guarda Tahir portato via in manette. Era una messinscena concordata. E Behnam la avverte: se mai lo tradirà, ucciderà Tahir con le proprie mani.
Mehmet muove le dita
Bade passa le notti a leggere un romanzo rosa al commissario in coma, chiedendogli di muovere un dito per protestare. Poi urla, in lacrime: Mehmet si è svegliato. Dieci giorni dopo porta a Tahir i documenti da firmare: il commissario lo ha scagionato, le accuse cadono, la scarcerazione è immediata. Ma Behnam ha già fatto firmare a Farah un'ordinanza restrittiva, lo convoca in un magazzino degli Akıncı e gli allunga un lingotto d'oro perché si rifaccia una vita altrove: Tahir lo lascia cadere a terra. Nella villa Farah vive dietro una linea rossa che non può superare. E Rahşan, appena vede il figlio uscire di casa, prende soldi e gioielli e ordina a una domestica di preparare Farah, senza fare domande.
La corsa finale parte mercoledì 14 gennaio: sono 42 puntate. Martedì 20 gennaio c'è anche un appuntamento in prima serata.
La serata precedente: Ali Galip in ginocchio. La prossima: Il volo dal cantiere. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah