Il cacciatore diventa preda — Racconto di una notte, anticipazioni 13 e 14 giugno

Selim in cappotto scuro con lo sguardo corrucciato e Mahir che parla al telefono sotto un ombrello in un parco; in un tondo al centro Mahir e Canfeza si baciano

Selim paga un sicario perché uccida Mahir, ma il commissario ribalta la trappola del finto tassista. E al campeggio, tra uno scherzo nel bosco e un confronto durissimo, arriva il bacio con Canfeza.

Selim firma un assegno in bianco pur di veder morire Mahir e affida il lavoro a un sicario travestito da tassista. Il commissario sale su quel taxi sapendo già tutto. Nel fine settimana arriva anche il campeggio organizzato da Sare e Salih, e con esso il bacio.

L'assegno in bianco di Selim

Selim è accecato dall'ossessione di eliminare Mahir e si rivolge al Cacciatore, un sicario a cui consegna un assegno in bianco: la cifra la scriverà lui. Sotto l'auto del commissario c'è già una bomba, e Mahir sceglie di non parlarne al comandante Raşit per non farsi ostacolare nelle indagini. Raşit lo rimprovera per la fretta e ammette che gli sarebbe piaciuto avere un figlio come Mahir. Anche Kürşat, che ha consegnato allo Stato l'archivio dei propri crimini, mette in guardia il genero; Mahir gli ricorda che per lui resta l'assassino di suo padre.

Il patto di Canfeza con Afet

Dimessa dall'ospedale, Canfeza non torna alla villa ma a casa di suo padre. A Mahir pone una condizione: rientrerà solo se lui tornerà quello di prima. Poi riceve la visita di Afet, che la supplica di tacere sul suo segreto: Ferman non è un vero Yılmaz, l'anziana lo ha sostituito alla nascita dopo la morte del suo bambino. Canfeza promette di portarsi quella verità nella tomba, a un prezzo: essere riconosciuta come nuora legittima e lasciata in pace. Afet accetta. La sera Mahir si presenta con la scusa del cappotto e davanti a Kürşat si riprende la moglie: entra in villa con lei in braccio, sotto gli occhi di tutti.

La carta di credito e il divano

Quando Canfeza dice che per lo shopping userà i soldi di suo padre, Mahir si irrigidisce: in casa sua non entra nulla comprato con denaro macchiato di sangue. Le lascia la propria carta, e lei la usa senza pietà, tra notifiche di pagamento che lo lasciano senza parole. Torna con una montagna di pacchi e un divano nuovo, comprato perché lui smetta di dormire scomodo pur di evitarla. Sevde ci vede una minaccia per il patrimonio degli Yılmaz, ma Afet, legata dalla promessa, non fiata. Mahir si vendica a modo suo: fa svitare di nascosto le viti del divano, che cede. Poi, quando la moglie parla di rendersi indipendente, le propone di aprirle un negozio di tappeti.

Ferman, Efsane e il test del DNA

Efsane chiede a Ferman di convincere Sevde ad accettarla come seconda moglie: lei aspetta un figlio, loro due non ne hanno mai avuti. Ferman è terrorizzato all'idea. Canfeza li sorprende insieme e annuncia che questa volta parlerà; lui si getta in ginocchio e la supplica, poi le promette appoggio in cambio del silenzio. Ma Mahir entra proprio in quel momento e viene a sapere tutto. Non gli crede e detta la sua regola: prima la visita medica, poi il test del DNA, e solo dopo si deciderà come affrontare la cosa in famiglia.

Il cacciatore diventa preda

La mattina dopo Mahir sale sul taxi del finto Halil, mentre Selim lo segue con il GPS. Il taxi però resta fermo venti minuti. Selim va a controllare e trova il sicario privo di sensi, con accanto un biglietto: «un cacciatore può diventare preda». Anche il suo autista è svenuto e il telefono squilla: è Mahir, a pochi passi da lui. Aveva capito tutto fin dal primo incontro: un pensionato che guida di notte per mantenere tre figli non porta al polso un orologio di lusso. Gli artificieri avevano già sostituito l'ordigno con una replica identica. Mahir gli mostra il detonatore e lo attiva, poi torna indietro ridendo, perché un commissario non lo farebbe mai davvero. Le chiavi dell'auto finiscono lontano, nel bosco.

Ceylan davanti alla villa

Asaf scopre che Dicle e il marito Cenk sono spariti da Smirne dopo aver truffato decine di persone con falsi investimenti in oro. Su Ceylan, la loro figlia, pende un mandato di cattura: l'attività era intestata a lei. Arriva davanti alla villa e non trova il coraggio di entrare: proprio allora l'auto di Selim, lanciata a tutta velocità, la investe. Resta illesa, ma lui la chiama Ferda, il nome della donna che amava, la porta davanti a quella tomba e poi la mette all'angolo: restare con lui oppure farsi arrestare.

Il campeggio e il bacio

A muovere le cose sono Sare e Salih, convinti che dentro la villa i due continueranno solo ad allontanarsi. Salih convince Mahir raccontandogli di essere interessato a Sare e di avere bisogno di un'uscita a quattro. Al campeggio i due spariscono con la scusa della carne dimenticata, portandosi via i telefoni e lasciando lui e Canfeza soli nel bosco. Lei ha paura del buio, lui si nasconde per farle uno scherzo e se la ritrova tra le braccia. Il confronto che segue è duro — Canfeza gli dice che non somiglia più all'uomo che aveva amato — e finisce con un bacio, anzi due. Lei si sottrae e rientra nella tenda: perdonare non è così semplice. Nella notte la tenda di Mahir cede e lui deve stendersi accanto a lei. Al mattino si svegliano abbracciati, e nessuno dei due lo ammette.

La puntata precedente: Afet spinge Canfeza. La prossima: Canfeza fa da scudo. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Racconto di una notte

Continua a leggere