Behnam scopre di Kerimşah — Io sono Farah, anticipazioni 5 gennaio

Farah e Tahir decidono di lasciare la Turchia, ma Ali Galip trova la microspia nel suo studio e capisce chi lo ha tradito. Poi alza il telefono e chiama Behnam.
Farah si sveglia da un incubo in cui Behnam le porta via tutto: la voce al telefono, il corpo di Tahir sotto un lenzuolo. Poche ore dopo quella voce arriva davvero. E a sera è Ali Galip a dire a Behnam che ha un figlio maschio.
L'incubo in corsia
Nel sogno Farah è al suo primo giorno in ospedale. Al telefono non c'è Kerimşah ma Behnam: «Pensavi che non ti avessi trovata?». Lei corre nei corridoi e nel suo ufficio trova una barella coperta da un lenzuolo bianco. Sotto c'è Tahir, immobile. Sulla soglia compare Behnam: «Sono venuto a prenderti».
Farah si sveglia di colpo e accusa il marito: non doveva cercare Behnam, non sa quanto sia potente quella famiglia. Lui giura che del bambino non sa niente nessuno. Nella notte Kerimşah gli racconta il proprio sogno, quello su un padre che non ha mai visto, e gli chiede se tornerà. Tahir non gli mente: non lo sa. Poi prova a chiamare l'avvocato in Iran. Nessuna risposta.
I finti diplomatici
La mattina Tahir esce a comprare la frutta e si accorge di essere seguito da tre uomini. Si presentano come una missione diplomatica iraniana e accennano al suo avvocato: lui abbassa la pistola e li segue. Lo disarmano e gli mettono in mano un telefono.
In linea c'è Behnam. Ha l'avvocato con sé, sostiene che Farah è fuggita dall'Iran senza essere giudicata e ammette di aver indagato sul passato di Tahir «per gelosia», scoprendo che anche lui ha un figlio. Tahir pretende di sapere chi sia quel bambino; Behnam risponde che certe cose si discutono faccia a faccia. Allora Tahir lo invita a Istanbul e gli intima di non pronunciare mai più il nome di sua moglie. Behnam accetta.
La cittadinanza e la torta bruciata
A casa arrivano Adil e Haydar: è il compleanno di Tahir, e Farah scopre di non conoscerne nemmeno la data. Poi un corriere consegna una busta dell'ufficio immigrazione: è arrivata la cittadinanza, non sono più clandestini.
La sera Farah gli organizza una sorpresa in un locale, canta la sua canzone preferita e gli dice quello che aveva sempre trattenuto: lo ama e vuole una vita normale, una passeggiata mano nella mano senza paura. In cucina la torta si è annerita sul fuoco. Tahir ci pianta sopra le candeline lo stesso: il suo desiderio, dice, si è già avverato.
Il furgone nero in autostrada
Orhan aggredisce İlyas e gli ordina di riconquistare la fiducia di Mehmet, che ormai tiene tutti a distanza. Poi, con il telefono di un morto, chiama Ali Galip senza immaginare che il commissario stia ascoltando dal furgone delle intercettazioni: Mehmet riconosce la voce dell'«Agnello Nero» e si segna l'appuntamento del giorno dopo.
All'ora fissata İlyas individua Mehmet in zona e fa in tempo ad avvertire. Orhan sale su un furgone nero senza targa; il commissario lo insegue in autostrada senza sapere che dentro c'è suo padre, e lo perde.
La cena alla tenuta Akıncı
A tavola si finisce sui segni zodiacali e Tahir gela il clima: la sua vera data di nascita non la conosce. I genitori morirono quando era neonato e lo zio non lo registrò mai; fu Vera a scegliere come compleanno il giorno del loro primo incontro, la sua «rinascita». Farah, con finta leggerezza, chiede come siano morti davvero quei genitori. Vera risponde «incidente stradale».
Poi Farah annuncia davanti a tutti che lei, Tahir e Kerimşah si trasferiranno in Francia. Gönül accusa Tahir, Ali Galip ricorda che c'è un lavoro da finire. In macchina Farah vorrebbe dirgli che ritiene Ali Galip e Vera responsabili della morte dei suoi genitori, ma anche stavolta le parole le restano in testa.
La penna sul tavolo
All'alba Ali Galip riunisce la famiglia. Al centro del tavolo c'è una penna: è una microspia trovata nel suo studio, e a metterli sotto controllo è stato Mehmet. Bekir ricorda di aver visto Farah aggirarsi in quella stanza; Bade la difende, sostiene che cercava solo una medicina per Kerimşah. Chi li ha traditi, avverte Ali Galip, pagherà caro.
La mattina dopo Bade esce con l'auto di Bekir e con il telefono che gli uomini dello zio hanno appena manomesso. Va da Farah e le chiede se sia stata lei. Farah non nega: dice solo che Tahir non sa nulla. Dall'altra parte della città Ali Galip ascolta ogni parola.
La stretta di mano e la raffica
Su una strada di campagna Tahir confessa a Mehmet la sua paura vera: Behnam è cresciuto in Iran, ha agganci nel regime e, se entrasse in Turchia, sarebbe una minaccia diretta per Farah e il bambino. Gli chiede di proteggerli, se un giorno lui non potesse più farlo. Il commissario accetta, e si stringono la mano.
Nel frattempo Ali Galip chiama Behnam, pronuncia il nome di Farah e gli domanda quanti figli abbia: due bambine. Poi affonda il colpo: deve sapere di avere anche un figlio maschio. In auto Bade e Farah accostano in una piazzola e tirano il fiato. È lì, mentre Farah è al telefono con Tahir, che dall'auto alle loro spalle parte una raffica di colpi.
Lunedì 5 gennaio doppio appuntamento: pomeriggio e prima serata alle 21:20. Martedì 6 gennaio, per l'Epifania, la serie non va in onda.
La serata precedente: Behnam è vivo. La prossima: Il patto con Mehmet. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah