La pistola di Cabir — Racconto di una notte, anticipazioni 10 maggio

Un uomo con la barba stringe una pistola e blocca per il collo una giovane donna dai capelli ricci che grida spaventata; dietro di loro un uomo in maglietta scura corre con lo sguardo allarmato, mentre a destra un anziano dai capelli bianchi in giacca e cravatta osserva la scena con espressione dura

Canfeza sale sull'auto mandata da Selim e Mahir arriva quando è già tardi. A rovesciare la scena è uno sparo alle spalle. Poi Cabir si presenta alla villa con una pistola.

La cena in casa di Asaf mette Canfeza con le spalle al muro, una telefonata alla nonna la consegna a Selim e la mattina dopo Mahir deve posare la pistola davanti a un edificio abbandonato. La giornata finisce con un'altra arma puntata alla sua tempia, nel cortile di casa.

La cena in casa di Asaf

Ferman apre le ostilità: a Mahir, appena arrivato, è toccata la stanza più alta della villa, quella che né lui né Kemal hanno mai potuto occupare. Afet taglia corto, era semplicemente la camera più adatta. Poi si irrigidisce Sevde, che rifiuta di sedersi accanto a Süreyya e le rinfaccia un torto del passato: Asaf le impone di sopportare, perché il piano resta il matrimonio tra Mahir e Sıla. Süreyya scende con l'abito ricevuto da Gülizar e chiede quando Mehmet li raggiungerà: cala il silenzio, perché vive ancora convinta che il marito, morto da tempo, stia per rientrare.

A tavola Canfeza viene incalzata su Denizli e sulla fuga dal matrimonio combinato, finché Afet chiede come si chiama suo padre; a rispondere è Süreyya, con il nome sentito da Mahir. La ragazza si scusa e lascia la tavola: in giardino pensa al giorno in cui quella famiglia scoprirà chi è davvero Kürşat.

Il caffè sul lungomare

In macchina Mahir sente tossire dal sedile posteriore: Canfeza lo ha seguito di nascosto. Al locale sul mare l'amico d'infanzia Salih ricorda come si sono conosciuti: da bambino vendeva focacce e sognava un paio di scarpe in vetrina, un ragazzo entrò e gliele regalò. Era Mahir. Il commissario gli spiega il vero motivo del ritorno — la sospensione dopo l'operazione fallita contro Kürşat, i legami tra Kürşat, Boris e Selim — e gli chiede di rintracciare Orhan, il poliziotto corrotto. Fuori due uomini importunano Canfeza: uno scappa, l'altro finisce in acqua colpito da lei con un bastone. Rientrano dopo mezzanotte e Afet lo rimprovera; lui le ricorda che non può dettare regole dopo trent'anni di silenzio.

La scelta su Sıla

Sevde porta Sıla da Mustafa e gli dice che Mahir non ha intenzione di sposarla. L'uomo si sente umiliato, ma all'idea di coinvolgere il padre si spaventa: se sapesse della gravidanza fuori dal matrimonio potrebbe uccidere la ragazza. Decide che il giorno dopo Sıla abortirà. Gülizar ascolta per caso e giura che nessuno si libererà del bambino di Kemal.

La trappola di Selim

Con il telefono lasciato a Süreyya, Canfeza chiama la nonna Esra, che Selim tiene sotto minaccia insieme a Sare e Maviş. Costretta, la donna le dice di raggiungerla a Istanbul, dove un'auto la aspetterà fuori dalla villa, e prima che la linea cada le lascia una frase strana: il destino la trova sempre. Sare manda un messaggio dal telefono di una guardia — è una trappola — ma finisce sul cellulare di Süreyya. Quando Mahir lo legge e corre fuori, Canfeza è già in macchina e urla chiedendo aiuto.

Chi è davvero Boris

Rapito e sedato dagli uomini di Selim, Kürşat si risveglia ammanettato in un ospedale di Istanbul. Corrompe un'infermiera e parla con Raşit, a cui affida la famiglia senza sapere che l'uomo progetta di eliminarlo. Poco dopo, da un messaggio vocale di Savaş, scopre la verità: Selim lavora con Raşit, e Raşit è Boris.

Lo sparo alle spalle

Davanti all'edificio abbandonato Selim accoglie Canfeza con calma e la porta da Esra. Quando lei pretende di sapere che fine ha fatto suo padre, lui risponde di essersene «occupato» e la colpisce con uno schiaffo. Mahir individua il posto grazie a Salih, ma Selim prende in ostaggio le due donne e lo obbliga a posare l'arma. A rovesciare la scena è Raşit: spara a Selim alle spalle e ordina a Mahir di portare via la ragazza. A casa il commissario le chiede di fidarsi di lui, poi di sposarlo. Canfeza non risponde.

La pistola nel cortile

Afet scopre che è stata Gülizar a chiamare Cabir per impedire l'intervento su Sıla, e capisce che quell'arrivo è un pericolo per tutti. Poco dopo Cabir si presenta alla villa, trascina Sıla nel cortile e pretende che Mahir la sposi il giorno seguente per salvare l'onore. Mahir rifiuta senza esitare. Cabir gli punta una pistola alla testa.

La puntata precedente: Raşit è Boris. La prossima: L'anello di Süreyya. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Racconto di una notte

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