Raşit è Boris — Racconto di una notte, anticipazioni 3 maggio

A sinistra un uomo anziano con i capelli grigi e i baffi, ripreso di profilo con lo sguardo duro; al centro Canfeza con i capelli ricci e l'aria spaventata, in abito chiaro scoperto sulle spalle; a destra Mahir in camicia bianca e giacca scura, la fronte corrugata.

Mahir porta Canfeza nella villa dei Yılmaz e la presenta come la sua fidanzata, mentre Selim spara al telefono e il segreto di Raşit viene a galla.

Mahir cambia rotta e porta Canfeza a Istanbul, nella villa dei Yılmaz, dove la presenta a tutti come la sua fidanzata. Nella stessa giornata Selim fa fuoco mentre lei è al telefono con Savaş, e viene a galla il segreto che Raşit nasconde da anni.

Antalya e una promessa

In auto Mahir spiega a Canfeza che ad Antalya sistemeranno i documenti: non vuole solo metterla al sicuro, vuole sposarla davvero. Lei gli ricorda di essere la figlia dell'uomo che ha ucciso suo padre e teme che un giorno lui la guardi e veda soltanto quel passato. Mahir risponde che i figli non pagano i peccati dei genitori. Intanto Süreyya viene fatta uscire dall'ospedale con la scusa di un trasferimento: dietro c'è la famiglia di Mahir, che vuole riportarlo alla villa e costringerlo a sposare Sıla, che aspetta un bambino.

Lo sparo dentro al telefono

A una stazione di servizio la notizia della madre portata via travolge Mahir, e Canfeza approfitta della confusione per salire sull'auto di sconosciuti di passaggio. Da un'altra stazione telefona a Savaş: Selim intercetta la chiamata e lo costringe a rispondere, ma lui trova il coraggio di urlarle di non tornare indietro. Subito dopo si sente uno sparo. Selim la minaccia: se non tornerà, farà del male anche a Mahir. Quando lui la ritrova, le ripete che hanno sentito solo un colpo, niente di più.

Il nome di Boris

Dietro l'organizzazione criminale c'è una figura conosciuta come Boris, e quell'identità appartiene a Raşit: non solo un uomo ambiguo, ma un poliziotto corrotto. Selim lo raggiunge in ufficio e pretende che rintracci il telefono di Mahir. Raşit gli ricorda di non dargli ordini, così l'altro scopre le carte e minaccia di rivelare a tutti chi sia davvero Boris. Il poliziotto lo afferra per la gola, ma Selim non si lascia intimidire.

Canfeza in abito da sposa

Prima della villa i due si fermano a fare colazione, e Mahir resta incuriosito dalla zuppa di ossa che Canfeza mangia al mattino. In cortile escono tutti ad accoglierlo, poi dietro di lui compare lei, ancora vestita da sposa. Afet chiede chi sia; Mahir le prende la mano davanti a tutti e dichiara che è la sua fidanzata. Afet si sente male, Mustafa accusa i Yılmaz di aver preso in giro lui e sua figlia e se ne va, Sevde rimprovera a Mahir di comportarsi come suo padre e gli sputa ai piedi.

Lui pensa solo alla madre. La cerca bussando alle porte finché sente la sua voce dietro una serratura chiusa a chiave: la sfonda ed entra. Süreyya lo abbraccia piangendo, poi riconosce Canfeza: è la ragazza incontrata nel bosco, quella che aveva chiamato «fata». Ascolta la storia del matrimonio forzato e del ferimento di Kürşat e ammette che nemmeno lei avrebbe saputo inventare una vicenda simile. Finiscono per ridere insieme.

Il conto con Asaf

Mahir accusa Asaf e Afet di aver rinchiuso sua madre per usarla come ricatto, poi nel confronto privato tira fuori tutto: è stato lasciato solo alla morte del padre e in ogni tappa della sua vita. Da bambino aspettava il nonno su un'auto nera, perché suo padre gli aveva detto che Asaf ne possedeva una. Odio non ne prova, dice, ed è grato ad Afet per aver cresciuto l'uomo buono che era suo padre. Alla fine chiede aiuto: è sospeso dalla polizia e deve proteggere Canfeza, di cui racconta soltanto che è fuggita da Denizli.

I nonni accettano di ospitarla, ma per un motivo loro: conquistare la fiducia di Mahir e convincerlo più avanti a sposare Sıla. A Sevde tocca telefonare a Mustafa per convincerlo che ha frainteso; lui non le crede, ma annuncia comunque alla figlia che il fidanzamento si farà. Sıla capisce che è solo un modo per salvare le apparenze e arriva a dire che avrebbe preferito morire piuttosto che vedere suo padre umiliato così.

Le domande di Afet

Afet entra nella stanza di Canfeza con finta gentilezza e cerca di farsi dire da chi si nasconde, ma la ragazza non pronuncia il nome del padre. Quel silenzio la rende ancora più sospetta, e Asaf decide di informarsi a Denizli rivolgendosi a Raşit, che conosce da anni. Poco dopo Raşit telefona a Mahir, che gli dice tranquillamente di essere a Istanbul, nella casa del nonno, e gli chiede aiuto per la sospensione. Raşit risponde che ha deciso di dimettersi: in realtà sta solo proteggendo se stesso.

Il telefono che Selim aspetta

Davanti alle fotografie di famiglia Canfeza misura il peso del posto in cui si trova: è la casa dell'uomo ucciso da Kürşat. Mahir le chiede due giorni e le raccomanda di non telefonare a nessuno. Poi lascia un telefono a Süreyya, che gli dice che quella ragazza dovrebbe sposarla. Il cellulare finisce nella stanza di Canfeza, che sopraffatta dalla preoccupazione decide di chiamare la nonna. Non sa che a casa di Esra c'è già Selim, arrivato con uomini armati e deciso a restare finché quella telefonata non arriverà. Poi chiama in video l'operatore sanitario che sta trasferendo Kürşat verso un luogo sconosciuto, gli mostra la madre in ostaggio e gli annuncia che Canfeza è scappata senza sposarlo.

La puntata precedente: Le nozze erano finte. La prossima: La pistola di Cabir. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

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Serie: Racconto di una notte

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