Nozze sotto tiro — Io sono Farah, anticipazioni dal 15 al 22 dicembre

Primo piano di una giovane donna in lacrime, la bocca aperta in un grido, con del verde alle spalle; accanto, un'altra ragazza dai capelli scuri schiacciata contro una parete chiara, gli occhi spalancati per la paura, trattenuta da un uomo barbuto vestito di scuro

Il sì di Farah e Tahir nella tenuta di Ali Galip finisce sotto i colpi di un assalto armato. Gönül scopre chi è «Emir» e in che famiglia sta entrando la sua amica.

Farah e Tahir pronunciano il loro «Lo voglio» nella tenuta di Ali Galip, e nello stesso istante cominciano gli spari. Nella villa Gönül scopre chi è il ragazzo che si era presentato come Emir, e in che famiglia sta entrando la sua amica.

La condizione di Kerimşah

Farah si sveglia da un sogno in cui Tahir le confessa che il suo mondo buio ora è «illuminato». Al figlio, che l'ha vista sorridere nel sonno, spiega che si sposerà: è l'unico modo per avere la cittadinanza e restare al sicuro. Kerimşah sa già tutto, ha sentito lei e Gönül parlare la sera prima, e accetta a una sola condizione: non chiamerà Tahir «papà», perché spera ancora che il suo vero padre torni.

«Emani luce»

In auto Tahir guarda l'anello e pensa all'ultimo ordine di Ali Galip: uccidere Mehmet. Poi va ad aspettare il commissario dentro la sua macchina e gli smonta il bluff delle prove balistiche, perché pistola e proiettile non coincidono. Mehmet lo definisce un mendicante d'amore, poi nota l'abito elegante e gli chiede dove sia diretto: sta per sposare Farah, per renderla libera. Sulla strada Tahir insiste per comprarle un vero abito da sposa. Lei va in crisi in atelier, lui la rassicura, e quando esce dal camerino riesce solo a dirle: «Emani luce».

Alla villa Ali Galip annuncia che lui e Vera saranno i testimoni, poi prende da parte lo sposo: Mehmet è sospeso, non rappresenta più la legge, ha osato toccare suo figlio Kaan e deve pagare. Per convincerlo tira in ballo Vera, che lo ha cresciuto e che ora vuole vendetta. Davanti al fotografo Farah capisce che quelle nozze hanno un prezzo, ma Tahir rinvia le spiegazioni.

Gönül scopre chi è «Emir»

Gönül arriva con la madre Perihan, convinta che sia la casa del futuro marito di Farah. Al piano di sopra si trova davanti Kaan, il ragazzo che conosceva come «Emir»: la villa è sua, lui è Emir Kaan Akıncı, figlio di Ali Galip, e Tahir è il braccio destro di suo padre. Gönül si sente presa in giro da tutti e scappa. Intanto Vera caccia Perihan, che la riconosce: è la donna vista piangere sulla spalla di suo marito Orhan. E quando arriva Kaan, Perihan capisce che è il figlio di Vera e tenta di colpirlo.

Gli spari sul «Lo voglio»

Con Vera assente è Bade a fare da testimone. Gli sposi pronunciano il loro sì e in quell'istante risuonano i colpi: è arrivata la «trasferta» organizzata da Orhan, un assalto armato per mandare un messaggio nel giorno delle nozze. Tahir copre Farah col corpo e la spinge nella stanza blindata; Kaan mette al sicuro Perihan e Gönül; Vera prende un mitra e cerca la ragazza nei corridoi, ma a nasconderla in un armadio è stato Bekir. Gli assalitori si ritirano; Tahir cattura un uomo ferito, poi un secondo sicario lo colpisce alle spalle.

«Sei sporca di sangue»

Gönül affronta Farah a muso duro: gli Akıncı sono i responsabili della morte di Alp, e lei lo sapeva dall'inizio. Quando Farah prova a toccarla, la respinge: «Sei sporca di sangue». La sera rifiuta anche le spiegazioni del fratello e lascia l'amica in mezzo alla strada. Farah manda via Tahir, si scusa con Orhan e gli annuncia che lascerà l'appartamento, poi si chiude in bagno a piangere; a Kerimşah dirà solo che il matrimonio è rimandato. Intanto Mehmet, ricostruendo le traiettorie dei colpi che hanno ucciso Alp, capisce che nel locale c'era un secondo uomo, il vero assassino. Le stesse foto arrivano ad Ali Galip, che si convince che Kaan non ha sparato.

Il cavallo mansueto

Ali Galip liquida la sparatoria come un'esercitazione con armi registrate, e il procuratore richiama Mehmet, sospeso e arrivato lì senza mandato. Il boss, furioso, ordina a Tahir di uccidere il commissario quella notte stessa. Poi trova Orhan ad aspettarlo tra i cavalli: gli parla dell'animale mansueto che accetta il suo posto in cambio del cibo e per questo vive più a lungo, lezione imparata dopo due pallottole nel petto. Un ricordo riporta a quella notte: Orhan e Vera nascosti in casa di amici, un bambino di nome Mehmet che gioca con la sua pistola, poi la sparatoria in cui i padroni di casa restano a terra e Ali Galip spara a Orhan.

La pistola sotto il tavolo

Bade taglia la strada al commissario e si fa offrire una cena per avvertirlo: lasci perdere il caso, suo zio è un animale selvatico e lui non ha nessuno che lo protegga. Mehmet ride e ordina crisantemi per il proprio funerale. Appena lei esce, Tahir si siede al suo posto con la pistola puntata sotto il tavolo, e il piano salta quando arrivano due musicisti. Poi lo segue per strada e lo prende di mira da lontano, ma Mehmet si accorge dell'arma. Poco dopo Tahir è sotto la finestra di Farah: lei gli confessa il sogno in cui si era vista felice con lui, come una famiglia vera, e lui le dice di aver rifiutato l'ordine e di aver chiuso con quella vita: «Io amo la primavera, non voglio che torni l'inverno». Poi arriva a casa loro con chi celebrerà il rito: il matrimonio si farà davvero. E chiede a Kerimşah di aprire la porta.

La serata precedente: La proposta e il coltello. La prossima: İlyas ha ucciso Alp. Tutto sulla serie in Io sono Farah, e gli orari nel calendario.

Il video della serata

Serie: Io sono Farah

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