Afet spinge Canfeza — Racconto di una notte, anticipazioni dall'8 al 12 giugno

Una giovane donna riversa immobile su un cumulo di cotone bianco, con una macchia di sangue accanto alla testa; accanto, due donne si coprono la bocca con la mano, sconvolte

Kürşat consegna a Mahir il nome del vero nemico dentro la polizia. Canfeza entra a villa Yılmaz da moglie e ne esce in ambulanza, spinta giù dal balcone da Afet.

Kürşat si consegna a Mahir e gli mette in mano il nome che non si aspettava. Canfeza entra a villa Yılmaz da moglie e ci resta tre giorni. A fine settimana è riversa su un cumulo di cotone, sotto il balcone, e Mahir comincia a chiedersi chi l'abbia spinta.

Boris ha un altro nome

Un flashback riporta alla notte dell'irruzione a casa di Selim. Kürşat si presenta a Mahir con tutte le prove dei propri reati, deciso a pagare il suo debito. Dice di non aver più trovato pace dopo la morte di Mehmet: negli stessi giorni moriva anche sua moglie e Canfeza restava senza madre. Poi la rivelazione: Boris non è un nemico qualunque, è il commissario Raşit Kara, l'uomo che dall'interno della polizia ha dato l'ordine che ha portato alla morte del padre di Mahir. Kürşat si offre come testimone protetto. Mahir non si fida, teme un trucco per salvare lui e la figlia, ma il tarlo resta.

«Lei è Canfeza Yılmaz»

Afet accoglie la nipote acquisita dicendo che per la figlia di Kürşat Kilimci non c'è posto in quella casa. Mahir la corregge davanti a tutti: «lei è Canfeza Yılmaz, mia moglie». E mette la zia davanti a una scelta secca: o se ne va con la moglie e con la madre, come fece suo padre, o resta lì con Canfeza. In camera, però, il tono cambia. Nessuno deve sapere a quali condizioni si sono sposati: il matrimonio è temporaneo, serve solo a proteggerla finché tutti i responsabili non avranno pagato. Non è amore, le ripete. Lei ascolta in silenzio.

Ferman se ne va

La casa destinata a Mehmet è stata intestata a Mahir, e Ferman non lo regge. Accusa Asaf di non averlo mai considerato un erede: a lui era stato negato perfino il permesso di assumere Efsane come domestica, mentre il nipote ritrovato porta in villa la figlia dell'uomo accusato di aver ucciso Mehmet e riceve pure la proprietà. Afet gli concede quel permesso solo per trattenerlo, e lui lo vive come un contentino: parte con Sevde per un albergo, tra un ristorante in cui ordinano sushi per sbaglio e un night club dove la serata finisce in rissa e in questura.

Canfeza canta in mezzo al locale

A cena con l'amico Salih, Mahir ammette che qualcosa dentro di lui si è spezzato: teme che Canfeza, alla prima difficoltà, rinunci di nuovo a lui. Lei lo raggiunge al locale fingendo di essere sola in taxi e senza soldi, poi assaggia l'alcol per la prima volta e si lascia andare. Si mette a cantare in mezzo alla sala una dichiarazione d'amore pubblica, mentre lui muore d'imbarazzo e deve qualificarsi come commissario per allontanare gli avventori. Rientrati a casa, Mahir dorme sul divano e le chiede di non farsi trovare accanto a lui la mattina dopo.

L'ordigno e il passato di Selim

Selim sopravvive a un arresto cardiaco, ma ordina ai medici di raccontare in giro che sta morendo. Poi manda un uomo a piazzare una bomba sotto l'auto di Mahir e ne segue gli spostamenti via GPS. Alla psicologa racconta la ferita di una vita: a ventidue anni si era innamorato della figlia di un amico di suo padre, e Haydar Allame l'aveva sposata lui stesso per umiliarlo; la ragazza non resse e si tolse la vita. Nella storia di Canfeza vede la stessa umiliazione che torna, e giura che stavolta qualcuno pagherà.

Il kebab salato

Kürşat regala alla figlia un telefono con il suo numero in rubrica e un conto intestato a lei, perché non debba chiedere niente agli Yılmaz: «se ti calpestano, chiamami a qualunque ora e vengo a prenderti». Alla villa Süreyya insegna a Canfeza il kebab preferito di Mahir. Afet, che non tollera di vederla in cucina, aspetta che le domestiche escano e riempie di sale il piatto in forno. Vendetta sprecata: Mahir quella sera cena fuori con i colleghi.

Il segreto e il volo dal balcone

Alla cena dei colleghi c'è İnci, vecchia fiamma di Mahir, che punge Canfeza davanti a tutti e poi la raggiunge in bagno per dirle la cosa più crudele: un uomo così non sposa la figlia di Kürşat Kilimci per amore, ma per vendetta. Fuori dal locale Mahir, invece di difenderla, le rinfaccia di chi è figlia. La mattina dopo Canfeza fa le valigie. Nel frattempo Afet e Gülizar stanno rievocando il segreto che le lega — il figlio di Afet morì appena nato e fu sostituito da un altro bambino, Ferman non è un Yılmaz di sangue — e la ragazza le sente. La inseguono, lei indietreggia sul balcone e Afet la spinge nel vuoto. Il cotone accatastato in giardino attutisce l'impatto e le salva la vita: trauma cranico, emorragia, costole rotte, una gamba fratturata. Al risveglio Canfeza mente e parla di un giramento di testa, ma Mahir sale a controllare il balcone e capisce che nessuno gli dice la verità. Poi arrivano dei fiori da parte di Selim, con un biglietto che lascia intendere che lui l'avrebbe protetta meglio: Mahir li getta via e giura di spezzargli le mani.

La puntata precedente: Sposi senza amore. La prossima: Il cacciatore diventa preda. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

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Serie: Racconto di una notte

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