Sıla in trappola — Racconto di una notte, anticipazioni dal 25 al 29 maggio

Canfeza con lo sguardo teso in primo piano, dietro di lei un uomo in abito scuro che trattiene Sila per il polso mentre lei lo guarda allarmata, e Mahir che grida davanti alla villa

Afet imbarca Canfeza ed Esra su uno yacht diretto in Grecia, ma la ragazza scende prima della partenza e Mahir la ritrova sulla riva di un fiume. Sıla, convinta di volare a Londra, sale su un'auto dove l'aspetta Selim.

Un anello arrivato da un sogno, una barca diretta in Grecia e un'auto che non porta dove doveva portare. In cinque giorni Mahir perde Canfeza due volte e la ritrova sulla riva di un fiume, mentre Sıla finisce nelle mani di Selim.

L'anello di Mehmet

In ospedale Asaf sogna Mehmet, il figlio che crede perduto. Lo vede in uniforme, sereno; l'uomo gli dice di non portare rancore e gli affida la propria fede nuziale, perché arrivi a Mahir il giorno in cui sposerà la sua Şehrazade. Il vecchio si sveglia, riprende conoscenza e chiede subito del nipote: non ripeterà con lui gli errori commessi con suo padre, nessuno lo costringerà a sposare Sıla. Quando Mahir gli confessa di voler sposare la donna che ama, Asaf gli domanda se il nome Şehrazade gli dica qualcosa. È il nome che Mahir aveva dato a Canfeza nella grotta, prima ancora di sapere chi fosse. Quella notte entra nella stanza dove lei dorme, le infila l'anello al dito e le lascia un fiore.

Le tre del pomeriggio

Afet rivela ad Asaf che Canfeza è la figlia di Kürşat, l'uomo responsabile della morte di Mehmet. Poi si presenta a casa di Esra: giura che non accetterà mai quella ragazza come nuora, ricorda il debito di sangue di vent'anni prima e pretende che venga saldato. Alle tre un'auto porterà nonna e nipote al porto, dove uno yacht le condurrà in Grecia; in cambio non dovranno più tornare né cercare Mahir. Fuori dall'ospedale lui l'aveva già affrontata, accusandola di aver manipolato tutti: non le deve nulla, e la donna che ama è un'altra.

Al posto di Sabri

Mahir organizza intanto la fuga di Sıla verso Londra: volo alle otto, e ad accompagnarla sarà Sabri, l'uomo di fiducia di Asaf. Per uscire dalla villa la ragazza finge un malore. Sevde si spaventa per il bambino, ma Gülizar la trattiene: secondo lei quel momento potrebbe far nascere qualcosa tra Mahir e Sıla. Il piano riesce, poi si sgretola in un istante. Salita in auto, Sıla non trova Sabri ma Selim, che si presenta come il fidanzato di Canfeza. Poco dopo le stringe al polso un dispositivo per controllarne gli spostamenti: se prova a toglierlo, lui lo saprà subito.

La barca si chiama Bella

Insospettite dal silenzio, Sare e Maviş chiamano Mahir e gli raccontano tutto. Lui corre al porto, viene bloccato all'ingresso e si mette a cercare tra i moli gridando il nome di Canfeza. Gli dicono che una ragazza e una donna anziana sono salite sulla barca chiamata Bella, ormai lontana dalla banchina; poi un uomo aggiunge che le due sono scese quasi subito. Appena messo piede sullo yacht, infatti, Canfeza si è sentita soffocare: non vuole lasciare Istanbul per ordine di Afet. Sale su un taxi con la nonna, senza una destinazione. Al telefono Mahir avverte Afet che troverà Canfeza e la riporterà alla villa: la prossima volta dovrà vederla come sua moglie. In auto Ferman pretende spiegazioni e scopre che è stato Asaf ad aiutare il fratello.

Sulla riva del fiume

Con l'aiuto di Salih, Mahir risale alla targa del taxi e rintraccia il conducente. Ma Canfeza ha già cambiato albergo, temendo proprio quel passaggio: con settemila lire rimaste trova posto solo perché la proprietaria le offre una stanza a un prezzo molto più basso. La sera, sulla riva, la ragazza avverte una presenza alle spalle: è Mahir. Le prende la mano e se la appoggia sul petto, poi posa la propria sul cuore di lei. Le racconta da dove viene Şehrazade: da bambino lo zio professore e la madre gli leggevano le fiabe, e quando l'ha vista nella grotta, nell'acqua, gli è sembrato di essere finito dentro una di quelle storie. Le chiede una sola giornata: se l'indomani lei gli dirà ancora di andarsene, lui rispetterà la decisione. Lei gli racconta la fiaba della bambina che ogni notte chiedeva alla luna di portarla con sé, e per qualche ora tutto il resto resta fuori.

Il figlio non riconosciuto

Dove lo tiene prigioniero, Raşit mostra a Kürşat il materiale raccolto contro di lui in anni: filmati, documenti, movimenti di denaro. Il carcere, gli dice, sarebbe una via d'uscita troppo comoda. Poi racconta la sua storia: sua madre fu ridotta al silenzio da un uomo potente perché nessuno sapesse della sua nascita, e lui crebbe in quella villa trattato come un servo. I due sono figli dello stesso padre. Kürşat rifiuta quella verità, poi sembra intuire qualcosa e chiede se stia parlando di Boris.

Il prezzo di Sıla

Selim rivela a Sıla il terzo nome della storia: Mustafa, suo padre, è andato da lui promettendogli Canfeza in cambio della figlia. Costretta a recitare, la ragazza telefona alla villa: dice di stare bene, di essere fuggita da sola, di non voler più tornare. Cabir minaccia comunque di uccidere Mahir, mentre Süreyya tira il fiato: il figlio non ha tradito nessuno. Poi Mustafa richiama e Selim gli detta le nuove regole, se vuole indietro Sıla dovrà consegnargli Canfeza. La ragazza obietta che Canfeza ama Mahir e non andrà mai da lui spontaneamente. Selim risponde con freddezza: allora a morire sarà lei, perché il patto è quello.

La puntata precedente: Afet tradisce Canfeza. La prossima: Canfeza sposa Mahir. Tutto sulla serie in Racconto di una notte, e gli orari nel calendario.

Il video della puntata

Serie: Racconto di una notte

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