Behnam è vivo — Io sono Farah, anticipazioni dal 31 dicembre al 2 gennaio

Farah accetta la penna-registratore di Mehmet e finisce sotto la scrivania di Ali Galip, dove Vera lascia cadere la verità sulla famiglia di Tahir. Poi, dall'Iran, una notizia che ribalta tutto.
Farah accetta la penna-registratore che le mette in mano Mehmet e torna alla villa Akıncı con la scusa di una medicina dimenticata. Finisce sotto la scrivania dello studio, e da lì sente Vera dire chi ha sterminato la famiglia di Tahir. Poi, dall'Iran, arriva la risposta che nessuno dei due aveva previsto.
Il patto in ospedale
Mehmet ferma Farah in corsia e le chiede di diventare la sua informatrice: il mandante dell'omicidio del donatore di Kerimşah è Ali Galip. Lei lo accusa di approfittarsi della tragedia, poi il commissario la spiazza: a raccontargli la verità è stata Bade. Il piano prevedeva Bekir, ma è intervenuto lo zio in persona. Mehmet la mette in guardia: se Tahir lo scoprisse da solo, perderebbe il controllo. Farah esce, prende le mani del marito e non gli dice niente. Di nascosto, però, chiama un avvocato per avere notizie di Behnam, il padre biologico del bambino.
La morte del comandante Hamza
Il comandante Hamza viene trovato morto nella sua auto: si sarebbe sparato. Orhan ordina a İlyas di non indagare: il caso si chiude, le colpe restano tutte a Hamza. Subito dopo chiama Ali Galip e gli annuncia un carico di armi in arrivo dall'Iraq, l'affare più grosso degli ultimi dieci anni. Ali Galip lo definisce il loro «gran finale». Mehmet, però, su quel suicidio non si convince, e quando ne parla al padre lo vede minimizzare.
Una parola del medico
Le difese immunitarie di Kerimşah risalgono e il bambino rientra in lista. Il medico aggiunge una possibilità nuova: un fratello garantirebbe una compatibilità vicina all'80 per cento. Farah e Tahir restano in silenzio, imbarazzati; il loro matrimonio è nato sulla carta e a un figlio non avevano mai pensato. La sera lei lo rassicura: non glielo chiederebbe mai, nemmeno per disperazione. Ma Tahir ha un altro pensiero. Ha già chiamato un avvocato in Iran per sapere se il padre di Kerimşah abbia altri figli, e continua a indagare sulla morte del donatore. Quando Farah lo capisce, minaccia di andarsene con il bambino.
La cena che salta e la stanza dei ricordi
Vera prepara Gönül per la cena tra consuoceri e le regala una parure di diamanti. Al ristorante Perihan punzecchia tutti fin dal primo minuto. Orhan e Ali Galip arrivano insieme, insolitamente distesi, e dicono di voler mettere il passato da parte. Quando Vera propone una festa di matrimonio per Gönül e Kaan, Perihan esplode: chiama la serata una messinscena vergognosa, minaccia di raccontare tutta la verità e lascia il tavolo. Il giorno dopo Bekir porta Gönül in una stanza piena di vecchie carte: in una foto degli anni Novanta Orhan compare accanto agli zii della famiglia Akıncı. Non era solo rivalità fra polizia e malavita.
Farah sotto la scrivania
La penna che Mehmet ha consegnato a Farah è un registratore da lasciare nello studio di Ali Galip. Approfittando della cena, si presenta alla villa con la scusa del farmaco dimenticato. Bekir la nota, Bade la sorprende nello studio e crede che cerchi documenti riservati; Farah reagisce con rabbia e le rinfaccia il cognome che porterà per sempre. Poi rientrano tutti dal ristorante e lei fa in tempo solo a infilarsi sotto la scrivania. Da lì ascolta la lite fra Ali Galip e Vera, sempre più dura, fino alla frase che la paralizza: è stato lui a massacrare la famiglia di Tahir, a renderlo orfano. Rimasta sola, con gli occhi pieni di lacrime, Farah attiva il registratore e lo sistema nel portapenne. Non è più solo la missione di Mehmet.
La caccia all'ex poliziotto
In commissariato Tahir e Mehmet setacciano i fascicoli degli agenti radiati o condannati per corruzione. Tahir riconosce uno degli uomini del falso posto di blocco, tace, e appena il commissario si allontana fotografa i documenti. È Haydar a trovargli l'indirizzo. Ma Mehmet ha capito e arriva per primo: Cihan, ex agente ai margini, lo colpisce con un borsone e scappa. Tahir sopraggiunge, lo travolge con l'auto e gli si getta addosso pretendendo un nome, finché Mehmet gli punta contro la pistola. Cihan approfitta dell'attimo, riparte, e quando si sente in trappola si toglie la vita. Nel suo telefono Mehmet trova un contatto salvato come «il Presidente»: gli scrive fingendosi Cihan, senza sapere che dall'altra parte c'è Orhan. Quando l'altro richiama e resta in silenzio, il commissario parla lo stesso e lo chiama «agnello nero».
La Francia, e una telefonata dall'Iran
In terrazza Farah dice a Tahir che vuole andarsene da quella città e curare Kerimşah altrove. Poi gli prende le mani e gli confessa di essersi innamorata: amarlo è stato come scoprire un posto sconosciuto e bellissimo, da cui era scappata per paura. Chiede di partire tutti e tre, e lui accetta. Parlano della Francia e si scambiano le fedi. Alla festa della mamma il bambino le dedica un video e per qualche minuto Farah è felice davvero. Poi, al parco, arriva la chiamata dall'Iran: Behnam non è morto. Si è rifatto una vita, è sposato, ha altri figli. La telefonata si interrompe di colpo: due uomini hanno appena preso l'avvocato e vogliono sapere perché Tahir Lekesiz cerca Behnam. Farah sbianca: è impossibile, Behnam è morto, l'ha ucciso lei. Tahir non arretra: Behnam è vivo.
La serata precedente: Il donatore travolto. La prossima: Behnam scopre di Kerimşah. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.
Il video della serata
Serie: Io sono Farah